venerdì 3 marzo 2017

«Va', la fede "della tua comunità" ti ha salvato»


Desidero mettere in evidenza il commento di Roberta e le parole di Papa Francesco in esso riportate a splendida conferma di tante analisi di noi ex neocatecumeni che, in mezzo a grandi sofferenze e per pura misericordia di Dio, abbiamo trovato la forza di uscire dal cammino.

Roberta conclude: «l’eredità del Padre nostro che è nei Cieli, non è da dividere tra i membri della comunità ma è tutta intera per ognuno…»

Gesù, in mezzo alla "folla che lo segue", cerca "chi lo ha toccato con fede"! (cfr. Mt.9,20-22)

Dice Tripudio: «Quella maligna menzogna del neocatecumenalismo - secondo cui la santificazione non sarebbe personale ma comunitaria - sovverte l'insegnamento di Nostro Signore, come se quest'ultimo avesse detto: «va', la fede "della tua comunità" ti ha salvato». Veramente Kiko non vuole che diventiate santi. Ed i kikatekisti, ubbidienti ripetitori pappagalleschi, rovinano i fratelli delle comunità in nome dell'idolo».

Dice Anonimo Etneo: «Un nuovo concetto di "santità di riflesso", dove il fratello Tizio (che magari "zoppica" secondo i criteri del cammino) può diventare santo grazie al fratello Caio che invece è ligio, costante ed inquadrato.
Comodo a pensarci effettivamente... così un domani al cospetto di Dio potranno dire: "Signore Signore, ma come non ho dato frutti di conversione? Vedi come si è convertito Caio? E Kiko ha sempre detto che è tutta la comunità che si santifica, quindi di riflesso anche io! Tu giudichi!"»

Ma come avviene poi, se tutto è comunità, solo comunità, tutti uniti indistintamente nella comunità, che quando un fratello soffre, a causa di peccati un po' grossi di un fratello della sottocategoria comunitaria dei “meno convertiti che vanno a rimorchio” (definiamoli così, per capirci), il peso cade tutto e solo sulla vittima che deve perdonare, non giudicare e subire e tacere fino all’emarginazione, se non si piega e tace, e alla solitudine più totale nel suo dolore e che, infine, scivola nell’oblio della dimenticanza?

Perché scandali nelle comunità non possono esserci, per il bene della comunità, ovviamente, altrimenti si sfascia il cammino.

I farabutti, i peccatori incalliti, non creano grossi problemi, i problemi li creano i deboli, i piccoli, quelli le cui sofferenze gridano vendetta a Dio.

Ma no!!! Non sai che, dicono i padri del deserto: “Dietro ogni richiesta di giustizia c’è il demonio?” Altra frase fatta, che ricorre spesso nelle comunità del Cammino al solo scopo di chiuderti la bocca… ma dove diavolo l’hanno presa (perdonate), lo sanno solo loro!

Io, veramente, quando la dissero a me, risposi: Ma se dietro ogni richiesta di giustizia c’è il demonio! Dietro il governo senza giustizia di Kiko cosa c’è? Lo Spirito Santo???

Dice Roberta: ...in realtà inizialmente non mi riferivo a quelli goliardici... ma ripensandoci svolgono invece anch’essi azione educativa perché danno un esempio, a chi legge questo blog nel suo insieme, di ciò che è una comunità veramente umana (e quindi dico io anche cristiana): una condivisione di contenuti dove ciascuno contribuisce con le sue informazioni (drammatiche o umoristiche), col suo stile, le sue conoscenze e le sue ignoranze, le sue intuizioni (personali e diverse l’una dall’altra) e i suoi ragionamenti logici su fatti reali, e poi anche le sue crisi e le sue certezze, le sue richieste d’aiuto e il suo mettersi a disposizione per essere d’aiuto… chissà se le comunità cristiane primitive erano più simili a questo o più alle comunità NC… dove, è stato ben detto, la persona singola non è oggetto di rispetto, non è portatrice di talenti unici e irripetibili ma solo di peccati, di soldi e consenso numerico; la vita in comunità NC è alienante non solo perché ti divide dal mondo normale (dove i NC dimenticano esserci le persone che dovrebbero salvare (!?) ) ma soprattutto ti aliena da te stesso e quindi ti allontana da Dio perché è solo col tuo cuore, mente, volontà che puoi rispondere al dono della fede… non puoi far rispondere altra gente al tuo posto… solo “il mio io” + “il tuo io” + “il suo io”… forma il popolo dei credenti.

Grazie in particolare x i brani del catechismo sulla Dignità della persona umana e il rispetto che le è dovuto e per aver ricordato S.Giovanni Bosco, che i giovani li ha davvero aiutati a crescere e diventare consapevoli della propria “bellezza” agli occhi di Dio, e c’è riuscito perché ha avuto RISPETTO di ciascuno nella propria diversità!

Mi sembra pertinente aggiungere le parole del Papa a S.Marta qualche settimana fa:
“Lui [Gesù] aveva gli occhi fissi sulla gente.
‘Sì, si, sulla gente, sulla moltitudine’
– ‘No, su ognuno!’. E questa è la peculiarità dello sguardo di Gesù.
Gesù non massifica la gente: Gesù guarda ognuno”.
Lo sguardo di Gesù va al grande e al piccolo. Così guarda Gesù: ci guarda tutti, ma guarda ognuno di noi. Guarda i nostri grandi problemi o le nostre grandi gioie, e guarda anche le cose piccole di noi. Perché è vicino. Gesù non si spaventa delle grandi cose, ma anche tiene conto delle piccole. Così ci guarda Gesù.

Mi pare di capire che non bastano i “successi” di una comunità se al suo interno c’è anche 1 sola persona che soffre a causa di “fratelli”.

Riguardo alla sicurezza che dà la comunità (come ben è stato detto: “si sperimenta una sicurezza, una stabilità, ci si identifica con gli altri, si trovano le risposte pronte per ogni situazione, si sa quali sono i comportamenti da assumere senza timore di sbagliare”)

Mi sembrano pertinenti le parole del Papa di qualche giorno fa:


Santa Marta 24 febbraio. Gesù non cede alla logica casistica spiegando sempre la verità.

“Gesù non risponde se sia lecito o non è lecito; non entra nella loro logica casistica. Perché loro pensavano soltanto alla fede in termini di ‘si può’ o ‘non si può’, fino a dove si può, fino a dove non si può. Quella logica della casistica: Gesù non ci entra, in questo. Gesù li qualifica ‘duri di cuore .. e dice la verità. Senza casistica. Senza permessi. La verità”.

“Gesù dice sempre la verità”, ”spiega le cose come sono state create”

“E il cammino di Gesù – si vede chiaro – è il cammino dalla casistica alla verità e alla misericordia. Gesù lascia fuori la casistica. A quelli che volevano metterlo alla prova, a quelli che pensavano con questa logica del ‘si può’, li qualifica – non qui, ma in altro passo del Vangelo –ipocriti. Anche con il quarto comandamento, questi negavano di assistere i genitori con la scusa che avevano dato una bella offerta alla Chiesa. Ipocriti. La casistica è ipocrita. E’ un pensiero ipocrita. ‘Si può – non si può’ … che poi diventa più sottile, più diabolico: ma fino a chi posso? Ma di qui a qui, non posso. E’ l’inganno della casistica.”

Il cammino del cristiano non cede dunque alla logica della casistica, ma risponde con la verità, cui si accompagna, sull’esempio di Gesù, la misericordia, “perché Lui è l’incarnazione della Misericordia del Padre, e non può negare se stesso.

Giustizia e misericordia, strada non facile ma che rende felici

“Quando la tentazione ti tocca il cuore, questo cammino di uscire dalla casistica alla verità e alla misericordia, non è facile: ci vuole la grazia di Dio perché ci aiuti ad andare così avanti. E dobbiamo chiederla sempre. ‘Signore, che io sia giusto, ma giusto con misericordia’. Non giusto, coperto dalla casistica. Giusto nella misericordia. Come sei Tu. Giusto nella misericordia.

Poi, uno di mentalità casistica può domandare: ‘Ma, che cosa è più importante, in Dio? Giustizia o misericordia?’. Anche, è un pensiero malato, che cerca di uscire … Cosa è più importante? Non sono due: è uno solo, una sola cosa. In Dio, giustizia è misericordia e misericordia è giustizia.”

Immagino che, come per me, anche per altri che hanno subìto ingiustizia, sia difficile praticare la pazienza che tale giustizia-misericordia richiede ma... mi pongo una domanda (spero non retorica) : quei neocatecumenali che sono in buona fede, se anche non gli importa di non essere rispettati loro stessi, come fanno a non intervenire quando assistono ad un “maltrattamento psicologico” nei confronti di un altro fratello e lo vedono soffrire e leso nella sua dignità? Non sentono in se’ lo Spirito di Gesù che dice “abbi compassione di lui, prendi il posto suo come io ho preso il tuo, proclama sui tetti (semplicemente difendilo davanti all’assemblea) la verità del suo essere figlio di Dio e non schiavo di nessun uomo!? Ma hanno ricevuto uno spirito di timidezza o lo Spirito di figli adottivi?

L’eredità del Padre nostro che è nei Cieli, non è da dividere tra i membri della comunità ma è tutta intera per ognuno (il bicchiere, di qualunque foggia e dimensione, si realizza quando lui è tutto pieno, non omologandosi agli altri)! - Certo che in quanto umani siamo peccatori e deboli ma, ripeto, perché fare coscientemente, deliberatamente del male a un essere umano come te, che già sta soffrendo per le prove della vita? Anche l’omertà è un male fatto coscientemente.
Un saluto - Roberta

21 commenti:

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

"Dietro ogni richiesta di giustizia c'é il demonio", dicono i catechisti a chi chiede spiegazioni, citando un padre del deserto che, probabilmente, non avrebbe affatto desiderato essere citato in modo tanto ipocrita.

A parte che il pensiero di un padre del dessero non può essere equiparato al MAGISTERO DEL PAPA, che vede in ogni richiesta di giustizia l'opera dello Spirito Santo, c'è da contestualizzare la frase del monaco.

Se un monaco, con la SCUSA della giustizia, cercasse di coniugare un po' di mondanità col monachesimo, cioè la comodità con la santità, allora ha ragione il padre del deserto. Ma in questo caso la giustizia è, appunto, solo una scusa.

A chi fa citazioni a sproposito ricordo che anche satana, tentando Gesù nel deserto, citò la Bibbia! Cioè la Parola di Dio!
Sicuramente una cosa è certa: in ogni citazione della volontà di Dio che risponde a interessi "corporativi", c'è il demonio

Lino ha detto...

Il problema è che 'sti Kiko's non dicono niente senza che possano e debbano essere contestati alla luce del Vangelo (che non conoscono).

"Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!»".
Abbi pietà di noi è al plurale, infatti i lebbrosi - chi più di loro? - erano costretti a vivere in comunità chiuse.
"Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?». E gli disse: «Alzati e và; la tua fede ti ha salvato!»".
Ti ha salvato, non "vi ha salvati"!

by Tripudio ha detto...

Esatto! La comunità chiusa di lebbrosi - cioè di neocatecumenali... l'unico che ha fede e che si salva, è quello che riesce ad abbandonarla.

Lino ha detto...

P.S.
"Dietro ogni richiesta di giustizia c'é il demonio": così dovette ragionare il giudice disonesto riguardo alla vedova che chiedeva giustizia ;-)

Lino ha detto...

@ Tripudio
;-)

by Tripudio ha detto...

Brevi da Guam:

1) mano al portafoglio, fratelli del Cammino! Il Direttore del Catasto di Guam - complice dei neocatecumenali nella faccendaccia del certificato di proprietà taroccato a favore del seminario Redemptoris Mater - si è buscato una multa da mille dollari perché non ha ancora ottemperato alle richieste di pubblicazione (in nome della legge sulla trasparenza, Sunshine Act) dei documenti relativi al caso;

1 bis) quel che è peggio, è che il Catasto dovrà rifondere le spese legali per questo procedimento che vede colpevole il suo Direttore. C'è da aspettarsi non solo che il Catasto scarichi su quest'ultimo tali spese, ma anche che il soggetto stia seriamente rischiando il posto. Fra parentesi, per dare un'idea di come funzionano lì le cose (meglio che in Italia), si può legalmente chiedere e ottenere informazioni perfino sul rango e sulle paghe dei dipendenti statali...

2) ricordate? il parroco della cattedrale di Guam aveva ingiunto alle comunità neocatecumenali lì presenti di presentargli "entro il Mercoledì delle Ceneri" ogni documento relativo alle proprie liturgie, altrimenti dovranno adeguarsi totalmente al Messale Romano. Ebbene, il mercoledì è passato: secondo voi quel leggendario "permesso" sarà arrivato o no? Domani sera (cioè fra circa ventiquattr'ore, stando al fuso orario di Guam) i kikos delle comunità incistate in cattedrale seguiranno il Messale Romano o lo Standard Kikiano?

3) una sopravvissuta agli abusi sessuali del clero, che era membro del Pontificio Consiglio per la Tutela dei Minori, ha rassegnato le dimissioni da tale Consiglio (retto dal cardinale O'Malley, grande amicone di Kiko e generoso sostenitore delle Domus kikiane) lamentando come motivi la "mancanza di cooperazione da parte della Curia romana"... come al solito la Chiesa viene danneggiata tutte le volte che un ecclesiastico difende gli interessi del Cammino.

sandavi ha detto...

Come dimenticare la salvezza a grappoli, per cui noi portiamo in cielo gli altri e se ci perdiamo noi si perdono anche tutti quelli che Dio aveva scelto di salvare per nostro mezzo?

Forse non si capisce l'incredibile inganno psicologico.
C'era anche una favoletta che raccontavano sui diavoli che nelle grotte fanno le convivenze, e applaudono quello che è riuscito dopo anni e anni a far cadere in peccato un cristiano: lo applaudono perché insieme a quel cristiano hanno dannato anche tutti quelli che venivano dietro di lui...

by Tripudio ha detto...

Questa cosaccia della "salvezza a grappoli" è l'equivalente della salvezza "solo comunitaria", anche se furbescamente i kikos non si azzardano ad ammetterlo a chiare lettere.

La comunità, nella Chiesa Cattolica, è uno strumento per facilitare la salvezza al singolo; nel Cammino, invece, la comunità equivale a Dio stesso - il sommo profeta SanKiko scrisse sui suoi sgorbi: «Dio è parola, liturgia, comunità». Praticamente Dio sarebbe il Cammino e le comunità del Cammino e la strampalata liturgia del Cammino e la parola di Kiko e Carmen.

Tutta la Chiesa Cattolica beneficia direttamente della santificazione personale del singolo, il che spiega come mai la Chiesa riconosca come santi anche degli eremiti e stiliti (vissuti per una vita intera "senza comunità", come san Simeone stilita il vecchio).

E di questo ne vengo beneficiato anch'io, tutte le volte in cui una celebrazione a cui io partecipo è composta da gente distratta, da peccatori che devono mettersi in mostra e quant'altro. I sacramenti agiscono ex opere operato, cioè per lo stesso fatto di essere celebrati, non in virtù dell'impegno del ministro sacro o delle qualità della comunità.

Ruben ha detto...

Il caso Guam, sicuramente serve ed è utile; ma sempre secondo il mio personale modestissimo parere, sempre assimilabile al buon senso delle cose, con tutti richiami più o meno espliciti da parte di due Pontefici nei confronti del Cammino Neocatecumenale e puntualmente mai ascoltati, vista la staticità, il non voler "vedere", affrontare le cose, il "volemose bene!" da parte della Chiesa; posso tranquillamente dedurre che la Chiesa stessa
è sotto ricatto, e probabilmente si tratta di QUALCOSA DI MOLTO IMPORTANTE, e che sfugge ai più.

Non mi venite più a parlare di pietà della Chiesa(i "medici pietosi" hanno sempre combinato guai!), verso i "Camminanti in Buona Fede": li avverti e basta! Ovvero, guarda che, o sei con noi o sei contro di noi!

E se sei contro di noi, domani mattina stai fuori dalla Parrocchia!...

Pericolo di uno scisma?!(O,01 del Cattolicesimo)

Potrebbe al limite essere salutare(non tutti i mali vengono per nuocere) e spingere Vescovi e Cardinali ad "alzare il culo" e lavorare veramente per Nostro Signore.
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Anonimo ha detto...

Quanto sono d'accordo con te Ruben. Ho sempre sostenuto che per i "piccoli in buona fede" non avere parole chiare e precise dalla Chiesa sia deleterio.

Xz

Pax ha detto...

Parto da qui...
Dice Roberta...
quei neocatecumenali che sono in buona fede, se anche non gli importa di non essere rispettati loro stessi, come fanno a non intervenire quando assistono ad un “maltrattamento psicologico” nei confronti di un altro fratello e lo vedono soffrire e leso nella sua dignità?

Ho riletto il post, l'analisi di Roberta la trovo ogni volta più interessante e rifletto cose nuove:
Come fanno a non intervenire?
Non intervengono perché così si viene educati nel cammino.
Se reagisci di fronte alle ingiustizie, ed è semplicemente aberrante, subito interviene il catechista che ti fa uno scrutinio, questi i criteri:
1. Ti scandalizzi dei peccati? , sei un moralista.
2. Vuoi mettere a posto tu la storia, chiedendo ai catechisti di intervenire, come? Ovviamente con la correzione! Tu vuoi cambiare ciò che Dio sta premettendo per la conversione (a seconda...del fratello...della comunità), perché non sopporti gli eventi, che sono parola di Dio, perché hai problemi irrisolti, non illuminati dalla croce....vuoi fare Giovanna D'Arco o Robin Hood... ecc.
3 Si sposta l'attenzione dal fatto e la si concentra su di te che denunci, che "intervieni" quando vedi un fratello sottoposto a maltrattamenti e la cui dignità viene lesa.
Questo è il sistema SEMPRE in questi casi poi sparano la frase a effetto, del Padre del deserto Vattelappesca

Devo aprire una parentesi.
(ai Padri del deserto fanno dire le cose più strane.....già gli aforismi, estrapolati dal contesto, diventano ambigui molto facilmente, poi fanno dire a questi Padri del deserto, o al famoso Recluso con cui Kiko ci ha ammorbato in mille annunci leggendo e leggendo, senza sapere neanche lui cosa leggeva, qualunque cosa, una cosa e il suo esatto contrario. Proprio come Azzeccagarbugli col povero Renzo, i fratelli alla fine ne escono tutti storditi.... È la metà hanno dimenticato perfino di cosa si parlava) scusate la digressione

Torniamo al Padre Vattelappesca che ti spara "DIETRO OGNI RICHIESTA DI GIUSTIZIA C'È IL DEMONIO", e nessuno osa più parlare.
Non so se è chiaro, o per l'indignazione ho fatto un pastrocchio. Dovevate vedere le facce......all'espressione c'è il DEMONIO....

Si, indignazione, perché vorrei dire a Kiko, va bene, facciamo come tu dici, non romperci più la testa, qua nessuno deve cercare la sua santità personale perché è solo superbia e non serve a niente, ma spiegami, se, dopo aver rinunciato a perseguire la mia santificazione mi ritrovo in una comunità che si santifica al ribasso ossia vittime mute e abusatori violenti approfittatori impuniti, paradigma della verità che siamo condannati a peccare soltanto e a contemplare i nostri peccati e nessuno mi deve giudicare, ai quali bisogna sempre e solo perdonare..............IO ALLA FINE COSA CI HO GUADAGNATO a stare in una comunità che non ha nulla di santo neanche lei?
NIENTE DI NIENTE.
In più col mio carattere mi avveleno pure, ogni santo giorno.

Devo a questo punto fare una rettifica al post. Altro che fratello della sottocategoria comunitaria dei "meno convertiti che vanno a rimorchio", ho proprio sbagliato definizione, non appartengono a questa categoria di fratelli, che pure esistono nelle comunità ma che, poverini, non fanno male a nessuno.
Quelli di cui parlo sono un'altra razza, questa sì molto pericolosa, che prolifica nel cammino proprio perché razza protetta e tutt'altro che in via di estinzione.
Con le loro corbellerie hanno prodotto mostri, alla faccia della santificazione, che non sanno neanche dove sta di casa!
E la cosa più bella è che noi che facevamo "bene" il cammino, per capirci meglio direi "per il bene", ce ne siamo dovuti scappare via mentre loro, gli affidabili, i fedeli fedelissimi al "carisma Kikiano/Carmeniano", quelli famosi della "FEDE FORTE" che mi fa ribrezzo, sono tutti lì e se la comandano pure, degni Ducetti del Duce al comando.

Pax

Pax ha detto...

@ Ruben ....

Sono totalmente d'accordo con te, il medico pietoso fa la piaga verminosa.
Giustamente dici:
Non mi venite più a parlare di pietà della Chiesa(i "medici pietosi" hanno sempre combinato guai!), verso i "Camminanti in Buona Fede": li avverti e basta! Ovvero, guarda che, o sei con noi o sei contro di noi!

Lo scisma può essere una grazia, tanto il cammino è una menzogna e va avanti tra mille ambiguità.
È pericolosamente subdolo e si traveste da angelo di luce, ultimamente, devo dire, un poco smorzatino!
Si stacchi dalla Chiesa, invece di stare lì come una serpe in seno.

Pax

Lino ha detto...

OT
Comunico anche qui la notizia.

Nota 1 tratta da "ANUNCIO DE CUARESMA En la parroquia Santa Catalina Labouré, Madrid Jueves, 23 de febrero de 2017"
"Al final del anuncio, Kiko y el P. Mario nos han indicado que incorporemos la nota que se adjunta al final del mamotreto con sus indicaciones para iniciar la recogida de información sobre las gracias e intercesiones de Carmen Hernández, que deberán enviarse por correo postal o, en su defecto, a una dirección de correo electrónico de la Fundación Familia de Nazaret, y que podéis comunicar a los hermanos de las comunidades".

Ho segnalato la nota affinché anche gli ex neocatecumenali che abbiano ricevuto grazie e intercessioni da Carmen Hernández vogliano comunicarle alla Fundación Familia de Nazaret, ai fini della causa di beatificazione che il Cammino si appresta a far avviare. Anche io ho chiesto una grazia: la diffusione di tutte le correzioni apportate dalla CdF alle eresie contenute nei mamotreti, in aggiunta a quelle note del primo tomo. Vi farò sapere se e quando sarò esaudito.

D.D. ha detto...

Pax ha detto... "(Il CNC) Si stacchi dalla Chiesa, invece di stare lì come una serpe in seno. "

Pax cara, con grandissima amarezza esprimo l’opinione che la Chiesa il CNC lo vuole così com’è e se lo tiene così com’è, perché e finché così conviene alla sua nuova agenda.

Un gran tira e molla di scomuniche e revoche con la confraternita di S. Pio X, mentre per i calpestatori di Eucarestia… lassismo, connivenza quando non addirittura lodi sperticate.

Per come l’ho capita io, il CNC si è inserito in un sistema a lui perfettamente compatibile. Un sistema che spinge verso un nuovo modello cristianesimo generale dove persino il Sacrificio di Nostro Signore deve essere banalizzato e relativizzato, pur di tenere la gente tutta insieme (apparentemente) ma, soprattutto, buona.

Oppure, qualcuno che lo ha capito, può gentilmente spiegarmi come mai sia stata più grave l'insubordinazione di ordinare di 4 Vescovi da parte di Mgr. Lefebvre (grandissimo difensore dell’Eucarestia), di tutti gli abusi sacramentali, liturgici, psicologici, fisici, economici e del codice civile e penale giustificati dalla neobibbia segreta ed eretica di due scalzacani truffaldini?

Anonimo ha detto...

http://ilsismografo.blogspot.it/2017/03/stati-uniti-guam-guam-archbishop.html?m=1

Ruben ha detto...

@ D.D. 4 marzo 2017 12:59
Sono d'accordo,
anche perché questo potrebbe provocare anche nei fedeli non del Cammino, una sorta di cattiva emulazione; ovvero si cominceranno domandare, "se già non avviene: perché "loro" si ed io no?
Perché a loro è permesso peccare in modo praticamente indenne, e a me no?
In fondo anche "loro", fanno parte della Chiesa; quindi, sapete cosa c'è di nuovo? Qualche "libertà", me la predo o me la prenderò anch'io!"

Mala tempora currunt!
---

by Tripudio ha detto...

Toh, ma guarda, il blog Sismografo - tifosissimo di papa Francesco - prende atto che a Guam c'è una costosa faccendaccia... citando l'articolo di una giornalista di Guam. Esatto, costosa, milioni e milioooni, con la foto di Byrnes che esibisce il sorriso di chi è stato spedito nella fossa dei leoni.

Il vero marciume contro cui gli ultrà di papa Francesco dovrebbero finalmente decidersi a puntare il dito è non solo nel fatto che i preti pedofili hanno avuto coperture pluridecennali... ma anche nel fatto che alcuni di questi (tra cui un pedofilo neocatecumenale) sono arrivati addirittura all'episcopato e una volta vescovi hanno ulteriormente coperto i preti pedofili.

Il prete pedofilo Brouillard, ad esempio, alla veneranda età di 95 anni riceve tuttora lo stipendio da prete -a spese dei cattolici di Guam, tra cui le sue stesse vittime-, benché fosse stato "esiliato" in America da parecchi decenni a fare una "vita di penitenza". Fratel Tony, noto per atti pedofili fin da quando era seminarista diciannovenne, è stato trent'anni vescovo a Guam e per trent'anni ha coperto quel Brouillard.

Se soggetti del genere pensano di farla franca con la giustizia umana grazie alle sue lungaggini e ai suoi limiti, di sicuro dovranno vedersela con la giustizia divina, che ha visto non solo i loro gravissimi peccati, ma anche la loro faccia di bronzo nel continuare a negare tutto sperando di turlupinare gli ingenui.

Il primo indispensabile passo di soggetti del genere è pentirsi pubblicamente di ciò che hanno fatto, inclusi i modi con cui hanno nascosto, insabbiato e negato.

Pax ha detto...

Lino ha detto....
Ho segnalato la nota affinché anche gli ex neocatecumenali che abbiano ricevuto grazie e intercessioni da Carmen Hernández vogliano comunicarle.....

Intanto comunico a te, caro Lino, la grazia che Carmen sta facendo agli ex neocatecumenali di lungo corso...
far parlare i muti,
quelli che, dopo essere usciti dal cammino, per anni hanno sofferto in silenzio.

Ad essi ora si scioglierà finalmente la lingua, per intercessione della compianta Carmen, cosicchè potranno testimoniare, nelle sedi opportune, le virtù praticate al grado eroico da chi ha incontrato Carmen sul suo cammino, e ha dovuto aver a che fare con lei per un bel tratto.

Pax

sandavi ha detto...

Pax, Dio ti benedica. Dio rivolga su di te il suo volto e ti doni la sua pace.

Anonimo ha detto...

Bene, ora i seminaristi repartís il regalo che tutti loro ho portato. Come ho una bella foto di quando siamo stati in le Filippine, stiamo abbracciando Carmen e io, perché voi potrebbe avere un ricordo di questi vostri catechisti, perché ho intenzione di dare questa foto a tutti.

Ci sono "doni" che vengono fuori molto costoso.

Ho messo dietro a questa frase che ho letto al funerale di Carmen e ho anche messo nel libro di annotazioni 1988-2014 che dice:
"Perché piangi, anima mia?
Perché piangi?
Carmen è andato con il Signore.
Sì! Sento il tuo amore
vicino al mio cuore.
Che donna straordinaria!
Quanto mi voleva!
Questo io regalo , dividere esso . Vedete quello che ho affetto voi? Questi sono i vostri catechisti, Kiko e Carmen! Domani, quando abbiamo canonizzato e tutti ricorderanno questo, si dice, 'Sono stato catecumeno di Kiko e Carmen! Enorme, enorme! "Una cosa

Ruben ha detto...
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