sabato 25 marzo 2017

Il falso storico della devozione alla Madonna degli iniziatori neocatecumenali.

La Madonna di Pompei con
Kiko-S.Domenico
e Carmen-S.Caterina 
Succede alla Watch Tower Society: il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova si riunisce e vengono decise drastiche modifiche alla dottrina o all'interpretazione della Scrittura. Da quel momento la verità di fede è esattamente corrispondente a ciò che è stato deliberato, ma non solo: lo era anche per il passato, e ad essa si adeguano disciplinatamente gli adepti delle congregazioni di tutto il mondo.

Allo stesso modo vorrebbe Kiko che funzionasse per il Cammino Neocatecumenale.

Avendo deciso che il suo curriculum vitae, insieme a quello di Carmen, era un po' carente sotto l'aspetto "Santa devozione cattolica", ecco che Kiko corre ai ripari e, ora per allora, "ricostruisce" una fervida fede nella Madonna di Lourdes, di Pompei, di Fatima e anticipa alcuni pensieri, che afferma essere tratti dal diario di Carmen, più che adatti alla biografia di una santa.

Peccato che solo ora rifulga tutta questa devozione, nascosta con cura quando non addirittura negata e tacciata di religiosità naturale e superstizione nelle loro ultracinquantennali esternazioni e negli umilianti scrutini subiti da cattolici per decenni, umiliati e derisi se frequentavano o facevano pellegrinaggi a santuari e se tenevano con sé medagliette o immaginette di qualsiasi Madonna...non camminante.



Perché diciamo che siamo di fronte ad un falso storico, cioè ad una falsa ricostruzione di eventi passati?

Nell'Annuncio di Quaresima 2017, un discorso penosamente auto celebrativo, Kiko ostenta una devozione alla Madonna che ci sorprende, al punto che la nomina per quasi trenta volte, novità assoluta, visto che negli annunci precedenti la Vergine Maria veniva ricordata senza troppa enfasi e mai con l'appellativo che le è proprio di Madonna.

Invece in questo Annuncio quaresimale il devoto Kiko ricorda la Madonna di Lourdes e di Pompei. Vediamo come.
"La Madonna sempre ci ha aiutato. Era il giorno della Madonna di Lourdes, eravamo qui in seminario e nella sala dei professori c’è una statua della Madonna di Lourdes in legno, molto bella, non la classica di scagliola, no! Questa è bellissima, potete vederla. A un certo punto non sapevamo più che fare e la Madonna ci ha dato un’ispirazione: se siamo una iniziazione cristiana, l’iniziazione cristiana dipende dal Vescovo della diocesi. (...)
Il Card. Ryłko è rimasto molto colpito dalla nostra decisione ed abbiamo cominciato a preparare un altro Statuto. Questo miracolo per noi lo ha fatto la Madonna di Lourdes."
Siamo andati a rileggere i discorsi ufficiali di Kiko Argüello, Carmen Hernandez e don Mario Pezzi alla consegna dello Statuto, certi di ritrovare il segno della gratitudine degli iniziatori alla Madonna di Lourdes per la sua ispirazione miracolosa.

Invece, NULLA DI NULLA.

La Madonna di Lourdes non viene né ricordata né ringraziata dal tripode, e non per mancanza di tempo, visto che ognuno ha l'opportunità di fare un ampio discorso.. 
Kiko, con un po' di piaggeria, attribuisce l'intuizione a papa Giovanni Paolo II 
Carmen parla di iniziazione cristiana solo per esprimere la sua speranza di morire nella Chiesa e non nel kikianesimo, ma non accenna a intuizioni miracolose della Madonna di Lourdes, pur ricordando il braccio di ferro con Rylko che li voleva far diventare un'associazione e lamentandosi di Stafford che 'sembrava non capire' e che la venne a trovare in ospedale, mentre era malata, promettendole un aiuto economico ('e non mi ha dato un dollaro').
Don Pezzi, come d'abitudine, non dice nulla di interessante.


È facile concludere che l'alto patrocinio della Madonna di Lourdes sugli Statuti Neocatecumenali è esclusivamente frutto dell'alacre fantasia e della capacità istrionica di Kiko Argüello ed è quindi un falso storico.

Ma non bastava. Nell'Annuncio di Quaresima Kiko scopre anche l'alto patrocinio sul cammino, fin  a dai suoi primi passi, della Madonna di Pompei.
"Allora dopo tanti esami della Santa Sede, anche il Papa Francesco ci ha aiutato, è stato meraviglioso. D. Dino Torreggiani aveva messo il Cammino Neocatecumenale ai piedi della Madonna di Pompei, che ha ai suoi piedi S. Domenico di Guzman e S. Caterina da Siena. D. Dino vedeva nei due santi Kiko e Carmen, e ha detto: “Andiamo a Pompei e mettiamo la vostra missione ai piedi della Madonna”. Pensate che quando ci sembrava tutto perduto – sembrava che non ci permettessero l’Eucarestia in piccole comunità, ecc. – il giorno della Madonna di Pompei, 8 di maggio, mi ha chiamato il Sostituto Segretario di Stato, Mons. Becciu, dicendo che il Papa Bergoglio ha detto che il Cammino sta bene così come è! Diamo un applauso al Papa. Al Papa e alla Madonna di Pompei. I miracoli che ha fatto la Madonna di Pompei al Cammino sono immensi!"
Sorvoliamo sulla blasfemia dell'identificazione di Kiko e Carmen nel miracoloso quadro della Vergine di Pompei con San Domenico e Santa Caterina. Probabilmente chi ha potuto immaginare una cosa del genere non era un autentico devoto della Madonna di Pompei.

In realtà la lettera di mons. Angelo Becciu, in risposta alle lamentele di Kiko, lettera con la quale non si permette al cammino di continuare con le proprie messe private, visto che viene richiamato al rispetto degli articoli 12 e 13 dello Statuto nella loro integralità, arriva i primi giorni di aprile, mentre la festività della Madonna di Pompei, come Kiko stesso ricorda, è l'8 maggio. A quale telefonata Kiko si riferisca, se mai c'è stata, non si sa, certo che comunque sarebbe stata molto successiva alla lettera, per cadere così opportunamente l'8 maggio, festa della Madonna di Pompei.


Ed è facile attribuire ad una telefonata la frase "il Cammino sta bene così come sta", dimenticando assai comodamente la lettera ufficiale che richiama al rispetto dello Statuto.

Aspettiamo altre sicure proteste di devozione anche alla Madonna di Fatima, che nel 2011, nel suo discorso ai Cappuccini, Kiko definì senza mezzi termini un "devozionismo", cioè una manifestazione alterata e patologica di devozione.

Fermo restando che la Madonna più importante per Kiko è quella che "è apparsa in Spagna". E non intende certo parlare di Fatima, ma di un luogo di cui dice: "spero che andiate a vedere dove è apparsa, stanno andando tutte le comunità del mondo". (indovinate il sottinteso)
A proposito, se era una visione intellettiva, Kiko ci deve spiegare com'è che era "con il bambino".

Neocatecumenali di tutto il mondo, con ancora intatte le facoltà di memoria e di senso critico, ma non vi sentite presi in giro e trattati da cretini?

Non potete perdervi, cari fratelli Neocatecumenali,
un luogo di tanta ed intensa spiritualità!

giovedì 23 marzo 2017

Come tutte le eresie, il Cammino è mortifero

Parto da una perla kikiana dell’annuncio di quaresima 2017 (pag. 14):
KIKO DIXIT: ma non è la parrocchia che si salva o si condanna! Tutto il Cammino è basato sulla persona umana, nel salvare un uomo dall'inferno.
Questa davvero è mondiale, la menzogna dell'anno, da "Tapiro d'oro". Questo a Kiko non posso proprio consentirlo! Nei sistemi dittatoriali e nel cammino la "persona umana" è usata e abusata: dov'è idolatria c'è da offrire al Moloch sacrifici umani.

Come sempre mi piace raccogliere più voci di questo Blog, piuttosto che argomentare da sola, perché l'unione fa la forza. E’ impressionante l’interpretazione che si dà nel cammino di tutti i fatti che non vanno nella direzione del.... Tutto meraviglioso!  Abbiamo visto miracoli, Kiko!  È stato spettacolare! ...... Si dice, in questi casi, da parte del discernente Kiko e dei suoi fedeli inviati, come nel messaggio di Odessa, che è il demonio che ti inganna profondamente, non dobbiamo aprirgli la porta neanche un po'.

Ma, con Autore della lettera, rispondo a Kiko e ai suoi: "Sul serio credete di essere al riparo da questo diavolo e che non possiate essere a volte voi lo strumento? Perché se viene meno l'amore per l'uomo, un amore che prescinda dal cammino di fede, un amore per l'uomo in quanto tale, .... come voi bene insegnate, lo spazio rimasto vuoto lo riempirà un altro, anche in voi: nessuno è esente. Io ringrazio il cielo di essere uscita da un contesto così disumano, totalmente disumano." 

EX-NC???:  "Non c'è vera accoglienza e vero ascolto, non ci si prende cura delle persone, creando delle relazioni vere che ti fanno andare incontro a chi sta male . Nel cammino non si va incontro alle persone, ai loro bisogni, in quanto a loro provvederà il Signore. Per un neocatecumenale l'unica cosa è evangelizzare al resto (persone, problemi), penserà Dio. In questo modo si creano persone deresponsabilizzate oltre che passive. L'unica azione ammessa e' evangelizzare, per questo di fronte a problemi specifici delle persone non sanno cosa dire e fare.”


Il Papa invia 250 famiglie in missione,
Aula Paolo VI (18 marzo 2016)
Donna Carson: “Così anche questa storia sarà opportunamente strumentalizzata per il bene della propaganda. La verità, purtroppo, è che invece la missione, così come è concepita nel cammino, non è che l’ennesimo atto autoreferenziale, queste famiglie per Kiko rappresentano solo l’opportunità di aggiungere una bandierina al suo personale mappamondo, e questa storia ha valore solo nella misura in cui potrà ritorcersi contro o a favore del cammino. Questa è la triste verità. Quest’uomo la cui memoria verrà contemporaneamente infangata perché non si cerchino altri colpevoli e incensata come se fosse un martire perché risalti il valore della missione, in realtà, nelle menti perverse di chi guida questo gioco al massacro con la vita delle persone, non è che una pedina, una delle tante, troppe, adulti e bambini.

Questo è certamente il più tragico degli epiloghi ma sono convinta che dietro moltissime delle persone coinvolte nelle Missio ad gentes ci siano fortissimi disagi esasperati in una condizione di assoluta anomalia e si stia tirando troppo la corda.”

In conclusione, l’illuminante analisi di Tripudio che, partendo dal doloroso epilogo della Missio ad gentes in Odessa, smaschera impietosamente gli inganni e le menzogne kikiane:

"Il doloroso capitolo dei suicidi neocatecumenali si può comprendere solo alla luce del fatto che nel Cammino vige una mentalità assai comoda per gli ipocriti e assai devastante per le persone sincere e ancor peggio per quelle deboli.
Con tutto il possibile rispetto per i morti - anzi, proprio in virtù di questo rispetto - bisogna ammettere che le lugubri espressioni pseudo-"catechetiche" di Kiko-Lurch e Carmen-Morticia, più i lugubri canti kikiani («la morteeeee! la morteeee!» ndrùng-ndrùng-ndrùng),
Sgorbi kikiani: il "totem" di Kiko
con un dettaglio in evidenza
più le orride "icone" (fosse nere al
posto degli occhi, Gesù Bambino in abito funereo nero, le mani della Beatissima Vergine peggio di quelle di una donna molto vecchia, ecc.), più il linguaggio funereo e autolesionista ("mi faccio schifo"...), più le mostruose pagliacciate dove bisogna esibire "allegria" a suon di battimani e girotondi di cui tutti conoscono l'inutilità e la falsità, più la comoda deresponsabilizzazione del singolo che si tramuta subito in colpevolizzazione non appena il singolo "sgarra" («il Cammino non fa per te», «deve cuocersi nel suo brodo», «il catechista ti farà scendere da cavallo», «sei stato ingannato dal demonio», «sei in braccio a Mammona e schiavo del demonio», ecc.), ebbene, tutto questo contribuisce pesantemente ad ogni fratello del Cammino che sceglie il suicidio. Come tutte le eresie, il Cammino è mortifero.

Sulla coscienza di Kiko e Carmen pesa un'immane quantità di suicidi frutto della mentalità neocatecumenale prodotta dalle eresie che hanno insegnato.

Stiamo parlando del suicidio di persone che stavano affrontando un «itinerario di riscoperta del battesimo», cioè in teoria di persone educate a riconoscere i doni di Dio nella propria vita - inclusa la vita stessa. Com'è possibile che in un itinerario-bla-bla-bla uno degli eroici missionari che si sono alzati davanti a Kiko, si tolga la vita?
Affresco parrocchiale sull'inferno,
troneggiano i santi iniziatori
Kiko stesso dovrebbe interrogarsi sul fatto che mandare "dilettanti allo sbaraglio" in missione, oltre a produrre una catasta di ridicoli falllimenti (e in termini umani anche costosissimi dal punto di vista familiare, affettivo, ecc.), gli ha aggiunto un'altra vita sulla coscienza. E questi vanno blaterando di "miracoli fatti da Carmen" (ma quali miracoli, che è all'inferno a bruciare insieme a coloro che ha contribuito a dannare, con un gran posto pronto per il sommo Kiko!) senza mai interrogarsi sull'infinità di errori fondamentali del metodo neocatecumenale.

Anziché interrogarsi, i capibastone della setta neocat hanno preferito diramare il comunicato per chiedere "preghiere" (cioè soldi, statene pur certi), perché sapevano benissimo che se una notizia del genere si fosse diffusa per passaparola (su facebook, sui blog, qui) il loro silenzio sarebbe stato anche peggiore. Come sempre, ai livelli più alti del Cammino sono bravissimi ed espertissimi a pararsi il deretano: «il demonio lo ha ingannato profondamente»... macché!
È stato il Cammino a ingannare profondamente quel poveraccio.




Non possiamo tralasciare di aggiungere, a provvidenziale conferma di tutto, il commento in seguito apparso sul Blog e per il quale ringraziamo, con tutto il cuore,
il caro Don X

Carissimi, vi traduco il commento pubblicato su Facebook che si riferisce alla Famiglia Polacca
"Mi ricordo, quando facevo parte della "missio ad gentes" e una famiglia dall'America Latina durante una convivenza con i catechisti ha dichiarato che hanno deciso di ritornare a casa. La prima cosa che hanno detto i catechisti è stata che "il diavolo che vi inganna". Chiaramente lo hanno detto in presenza di tutta la comunità. Potete immaginare quale fortissima pressione hanno creato nella coscienza e sulla libertà di questi poveracci. Catecumeni vivono in un costante senso di colpa, che viene mantenuto in una costante tensione durante gli scrutini, dai gruppi garanti, dove i coniugi devono raccontare la loro vita intima: se hanno rapporti regolari, se sono aperti alla vita, se hanno rapporti interrotti, se versano la decima, se sono "uniti" con i fratelli. Un sistema di controllo così concepito è simile a quello islamico. Sono quasi sicuro che sulla Famiglia polacca in missione in Ucraina veniva esercitata una forte pressione. può essere che il padre (capofamiglia) ha deciso di ritornare in Polonia e i catechisti lo hanno attaccato davanti alla comunità accendendo in Lui i sensi di colpa. Questo è il metodo che viene utilizzato per ammorbidire coloro che non sono obbedienti. Se la Chiesa (i vescovi) non si occuperanno di questo, il dramma di molti non avrà fine........"
Vi ringrazio per il vostro Blog che leggo assiduamente, ma dove scrivo molto raramente. anch'io ho fatto parte del cammino, ma mi hanno "cancellato" dalla comunità per la 'disobbedienza' verso i catechisti.
continuate questo servizio.
Don X

martedì 21 marzo 2017

Gennarini conferma: a Guam solo "persecuzione" (se lo dice lui!)

L'11 marzo scorso Kiko Primo ha compiuto uno dei suoi viaggi cosiddetti "apostolici" negli USA, a Denver, la città americana che più di tutte, dopo una iniziale resistenza dovuta alla presenza del Card. Stafford - che non si può dire amasse il duo Kiko-Carmen - ha ceduto ben presto al fascino del predicatore spagnolo. Oggi Denver ospita un celebre Seminario Redemptoris Mater, eretto più o meno l'anno successivo alla GMG del 1993.
Il Sig. Gennarini Giuseppe, chiamato a presentare le comunità USA dal pulpito durante la kermesse kika, se n'è uscito con una esternazione da far gelare il sangue a qualsiasi persona dotata di buon senso, ma non evidentemente ai kikobots riuniti per l'occasione.

Di seguito il video e la nostra traslitterazione e traduzione (non è stato difficile: il Gennarini parla in inglese come Rutelli).



G.G.: «Bothers and sisters from the communities of Guam in the Pacific...eh?... they... are there!.. these brothers, there are also the itinerants, there are also some priests from Guam, they are here... In Guam there is a Seminary where there is ... ehm.. there are now thirty-five seminarians and there were been eighteen priests. You know that they are in the midst of a very difficult time in Guam... very difficult...and... we ask everybody to pray for them... that the Lord may open the way, help them and strenghten them...always remembering that the persecution is also a grace, eh?...also a grace.» 
Trad: «fratelli e sorelle delle comunità di Guam nel Pacifico...eh?... loro... sono là quei fratelli... ci sono anche gli itineranti, ci sono anche alcuni preti da Guam, sono qui.... A Guam c'è un seminario dove c'è...ehm... ci sono attualmente trentacinque seminaristi e ci sono stati diciotto preti. Sapete che adesso sono nel mezzo di un tempo molto difficile a Guam... molto difficile.. e... chiediamo a tutti di pregare per loro, che il Signore possa aprire una strada, aiutarli e dagli forza, sempre ricordando che la persecuzione è anche una grazia...eh?... anche una grazia.»

Forse, in un'altra realtà ecclesiale se uno dei capi responsabili avesse definito "persecuzione" il processo canonico e civile a carico di un proprio membro accusato di pedofilia (PEDOFILIA), attualmente latitante e probabilmente nascosto e aiutato dagli stessi kikos americani, diversi membri di quella realtà se ne sarebbero andati seduta stante con sdegno, o almeno avrebbero ricevuto queste parole con un silenzio imbarazzato, e invece in questo caso dalla massa di kikobots arriva addirittura un applauso.

Eppure, le accuse di pedofilia sono talmente serie e gravi da aver spinto il Papa a nominare prima un delegato apostolico (Hon Tai-Fai) e poi un coadiutore (Michael Byrnes) con pieni poteri, quest'ultimo incaricato dal Papa Francesco di mettere fine alle divisioni causate dagli stessi kikos (dalla loro liturgia inventata e dal loro catechismo becero), bloccando addirittura il reclutamento e la formazione di nuove comunità per 12 mesi.
Davanti a questi fatti, questi signori (che ben conosciamo per la colossale faccia di bronzo mostrata nella faccendaccia della "lettera di Arinze") non hanno avuto nemmeno la decenza di tacere, o di spiegare l'accaduto, di usare prudenza, ma si sono lanciati in una difesa ad oltranza del proprio sodale. 

Certo, se è dei loro e se è un personaggio di livello bisogna difenderlo a spada tratta per il buon nome del movimento, non importa se nel far ciò si calpestano i diritti delle vittime, il loro dolore e ogni giustizia e decenza. Potranno ingannare i propri adepti, senza dubbio, ma Nostro Signore ha visto benissimo il Gennarini in giacca e cravatta difendere il pedofilo parlando di "persecuzione".
Chiaramente il Gennarini si riferisce anche al fatto che la proprietà del seminario è tornata pienamente nelle mani del Vescovo, che il Gennarini stesso, sua moglie e Don Angelo Poschetti sono stati licenziati in tronco ed estromessi dalla guida del Seminario, e al fatto che al momento il Cammino ha subito una severissima reprimenda sulla celebrazione dell'Eucarestia.

Sintetizzando, il Gennarini sostiene che gli atti compiuti dal Papa e dal Vescovo M.Byrnes, e dal Card. Burke nel perseguire il colpevole Apuron, riportare ordine e giustizia in una diocesi disastrata sono da considerarsi "tempi difficili" e "persecuzione" per la quale pregare Nostro Signore.

Ma quando il Vescovo verrà allontanato definitivamente e speriamo ridotto allo stato laicale, pensate forse che il Gennarini (e Kiko che lo ha preceduto: si sa, ogni discepolo può superare il maestro) si scuserà e correggerà quello che ha appena detto?

Capite ora perché non c'è nessuna speranza in una correzione di qualche genere nei confronti del Cammino da parte della Chiesa? Capite perché Kiko può permettersi di minacciare scisma? Di fronte a una massa ridotta in queste condizioni senza cervello, cosa può fare il Papa se non aspettare che Kiko, come tutti noi, passi a miglior vita?


lunedì 20 marzo 2017

Se credete alle "visioni" del fondatore, dovete credere anche alle mie!

"Liturgia" neocatecumenale
Il mio primo incontro con i neocatecumenali risale al 1989. Venni inviato da una mia amica ad un incontro; ricordo poco, ma nelle discussioni di quella sera, mi sembrava che qualcosa "stonasse", che ci fosse qualcosa di errato.

Da allora altre persone che frequentavo hanno intrapreso il cammino, qualcuno lo ha anche finito; altri non so a che punto sono arrivati in quanto si sono persi i contatti da anni.

Sinceramente nulla del cammino mi interessava e, agli amici camminatori non ho mai chiesto molto (anche se ho parlato, diverse volte, di quelle che io dicevo fossero, nel Cammino, una specie di "confessioni pubbliche": hanno sempre tutti negato che ci fosse un qualcosa di simile....): li avevo catalogati come "cristodipendenti", non dissimili da chi aveva una forte dipendenza da alcool o droga....

Circa 3 anni e mezzo fa mia moglie, su invito di una amica delle Scuole Superiori, ha cominciato a frequentare un gruppo neocatecumenale, appena formatosi.

Un gruppo, che mia moglie stessa ha definito, "sgarruppato" in quanto (mi diceva) che molti andavano e venivano (sparendo anche per mesi) e se si aggiungeva un nuovo (o una coppia), di solito, qualche altro andava via per sempre...

Insomma, da quel poco che chiedevo, mi sembrava un gruppo malassortito, dove il cammino (o presunto tale) era sempre un continuo "stop & go" in quanto, quando entravano i "nuovi", quasi si doveva ogni volta ricominciare da capo...

Preciso che il sottoscritto è anticlericale, ma libertario, e non ho mai impedito a mia moglie di frequentare la chiesa o il gruppo....

...Anche se il gruppo neocatecumenale mia moglie lo frequentava (come più o meno tutti del gruppo, da quel che ho capito) a corrente alternata.
Mia moglie era poco assidua: qualche martedì, ma non tutti, per l'approfondimento dei testi sacri e 4 o 5 volte l'anno, per la messa del sabato: nulla a Natale o Pasqua.

Negli ultimi tempi sono venuti anche a casa, il martedì, per preparare la lettura e, almeno una volta (che io ricordo), hanno provato a chiedermi di fermarmi con loro: ho gentilmente declinato l'invito...

Mia moglie ha partecipato a delle convivenze (di 3 giorni, con dormita fuori, di un giorno, di 3 giorni dalla mattina alla sera con dormita a casa) e l'unico motivo di discussione è stato quando doveva fare il "primo passaggio" (circa un anno e mezzo fa) a cui io, pur sapendo molto poco, mi sono fermamente opposto... Fai tutto quel che cavolo ti pare ma, scendere gli scalini -fino alla fonte battesimale- mi sembra una gran cazzata qundi NON vai... E chiusa la discussione....

A metà febbraio c'era un'altra convivenza.
In linea di principio le avevo detto che non avevo problemi, se lei fosse andata, ma che avrei gradito discuterne assieme...
Abbiamo cominciato a rimandare a fine gennaio la discussione... poi ne parliamo, poi ne parliamo, poi ne parliamo... e siamo finiti a parlarne giovedì 23 febbraio, un giorno prima della partenza.

Dalle 10 di sera fino alle 3 di notte...
Mia feroce incazzatura, con tanto di bestemmie come se piovesse, e più lei tentava di giustificare il suo interessa ad andare a fare la convivenza e più io giù, a bestemmiare, tra una frase e l'altra....
Questo perchè la notte prima (quindi il mercoledì notte) avevo fatto un sogno strano, c'era qualcosa che non mi quadrava, una premonizione (un segno del destino??)...

Insomma lei che andava solo con alcuni del suo gruppo (che non avevano fatto ancora il primo passaggio), assieme ad un altro gruppo di una città vicina alla nostra che lei (e il suo gruppo) non aveva mai incontrato prima.. E l'incontro si svolgeva a Porto San Giorgio...

Quindi discussione da paura giovedì notte, altra discussione via telefono e whatsapp venerdì mattina.
Lei decide quindi di non partire più e altra lunga discussione, molto accesa, venerdì notte dalle 10 di sera a quasi le 4 di mattina.

Discussione poi replicata anche sabato (sempre dalle 10 circa fino a oltre le 3 di notte) e tutta domenica, sera, fino a dopo mezzanotte.

Discussione che poi è proseguita per la successiva settimana, fino a mercoledi 1° marzo sera, quando l'ho convinta (nel frattempo, nei giorni precedenti, mi ero documentato -per ore e ore- su tutto quello che riguardava il cammino, e che non sapevo prima) ad avvisare il gruppo whatsapp (del cammino) che lei lasciava.

Soliti messaggi "prenditi tempo", "ripensaci", "non fare cose affrettate" e via dicendo...  E giovedì 2 marzo la sera sera è uscita da quel gruppo whatsapp, dietro mio consiglio.

Ne abbiamo parlato fino all'altro ieri (sempre facendo le ore piccole).

Al catechista e al responsabile ha detto che continuare a frequentare il cammino metteva a rischio il matrimonio e che, quindi, il problema nemmeno si poneva.

Io, come ho detto prima anticlericale spinto, ci ho anche scherzato su: e se fosse un "segno divino" che, la sera prima della discussione, ho fatto quel sogno strano?

Del resto: se il fondatore del cammino blatera che ha avuto una strana "esperienza" con la Madonna... io non avevo potuto avere la visita dell'arcangelo Gabriele?

Anzi le ho pure detto che, se quelli del cammino le avessero chiesto in futuro qualcosa, di dire che siccome loro credono alle "visioni" del fondatore, altrettanto per fede dovrebbero credere a me, se asserisco che ho visto l'arcangelo in sogno...

Ed è da metà febbraio che sto ripensando proprio a questo: a questo sogno stranissimo (non ricorso assolutamente che cavolo ho sognato, solo che lei non doveva fare la convivenza)... Io ho sempre detto che Dio, a volte, si manifesta in modo strano: sento che l'unione con mia moglie è uscita fortificata da questa esperienza.

A metà marzo, di tutto questo, ne andremo a parlare con il frate che ci ha sposato (e che ha battezzato nostra figlia).

Per quanto mi riguarda questa esperienza mi ha fatto capire quanto fosse importante, ancora di più, mia moglie (nei giorni delle accese discussioni avrei anche stirato sotto, con l'auto, il catechista; oggi mi limiterei soltanto a regalargli la mia indifferenza) e quanto sia diverso (e non sovrapponibile) la religiosità che (più o meno) abbiamo tutti e la religione (con le sue regole e i suoi riti) che non sopporto.

(da: un lettore del blog)

sabato 18 marzo 2017

Le nostre esperienze per aiutare altri ad aprire gli occhi

Voglio condividere questo scambio di esperienze con una nuova frequentatrice del nostro Blog, sicura che può essere di grande aiuto a chi si affaccia su “Osservatorio” perché magari ha qualche dubbio, sta soffrendo le stesse cose che abbiamo sofferto noi, ma non riesce ancora a mettere a fuoco tutto.
Il nome che ha scelto è emblematico: EX-NC???
Lei stessa ci spiega chei tre punti interrogativi vogliono significare che una persona deve sempre farsi delle domande. Il Signore ci ha donato un cervello proprio per poterlo usare, è un nostro talento da far fruttare e non da mettere sottoterra.
Nel nome già è racchiuso il suo destino nel cammino, uguale al nostro!  
EX-NC??? dice:
"Ho letto l’annuncio ed ho capito perché negli ultimi tempi uscivo più vuota di prima e questi incontri non mi davano niente. Sono arrivata a pensare che ero io che mi ero inaridita, ero io che non ero capace di ascoltare il Signore, ero io che non gli lasciavo spazio, insomma era colpa mia. Con il testo alla mano è facile vedere che di Dio in questo annuncio, come negli altri, non c’è proprio niente, quindi non era un problema mio, ma un problema loro. La maggior parte del testo è solo una visione catastrofista con notizie false della società, per il resto è un auto-incensamento al cammino ed un continuo insinuare, in maniera più o meno esplicita, la santità dei due fondatori, alla faccia della mitezza e umiltà cristiana.
 
Attenti a voi!
È vero: ultimamente Kiko non ha più remore, parla a ruota libera e di questo dobbiamo essere contenti, così tutti possono vedere chi è veramente.
Noi non siamo andati via dal cammino perché la gente non la pensava come noi, perché non ci sentivamo capiti o considerati, non soffriamo di autostima o di egocentrismo: siamo usciti dal cammino per aver visto o subito delle vere e proprie ingiustizie e per aver visto manomettere e strumentalizzare la parola di Dio, per assoggettare le persone.
Chi non è stato nel cammino, chi non ha visto le sue arroganze, chi non ha visto le menzogne, chi non ha sperimentato la poca importanza che danno alle persone (altro che amore fraterno), chi non ha visto i fardelli messi sulle spalle dei fratelli usando in modo strumentale la parola di Dio, chi non ha visto i forti condizionamenti psicologici, chi non ha visto gli sprechi di denaro (altro che amore per i poveri), chi non ha sperimentato la superficialità di chi dovrebbe avere cura per il proprio gregge, chi non ha sperimentato la mancanza assoluta di empatia, chi non ha visto la presunzione di pensarsi migliori degli altri e unici detentori E’della verità Cristiana, NON PUÒ CAPIRE"

Mi ha impressionato molto leggere una esperienza che, tranquillamente, avrei potuto scrivere io stessa!
EX-NC-??? Continua...

"Incredibile è già scontato che Carmen è una santa e che farà miracoli, per questo hanno pubblicizzato e diffuso l’indirizzo di posta per la raccolta delle testimonianze... Comunque dobbiamo ammettere che c’è un miracolo, anzi un’apparizione: finalmente è apparso un indirizzo di posta relativo al cammino neocatecumenale!!!!! Quando nella mia ingenuità pensavo che il cammino si potesse cambiare dal dentro ho cercato invano un indirizzo email dove mandare le mie riflessioni e critiche: invano. Non esiste niente, né sul sito ufficiale del cammino né da altre parti, e per quanto riguarda la fondazione famiglia di Nazareth, non ha neanche un sito. È più facile scrivere al Papa che a Kiko."

Verissimo!  Tutti, prima di andare via, ci siamo illusi che il cammino si potesse cambiare da dentro. Ma, quando siamo riusciti a sottoporre a loro riflessioni e critiche, siamo stati assaliti da una serie di reazioni assurde e inconcludenti da lasciarci basiti. Li ascolti, e tu stesso non credi che siano davvero quello che si mostrano ai tuoi occhi increduli. Come osi tu evidenziare criticità del cammino il quale, per essere di “divina ispirazione”, è perfettissimo? Ti tacciano di essere presuntuoso, di voler insegnar loro qualcosa...ti dicono: "tu credi di essere più intelligente di me, hai la idolatria del tuo cervello, ti stai facendo il "tuo cammino".
La loro lettura è una sola: il c.n. non conosce criticità, se le cose non funzionano E' SEMPRE E SOLO, SICURAMENTE, COLPA DI QUALCHE VESCOVO O DI QUALCHE PARROCO.
PUNTO. 
Giuseppe Gennarini e Kiko:
il discepolo sarà come il suo maestro!
Sono testimone dei perversi sistemi dei quali è impregnata tutta la realtà che dipende da loro, perché il cammino neocatecumenale è “Kiko-Carmen e i loro sistemi” che, insieme alla loro scienza, hanno trasfuso integralmente negli inviati a rappresentarli ai quattro angoli della terra.

Alcuni di questi “inviati”, come Giotto superò Cimabue, hanno addirittura superato il maestro! Di questi “fedeli discepoli” Kiko va molto, molto, molto orgoglioso! Mentre, quando tra i suoi inviati individua qualcuno che ragiona come noi, ossia uno che è proprio un CRETINO, PERCHÉ SOFFRE AL VEDERE TANTE CONTRADDIZIONI E COSE STORTE per le quali, invece, Kiko e i suoi non si danno alcun pensiero e dormono sonni tranquilli!, scatta in loro una reazione sola: "questo dobbiamo farlo fuori!", e sapete PERCHÉ?
PERCHÉ  EGLI
P E N S A  e  C A P I S C E.

Davvero è più facile scrivere al Papa che a Kiko..... Lo fanno apposta, innalzarsi, intimidirti, circondarsi di un'aura celestiale, per tenerti a distanza, buono, soggiogato, imbambolato, annichilito... Perché alla fine come persone sono piccoli piccoli. E non reggono alcun tipo di confronto. Per questo si rendono irraggiungibili. Non è solo questione di email, anche se partecipi per anni alle loro convivenze AVVICINARLI È PRESSOCHÉ IMPOSSIBILE... fino a quando non sono loro che vengono a cercarti per "addomesticarti" e farti capire che musica suona quando, essendo uno che usa la testa, cominci a crear loro "problemi"… e qualcuno dei mega/itineranti gli soffia all'orecchio: "Guarda, Kiko, questi per favore vanno un poco allineati..."
A quel punto se, parlando con loro, ti metti sullo stesso livello, senza timori reverenziali, perché è pur vero, e tu ne sei convinto, che se Dio "ha chiamato" loro, un giorno "ha chiamato" anche noi, nel cammino, ognuno per la sua parte, ognuno senza dubbio con la SUA DIGNITÀ . È lì che escono allo scoperto e, finalmente, li conosci, purtroppo!

In conclusione questo bellissimo commento, tutto da evidenziare.

EX-NC-??? conclude: "Cara Pax, grazie per le tue parole, penso che parlare tra di noi ci aiuti a capire, e trasformare la nostra rabbia e sofferenze in qualcosa di positivo per aiutare gli altri ad aprire gli occhi. Mi ha colpito questa tua frase: “…Primo, come tu osi evidenziare criticità del cammino, diciamo così, il quale, per essere di divina ispirazione è perfettissimo, ti dicono questo: "tu credi di essere più intelligente di me, hai la idolatria del tuo cervello, ti stai facendo il "tuo cammino" È vero, posso confermare che l’hanno detto anche a me, sia i catechisti sia gli zelanti fratelli di comunità quelli che pensano di aver capito tutto e si auto-eleggono garanti del Kiko pensiero all’interno della comunità stessa. A me hanno detto anche «sei superba, perché hai la presunzione di voler sapere come debbano funzionare le cose, come deve funzionare il cammino, ma attenzione ti stai facendo il “tuo cammino” che non è quello che vuole Signore». È incredibile usano sempre lo stesso vocabolario in tutte le parti del mondo. per quanto il durare poco in comunità purtroppo ti sbagli ho resistito 30 anni. Posso solo confermare quello che avete detto su questo blog: uno pensa che le cose cambieranno, oppure che basta prendere solo la parte migliore, e lasciare il resto in quanto dovuto ad errori umani e quindi bisogna avere misericordia. Poi passa il tempo e ti rendi conto che non è così. Che non sono errori umani fatti in buona fede, ma un vero stravolgimento della parola di Dio e del senso di essere Cristiani. Vedi fratelli lasciati nei loro bisogni materiali e spirituali, perché quello che conta è fare proselitismo, non prendersi cura delle persone. Perché secondo il Kiko-pensiero, basta fare l’annuncio poi iL Signore provvederà; detto in altre parole: i problemi si risolvono da soli e le persone possono stare tranquillamente con le mani in mano. In questo modo si creano persone totalmente deresponsabilizzate (tanto ci pensa tutto il Signore). E non mi si parli di decime per aiutare i fratelli, per favore! Quello che arriva a loro solo sono briciole ed anche meno. Ti rendi conto che quel richiamo continuo ad essere obbedienti, non è un invito ad ascoltare la volontà di Dio nella nostra vita (obbedire viene da ascolto), ma è un invito, anzi un ordine, a lasciarsi assoggettare, fare quello che ti dicono senza pensare, creare dei soldatini.

E anche i sensi di colpa hanno sempre la stessa finalità: tenerti legato, prigioniero, e non farti sentire nel giusto, in questo modo eventuali dubbi sul cammino saranno immediatamente accantonati (sei tu che sei sbagliato, non il CNC).
 
Sensi di colpa
E quindi ti fanno venire i sensi di colpa se non sei fedele al tripode (liturgia, eucarestia, convivenza) dovendoci andare anche trascurando familiari ed affetti (tanto per loro sono idoli!), se non sei fedele alle lodi, se non sei fedele alla decima. Ed il trucco è metterti pesi sempre maggiori sulle spalle in modo da sentirti indegno e quindi alimentare i sensi di colpa e di conseguenza rimanere nel cammino. L’ho capito quando nel 2014 in quell’annuncio di quaresima, ero in ritardo, e sono entrata mentre proiettavano il video con l’incontro del Papa. Quando ho sentito le tre tirate di orecchie mi sono sentita sollevata, quello che pensavo fosse sbagliato del cammino ora lo diceva anche il Papa. Spento il video il catechista disse “sapete il giorno dopo Kiko e Carmen sono tornati dal Papa, dicendogli che erano preoccupati in quanto ora TUTTI dicevano che il Papa li aveva rimproverati, ma il Papa gli ha risposto che non dovevano preoccuparsi perché lui RIMPROVERA TUTTI”. Capite vero il senso di questa frase? Se uno rimprovera tutti è come se non rimproverasse nessuno. In questo modo è stato minimizzato quello che il Papa voleva dire al cammino: lui rimprovera tutti, non rimprovera il CNC perché rispetto ad altre realtà c’è qualcosa che non va. Allora ho capito che nulla sarebbe cambiato, la speranza appena nata si è subito spenta, quindi sono uscita dal cammino."

Sandavi una volta la detto:
"Uno riesce a camminare davvero solo una volta uscito dal cammino neocatecumenale."

E' vero, ora che sono uscita dal cammino sto scoprendo una Chiesa bellissima e viva, in cui mi sento libera nell'Amore e nella Misericordia di Dio.
La Chiesa non è come la dipinge il cammino, morta e bisognosa di essere ristrutturata, è una delle tante bugie che ci sono state dette." 
EX-NC-???

giovedì 16 marzo 2017

Guam: grande bastonatura al Cammino

Evidenziamo alcune citazioni dalla Lettera Pastorale del 15 marzo 2017 di mons. Michael J. Byrnes, Arcivescovo di Agaña (isola di Guam):

Anzitutto, ho chiesto ai capi "catechisti" [del Cammino] qui a Guam di bloccare per un anno la formazione di nuove comunità [neocatecumenali]. In tale periodo intendo nominare un sacerdote delegato per aiutarmi a comprendere il risultato dei nostri sforzi, a rivedere il Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale, e ad assicurarmi che quei "catechisti" siano sufficientemente formati e validati per il loro importante ruolo. [...]

In secondo luogo, in virtù della mia autorità stabilisco norme sulla celebrazione della liturgia... mosso principalmente da alcuni commenti fatti da papa Benedetto XVI alle comunità del Cammino nel [20 gennaio] 2012, quando disse:
Proprio al fine di favorire il riavvicinamento alla ricchezza della vita sacramentale da parte di persone che si sono allontanate dalla Chiesa, o non hanno ricevuto una formazione adeguata, i neocatecumenali possono celebrare l’Eucaristia domenicale nella piccola comunità, dopo i primi Vespri della domenica, secondo le disposizioni del Vescovo diocesano (cfr Statuti, art. 13 §2).
Con tali parole di papa Benedetto nel mio attento cuore, ed esercitando la mia responsabilità e autorità sulla celebrazione della Liturgia Eucaristica qui nell'Arcidiocesi di Agaña, stabilisco le seguenti norme:

1. Come segno di unità dell'Eucarestia nella comunità parrocchiale e la sua essenziale apertura a tutti, per l'Eucarestia domenicale dopo i Primi Vespri e quella di tutte le Solennità delle piccole comunità deve essere celebrata su un altare consacrato, o nella chiesa principale o in una cappella approvata. Se non troviamo unità tra noi all'unico Altare del Sacrificio, dove altro lo potremo trovare?
  • Se la Messa è una di quelle regolarmente celebrate in parrocchia, il suo carattere particolare deve essere indicato nel bollettino.
  • Se la Messa è aggiuntiva rispetto a quelle regolarmente previste per la Messa del sabato sera, una parte delle offerte deve andare alla parrocchia allo scopo di coprire i costi; lo stesso principio vale per le Messe in una cappella approvata.
  • Il parroco ha l'autorità di stabilire quante Messe aggiuntive sono permesse.
  • Se c'è più di una piccola comunità in parrocchia, il parroco può stabilire che un certo numero di piccole comunità celebrino insieme.
2. È giunta alla mia attenzione anche la confusione riguardante le rubriche liturgiche sul modo di ricevere la Comunione "in piedi rimanendo al proprio posto". Fortunatamente, l'Ordinamento Generale del Messale Romano ci dà un'indicazione molto chiara. Cito le rubriche qui sotto per aiutarci a comprendere:
  • Riguardo al sacerdote: "Terminata la preghiera, il sacerdote genuflette, prende l’ostia consacrata nella stessa Messa e, tenendola alquanto sollevata sopra la patena o sopra il calice, rivolto al popolo, dice: Ecco l’Agnello di Dio, e, insieme con il popolo, prosegue: O Signore, non sono degno.
    Poi, rivolto all’altare, il sacerdote dice sottovoce: Il Corpo di Cristo mi custodisca per la vita eterna, e con riverenza si ciba del Corpo di Cristo. Quindi prende il calice, dicendo sottovoce: Il Sangue di Cristo mi custodisca per la vita eterna, e con riverenza beve il Sangue di Cristo." (OGMR, 157-158)
  • Riguardo ai comunicandi: "Se la Comunione si fa sotto la sola specie del pane, il sacerdote, eleva alquanto l’ostia e la presenta a ciascuno dicendo: Il Corpo di Cristo. Il comunicando risponde: Amen, e riceve il sacramento in bocca o, nei luoghi in cui è stato permesso, sulla mano, come preferisce. Il comunicando appena ha ricevuto l’ostia sacra, la consuma totalmente." (OGMR, 161)
  • Queste norme sul consumo delle Sacre Specie devono essere seguite in ogni celebrazione eucaristica. Il sacerdote deve consumare il Corpo e il Sangue di Cristo non appena ha detto le rispettive preghiere, e deve farlo prima di distribuire le Sacre Specie ai comunicandi. I comunicandi devono consumare il Corpo e Sangue di Cristo non appena l'ostia o il calice vengono poste nelle loro mani. Non ci dev'essere alcuna attesa.
Comprendo che potrebbe essere necessario un po' di tempo per riarrangiare gli orari delle Messe per celebrare ad un altare consacrato. Alla luce di ciò, permetterò un periodo di due settimane per adeguarsi a questa norma. Questo significa che mi aspetto che tutte le Messe vengano celebrate ad un altare consacrato o in una cappella approvata entro la quinta domenica di Quaresima [2017].

Le norme riguardanti la ricezione dell'Eucarestia hanno effetto immediato, cioè entro la quarta domenica di Quaresima.

[...]

In Cristo,
rev.mo Michael J. Byrnes,
Arcivescovo di Agaña

martedì 14 marzo 2017

In silenzio, una preghiera

Alcuni giorni fa (precisamente il 4 marzo) sia sul nostro blog, che su CruxSancta, è apparso fra i commenti il messaggio che vi proponiamo di seguito, in entrambi i casi è stato riportato in lingua spagnola. Abbiamo atteso diversi giorni prima di darne pubblicazione, dato il dolore che causa un argomento come questo e volendo reperire qualche conferma.

Il testo è il seguente:
«Hermanos.
Necesitamos oración especialmente hoy.
En Odessa, al sur de Ucrania, hay una misión Ad Gentes. Una familia polaca que ha llegado hace unos meses necesita nuestra oración. El padre, con 8 hijos, se ha quitado la vida. El demonio le ha engañado profundamente. Qué precariedad, de verdad que llevamos este tesoro en vasos de barro y no somos dignos de que el Señor nos elija para su Iglesia. Todo es por Gracia de Dios y para alabanza suya.
Podéis comunicarlo para que más hermanos se unan a la oración.
Rezad por nosotros porque estamos profundamente tristes e impactados.
No abramos ni un poco la puerta al demonio porque nos quiere destruir.
La Paz.»
Trad.:«Fratelli.Oggi, in modo particolare, abbiamo bisogno di preghiere.A Odessa, nel sud dell'Ucraina, c'è una missione "Ad Gentes". Una famiglia polacca che è arrivata pochi mesi fa ha bisogno della nostra preghiera. Il padre, con 8 figli, si è tolto la vita. Il demonio lo ha ingannato profondamente. Quanta precarietà, davvero portiamo questo tesoro in vasi di creta e non siamo degni che il Signore ci elegga per la Sua Chiesa. Tutto è per Grazia di Dio e per la Sua lode. Potete comunicarlo, perché più fratelli possibile si uniscano alla preghiera. Pregate per noi, perché siamo profondamente scossi e tristi. Non dobbiamo aprire nemmeno un po' la porta al demonio perché vuole distruggerci.La Pace.»

In questi giorni abbiamo cercato conferme su internet e mediante i nostri contatti all'estero, ma non è stato possibile trovare nessuna notizia in merito, finora, soprattutto per questioni di differenza linguistica. L'Ucraina è un paese che ha un elevato tasso di suicidi, specialmente fra la gente misera e i giovani, perciò è possibile che un fatto come questo non abbia grande risonanza sui mezzi di informazione.

Il testo sembra provenire da una e-mail inviata da un responsabile spagnolo della stessa missio ad gentes: la comunicazione infatti contiene una "autorizzazione" a diffondere il messaggio fra le comunità e una simile autorità viene sempre solo da responsabili regionali o nazionali, o itineranti. E' probabile che i referenti per l'Ucraina (nel testo chi scrive parla al plurale), l'equipe responsabile nazionale ad esempio, abbiano dato la notizia.

Ci chiediamo, sconcertati, come possa una famiglia del Cammino, dopo decenni di un presunto itinerario di fede, ritrovarsi in una situazione simile e riproponiamo a tal proposito una riflessione accorata e sempre attuale riguardante un altro suicidio del Cammino:
"Ed è un fatto molto grave che dopo quindici/vent'anni di un cammino di fede uno si tolga la vita, uno compia come ultimo dei suoi gesti un delitto, l’atto che più di ogni altro è contro la fede. Come mai dopo quindici anni di cammino di fede uno perde la fede? E la morte lo trova caduto e non rialzato? Non è un giudizio, il giudizio per fortuna appartiene solo a Dio ... Ma è un fatto grave"
È giusto chiederselo, pensando al Kiko sempre entusiasta che vanta le "morti sante" di tutti i neocatecumenali, promette vecchiaie serene e matrimoni indistruttibili - come se il solo far parte del suo cammino mettesse al riparo da qualsiasi problema e fosse assicurazione della Salvezza eterna - mentre contemporaneamente martella i suoi adepti riguardo al pericolo di lasciarsi "ingannare dal demonio", mantra fisso del Cammino, ripetuto anche in questa breve missiva.

Questa ripetizione ossessiva circa l'azione del demonio, a nostro parere, non fa altro che spostare l'attenzione fuori della persona e della sua condizione, operando, come sempre una completa deresponsabilizzazione, come se fosse il demonio stesso a muovere la mano e la mente di chi decide di togliersi la vita.
Non ci piace per niente la strumentalizzazione della parola di Dio operata anche in questo caso: vasi di creta siamo perché peccatori, non perché possiamo rischiare di suicidarci! Infatti noi portiamo il tesoro dell'amore di Dio dentro di noi, e perché si veda che la straordinaria potenza di questo amore non viene da noi bensì da Lui, restiamo peccatori e deboli, così che appaia la Sua grandezza e non la nostra bravura. Questa debolezza non può comprendere l'autodistruzione, o altri peccati gravissimi (l'omicidio, la sodomia, la pedofilia...), perché significherebbe che quel vaso è un vaso vuoto e non pieno della misericordia, della Grazia, della carità che vengono da Dio; il vaso di creta che contiene quell'enorme tesoro è fragile ma non si spacca, proprio perché sorretto dalla grandezza del Padre Eterno, del Figlio crocefisso e dello Spirito Santo che abita in lui; se invece il vaso è vuoto, come la casa costruita sulla sabbia, si distruggerà quando verrà il giorno della prova.
E' forse quel vuoto che ha spinto questo pover'uomo a compiere un gesto così tremendo? E se c'era un vuoto, perché il cammino non è riuscito a riempirlo? Oppure se quest'uomo aveva disturbi psichici, perché è stato inviato a soffrire in un posto così ostile come l'Ucraina? Non abbiamo risposte per domande così pesanti, anche se abbiamo l'impressione che qualsiasi sia la risposta, il cammino non ne esca molto bene.

Sappiamo che questo non è affatto l'unico caso, anche se all'establishment del cammino non piace parlarne.

Ci uniamo alla preghiera sia per la povera anima di quest'uomo, che Dio ne abbia misericordia, sia per la famiglia che ora si trova senza un padre in un paese ostile e povero.

Aggiornamento 1: una considerazione di Valentina, perché non sfugga il suo acume:

«Sentite come diventano tragiche e inascoltabili le vanterie di quel trombone di Kiko nell'annuncio di Quaresima 2017 ora che abbiamo conosciuto questo tragico epilogo:

Come è possibile? E lo facciamo a sorte, eh?, a sorte. Io dico: “Sono necessarie 70 missio ad gentes”. L’ultima volta, prima dell’invio del Papa, io ho detto: “Missio ad gentes a Odessa, in Ucraina. Abbiamo il presbitero”, ho chiamato il presbitero nell’aula di Porto S. Giorgio e l’ho fatto sedere nel presbiterio. Le famiglie che si sono offerte per andare in qualsiasi parte hanno messo il loro nome in un cesto; abbiamo un cesto con i nomi di 500 famiglie e un altro cesto con i posti delle missio ad gentes. Allora: “Odessa. Qui c’è il presbitero.
Cominciamo”, prendo un nome: “Josefina e Manolo, con 7 figli, della quinta comunità di non so dove”. Si mettono in piedi: “Accettate di andare a Odessa?”. Sì. “Facciamo un applauso, venite qui. Già abbiamo una famiglia, adesso altre quattro”. Così abbiamo fatto con 5 famiglie e così abbiamo fatto per 70 missio ad gentes. Non c’è stata una famiglia che ha detto che non va, e abbiamo missio ad gentes in Africa, in Russia, in Cina… ma come è possibile questo, come è possibile? Abbiamo lavato il cervello alla gente​?»

Eh si Kiko, fatti due domande. Per la serie: "Excusatio non petita, accusatio manifesta"...

Aggiornamento 2: un lettore ci segnala che in un gruppo pubblico neocatecumenale polacco su Facebook un fratello del Cammino scrive un commento sul suicida, accusando i cosiddetti "catechisti" NC di fare pressioni sulle cosiddette "famiglie in missione NC", opprimendone la libertà di abbandonare la missione e tornarsene nel proprio paese d'origine.
Ecco la traduzione:

«Mi ricordo, quando facevo parte della "missio ad gentes", di una famiglia dall'America Latina che durante una convivenza con i "catechisti" NC ha dichiarato che aveva deciso di ritornarsene a casa. La prima cosa che hanno risposto quei "catechisti NC" è stata: "il diavolo vi inganna". Chiaramente lo hanno detto in presenza di tutta la comunità. Potete immaginare quale fortissima pressione hanno creato nella coscienza e sulla libertà di questi poveracci. I neocatecumenali vivono in un costante senso di colpa, che viene mantenuto in un costante tensione durante gli "scrutini" NC, dai gruppi dei "garanti", dove i coniugi devono raccontare la loro vita intima: se hanno rapporti regolari, se sono aperti alla vita, se hanno rapporti interrotti, se versano la decima, se sono "uniti" con i fratelli. Un sistema di controllo così concepito è simile a quello islamico. Sono quasi sicuro che sulla famiglia polacca in missione in Ucraina veniva esercitata una forte pressione. Può essere che il capofamiglia, il padre, ha deciso di ritornare in Polonia e i "catechisti" lo hanno attaccato davanti a tutta la comunità accendendo in Lui i sensi di colpa. Questo è il metodo che viene utilizzato per ammorbidire coloro che non sono obbedienti. Se la Chiesa (i vescovi) non si occuperanno di questo, il dramma di molti non avrà fine........"