giovedì 31 dicembre 2009

Buon Anno nuovo nel Signore...

Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur.
Tibi omnes ángeli, *
tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *
incessábili voce proclamant:

Sanctus, * Sanctus, * Sanctus *
Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuae.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
te prophetárum * laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum *
sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ maiestátis;
venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.

Tu rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Filius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
non horruísti Virginis úterum.
Tu, devícto mortis acúleo, *
aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Iudex créderis * esse ventúrus.
Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
quos pretióso sánguine redemísti.
ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári.

Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per síngulos dies * benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *
et in sæculum sæculi.
Dignáre, Dómine, die isto *
sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *
non confúndar in ætérnum.


E per chiudere degnamente e fruttuosamente questo anno, dopo aver partecipato alla Santa Messa, vi invito a leggere questa perla del Papa nella sua ultima Udienza. Ci sono moltissimi spunti che volendo possono essere approfonditi:

Pietro Lombardo

Auguri a tutti di un sereno Anno nuovo. Anno Di preghiera, di Verità,Carità, di comprensione e di guarigione per tutti. Il Sangue di Gesù sia per noi Salvezza e Forza. Per Maria.

mercoledì 30 dicembre 2009

Le cifre ballerine di Madrid

Così ne parla Sandro Magister, “Settimo cielo” 29 dicembre 2009
Per l’inviato di “Avvenire” erano 700 mila, per “L’Osservatore Romano” erano “centinaia di migliaia”, per “El País” 56 mila, con tanto di foto dimostrative. Anche “Avvenire” ha pubblicato una foto panoramica della messa “pro familia” celebrata a Madrid il 27 dicembre in Plaza de Lima, ma con ciò è parso dar ragione più al giornale nemico che a se stesso. Non c’è stata concordia, sullo stesso “Avvenire”, nemmeno sul numero delle presenze italiane a Madrid: 13 mila a pagina 6, 10 mila in prima pagina. Per i neocatecumenali e il loro leader Kiko Argüello, organizzatori della manifestazione, è stato un rischio puntare sui numeri, per misurarne successo o insuccesso. Ci sono realtà il cui pregio non dipende così strettamente dal responso numerico.
Così ne parla il portale neocat Segni de Tempi
Nulla. E' passata ormai questa domenica 27 dicembre 2009 e, aprendone i siti web, scopriamo che per i media non è successo assolutamente nulla. Più di un milione di persone, centinaia di migliaia di bambini, famiglie d'ogni angolo d'Europa nel gelo di Madrid. Nulla. Esattamente come duemila anni fa a Betlemme. Il mondo non ha occhi, anzi non vuole averli, e li chiude. Bene, è esattamente quello che ci aspettavamo [Non si direbbe a partire dai proclami, dalle interviste a Kiko Arguello e dal clamore mediatico precedente]. E' il fallimento mediatico il segno incontrovertibile del successo dell'evento. Perchè le cose di Dio sono così. Non destano interesse mediatico, non cercano palcoscenici mondani. Le cose di Dio sono. Come Egli è Colui che è, e basta. [questa è la solita interpretazione ad intra]
Infatti, a partire da questa altisonante affermazione, il resto dell’articolo è un’apoteosi sulla falsariga degli esaltanti accenti che sanno enfatizzare qualunque evento riguardi il cammino nc, allo scopo di creare e mantenere desto il senso di elitarismo, di eccezionalità d’”investitura”, di appartenenza, che per molti è sufficiente a coprire dubbi e disagi di ogni genere. Eppure i NC, tra loro e nelle testimonianze crederanno e parleranno del “più di un milione di persone” e non del dato reale ed oggettivo. E tanto basterà a mantenere in loro l’idea che la forza è nei “numeri” e nell’apparenza, non nella “sostanza”…
Parlavamo di una Chiesa che non parla di etica, ma la vive e la 'mostra', che non ha bisogno di esibizionismi perfino di piazza, di prove di forza, dello sbandieramento di numeri e “frutti”, ma è feconda in tutto quello che dice e fa perché portatrice della Vita che è del Suo Signore. Ci vien voglia di dire: "quindi una Chiesa che non parla di famiglia ma la vive e la mostra". Scrivendo questo pensiamo alla giornata per la famiglia di Madrid che, malgrado tutto l’impegno messo dall’iniziatore, conferenze stampa per vari media europei, presenza alla televisione spagnola, è stata ignorata dai media e ha avuto una presenza sul posto molto inferiore a quella sperata e costituita nella sua stragrande maggioranza da famiglie neocatecumenali, notoriamente oggetto di clamorose mobilitazioni.
È stato un errore della Diocesi di Madrid seguire Arguello nel suo desiderio e affidargli tutta l’organizzazione della manifestazione. I cattolici spagnoli, e non solo, non si riconoscono nei metodi, nel linguaggio, del cnc e in particolare del suo iniziatore. Alla fine quella di domenica è stata una giornata per le famiglie neocatecumenali.
Quella che doveva essere principalmente una prova di forza del cammino neocatecumenale nonchè un’ulteriore legittimazione dello stesso da parte della Chiesa, i numeri sempre i numeri, e solo in seguito una giornata per la Famiglia, si è rivelata un flop. È un gravissimo errore che sta commettendo la gerarchia della Chiesa se permette che sia Kiko Arguello, agli occhi del mondo, ad essere il rappresentante dei valori cattolici della famiglia.
Questo perchè sappiamo qual è la realtà e cosa si nasconde dietro a queste esibizioni di 'numeri', [vedere qui per approfondire] non siamo i soli, speriamo che la gerarchia cattolica si svegli, perchè permettere che Arguello se ne vada per il mondo ad evangelizzare è già di per sè grave, ma che lo si promuova a portavoce dei valori della famiglia cattolica è semplicemente sconcertante, visti i documenti prodotti che vanno al di là delle apparenze.

lunedì 28 dicembre 2009

Lettera Aperta ai cristiani sul testamento biologico et alia

Non avete sbagliato blog, ma penso che possiamo chiudere l'anno allargando ancora una volta l'orizzonte e spero vi interesserà per questi giorni la riflessione che vi propongo, suscitata dalla richiesta rivoltami da un amico che vuol sapere cosa penso di questa dura Lettera aperta ai Cristiani, scritta da Daniele Garrone, biblista e pastore valdese.

Desidero condividere la riflessione con voi, anticipando che, oltre a non condividere il contenuto della lettera -e ne darò le mie ragioni di seguito, dopo il testo- ritengo che essa sia anche non realistica, dal momento che non ci sono fatti sufficienti per autorizzare il giudizio che dà sui cattolici, la cui cultura egemone, di stampo progressista incentrata sull'uomo, sappiamo più allineata con le posizioni dell'autore che con quelle della Chiesa (comprese la Messa Tridentina e la questione lefebvriana)...

A quanto ci risulta nel cammino neocatecumenale queste questioni non sono dibattute, non fanno parte delle tematiche più gettonate, molto più promozionale la famiglia o la 'secolarizzazione' nei suoi tratti più generici, spendibili in contesti di esibizionismo che sanno di prove di forza, a quanto ci è dato vedere.

Ecco il testo della lettera e, di seguito, alcune considerazioni. in ogni caso è l'ennesima riprova di come il protestantesimo abbia innescato un'antropologia diversa, che nasce da un diverso rapporto con Dio e col mondo per effetto del diverso senso di responsabilità generato e vissuto dalla diversa concezione di libertà e dal diverso senso del peccato, che abbiamo esaminato diverse volte...
Cari fratelli e care sorelle,
scrivendo queste righe ho davanti agli occhi le centinaia di cristiani cattolici con cui negli ultimi decenni ho avuto la gioia di condividere il cammino ecumenico: laici impegnati, docenti universitari, sacerdoti, vescovi, religiosi e religiose, teologi, giornalisti. Potrei rivolgermi ad ognuno di voi, ma il mio intento non è di sfidare qualcuno, ma di sollevare con franchezza un problema, a mio avviso drammatico.

Con molti di voi ho più volte verificato come siate a disagio di fronte alla piega presa dalla Curia e dai vertici della Chiesa cattolica italiana, ad esempio riguardo al fine vita e al testamento biologico, alla reintroduzione della messa tridentina, alla riabilitazione dei lefebvriani … Eppure tacete. Veniamo a sapere che è stato avviato un provvedimento disciplinare contro 41 sacerdoti e religiosi che hanno espresso una posizione del tutto simile a quella espressa nel “Testamento biologico cristiano” approntato dall’episcopato tedesco in collaborazione con la “Chiesa evangelica in Germania” e già sottoscritto da quasi 2 milioni di cristiani (dunque, presumibilmente da circa 1 milione di cattolici), eppure tacete. Vi viene urlato che quello che è possibile ad un cattolico in Germania in Italia è non solo vietato, ma anatemizzato, e che chi manifesta il suo dissenso dev’essere rimesso in riga. Viene così negato ogni pluralismo all’interno della chiesa (quel pluralismo reale che è sotto gli occhi di tutti, ma che alla fine non si manifesta) e l’Italia viene sempre più ridotta ad un orticello vaticano, certo anche grazie alla interessata e solerte (e nel caso della sinistra, oltretutto totalmente vana, perché nessuna “messa” le procurerà mai nessuna “Parigi”) acquiescenza della classe politica. Eppure tacete. Avete davanti agli occhi uno strategico e massiccio processo di normalizzazione delle aperture che il Concilio Vaticano II al tempo stesso esprimeva ed avviava, e che so essere un elemento centrale del vostro modo di vivere il cristianesimo. Eppure tacete.
Vi scrivo perché non voglio concludere affrettatamente da protestante che nella chiesa di Roma è giocoforza che avvenga così, visto che per voi l’obbedienza alle gerarchie – anche molto tormentata - è, se non proprio una virtù, un dovere. Vi chiedo però di riflettere su un punto: chi pretende di vincolare le vostre coscienze esercita un potere di cui Dio non fa uso. Di più: nella fede Dio ci costituisce come soggetti liberi e responsabili, solo nei suoi confronti e nei riguardi del prossimo.
La maggior parte di voi sono personalità pubbliche, anche con incarichi importanti: una vostra parola chiara (ad es. un appello per la sottoscrizione di una versione italiana del “testamento biologico cristiano” della Germania; oppure la rivendicazione della liceità delle posizioni espresse dai 41) farebbe del bene alla vostra chiesa, che amate, alla cultura italiana, a cui contribuite, e ne sono certo, anche a voi, che vorreste un’altra parola cristiana alla città e ai credenti. Vi prego, alzate la vostra voce. La vostra fede ve ne dà il diritto. Non vi fate conculcare dagli uomini la libertà che Dio vi ha donato. Pensate al vostro battesimo come suggello di questa libertà.
Fraternamente, Daniele Garrone
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Il mio amico è del parere che "Garrone è un cristiano, un biblista, un uomo di Dio e sa che le questioni che attengono la coscienza e la libertà del cristiano non possono e non debbono essere ridotte a diatribe politico religioso ma lasciate in quella sfera profonda e irraggiungibile da qualunque legge degli uomini che attiene l'intimità del rapporto con Dio e con il corpo... questo corpo così amato e ignoto così visibile e colmo di indicibile e indescrivibile, così pesante e cosi leggero, cosi forte e cosi debole, così puro e cosi volgare, questo corpo che ci schiaccia alla terra mentre l'anima ci unisce al cielo, in cui carne e spirito sono strettamente intrecciarti, impastati, contaminati... questo corpo che molti troppi vorrebbero ridurre a oggetto disponibile all'umore di cani e porci fuori di noi e all'ombra che alberga in ognuno..."

Mi sembra un discorso suggestivo e anche condivisibile, basato più sulla concretezza che sui principi, che tiene quindi conto di come di certe esperienze estreme un conto è parlare in teoria, un conto è viverle nella pratica. Su questo non ci piove, ma se abbiamo fede dobbiamo anche avere la certezza che in ogni situazione il Signore ci dà, oltre alla libertà, anche i doni del Suo Spirito per esercitarla.
Della lettera di Garrone mi colpisce questa frase

Pensate al vostro battesimo come suggello di questa libertà

Ho l'impressione che Garrone, che conosco personalmente e avevo avuto occasione di apprezzare per molte cose, in questo caso confonda la "libertà" - che è un valore ed ha dei confini che la salvano dal divenire "licenza" - con il "liberalismo" che è un'ideologia

Se pensiamo di essere noi i padroni della nostra vita e non la consideriamo un Dono di Dio, che non acquista minor valore quando attraversa situazioni di limite anche estremo, e quindi possiamo disfarcene come un cencio che non serve più, allora ha ragione Garrone e, con lui, tutti i cosiddetti 'progressisti' di turno.

Se siamo invece consapevoli che la nostra vita 'serve' il Creatore e contemporaneamente tutte le altre creature, anche nei momenti tanto misteriosi quanto a volte duri e insostenibili senza la Fede e senza La Croce di Cristo nella quale sono indissolubilmente inseriti, allora le ragioni di Garrone sono solo ideologiche.

Stranamente, ma forse non tanto, il Signore Gesù e la Sua Croce sono sempre più i grandi assenti dai discorsi di molti sedicenti cristiani, dimenticando che, senza di essa, non esisterebbe nessuna Risurrezione, che è il punto di arrivo dell'espiazione e quindi della Redenzione, parole che non si usano più: sono state 'espunte' dal vocabolario di chi si crede ancora cattolico, oppure sono state sostituite dal pecca fortiter sed credi fortius di Lutero...
E' ovvio che il mio discorso non comprende ogni accanimento terapeutico e quant'altro costituisca pur sempre una 'manipolazione'... possono esserci dei confini spesso labili, ma sta alla nostra coscienza individuarli. Poi, che ognuno resti libero di esprimere il proprio pensiero, questo è un altro discorso; ma non credo che la Chiesa possa e debba rinunciare alla necessità, cosa peraltro negli ultimi tempi esercitata nei confronti solo nell'agone politico etico o sociologico, di chiamare l'errore con il suo nome, tornando a insegnare le verità ultime e soprattutto ad essere portatrice di Colui che è la Verità, e del quale il cristianesimo è sequela e non E' un'etica ma HA un'etica nella misura in cui incarna i frutti della sequela coerente e fedele.

Quindi una Chiesa che non parla di etica, ma la vive e la 'mostra' e, solo così, riesce a fare amare e scegliere la Vita che ha sempre un senso anche quando sembra attraversata dall'assurdo; perché siamo noi, in Cristo, a trasformare l'assurdo in qualcosa di diverso

mercoledì 23 dicembre 2009

BUON NATALE!

Condividiamo, per il S. Natale in arrivo, il grande dono di questo messaggio di Chisolm...

ed io ho deciso di ri-istruirmi secondo i dettami del magistero cattolico...
Così si esprime il nostro amico: io non entro nelle dinamiche delle quali siete tutti più esperti di me, ma voglio esprimere un pensiero a cui agganciare i miei auguri a tutti voi.
Come ben sapete, Edith Stein maturò la sua convinzione di aderire al cristianesimo quando si avvide che il suo essere ebrea aveva raggiunto la sua pienezza, cioè riconoscere il Cristo come Messia. Erano finite le attese, le cicliche aspettative di una ritualità che si nutriva esclusivamente di un attendere indefinitivamente l’Unto di Dio attraverso un tempo il cui arco si tende ancora adesso verso un infinito escatologico.
Allora, ad un bel punto, comprò un messalino e un catechismo per incominciare a “ri-istruirsi”. Quando fu pronta, o si ritenne tale, si presentò da un sacerdote esprimendo la sua intenzione di farsi battezzare dicendo: “La prego, Padre, mi interroghi...”
Così, almeno narrano gran parte delle biografie a lei dedicate...
La decisione di “ri-istruirsi” è opzione dell’anima che si accorge affamata di Carne e di Sangue, di quel cibo, insomma, tante volte banalizzato in liturgie frettolose che non lasciano intravedere in quel Cibo la sacralità della sua sostanza. Allora brontola lo stomaco dell’anima, brontola perché ha fame e sete e nessun cibo riesce ad estinguere quel senso perenne di bisogno.
Quando Edith Stein lascia il cibo “kosher” per la Carne e il sangue di Cristo subisce anatema: qualcuno della sua famiglia, probabilmente, ha recitato per lei il kaddish, che è la preghiera per i morti, diviene forestiera ed estranea per la sua famiglia di sangue. E’ isolata, sola, e possiamo solo immaginare il suo sentimento più intimo, certo compensato dal guadagno di Colui che tutto le fa perdere per essere guadagnato Tutto.
Questa similitudine, non la accosto a nulla, la lascio decantare in personali riconoscimenti di chi l’ha vissuta, e questo nel rispetto verso coloro le cui pene io non posso conoscere ma solo intuire.
Edith Stein lasciò una bella preghiera allo Spirito Santo della quale ricordo le prime righe:
“Chi sei, dolce Luce che mi inondi
e rischiari la notte del mio cuore?
Tu mi guidi come la mano di una madre;
ma se mi lasci
non avanzerei più di un passo...”
Auguro questa Luce a tutti coloro che per seguire il Signore, non temono per sé “la preghiera per i morti” ma cantano a quello Spirito la lode alla vita, alla Sua potenza, quando con umile ma ferma epiclesi gli dicono:
“Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò ch'è sviato.”
Con queste parole, vi auguro la luce dello Spirito per godere pienamente la presenza del “Dio con noi”.
Reciprocamente nella preghiera condivisa,

Chisolm

martedì 22 dicembre 2009

Scrive un lettore e ci interpella

Il post di Gianluca Cruccas, trascritto di seguito, merita di essere portato all'attenzione perchè centra uno degli aspetti più dimenticati e trascurati della crisi attraversata dalla nostra Chiesa cattolica, cioè la cura pastorale delle persone segnate dagli incontri, troppo frequenti al giorno d'oggi, con 'cattivi maestri' o con 'falsi profeti'. Si parla tanto di "nuova evangelizzazione", senza rendersi conto della necessità di rievangelizzare coloro che sono stati oggetto della stessa, talmente "nuova" da essere decisamente "altra" rispetto alla Rivelazione Apostolica, la cui unica depositaria garante e custode è la Chiesa di Roma.

Questa è una mail che ho ricevuto, la volevo condividere con voi. A me ha colpito l'espressione: "il Vostro sito è stato il primo "volto amico" che ho trovato dopo essere uscito dalla comunità neocatecumenale". E la Chiesa dove si trova nell'accogliere tutte le persone devastate dalla setta CN? Se questo servizio dato da questo blog servisse per salvare un'anima dalle grinfie del cammino NC avrebbe raggiunto il più grande obbiettivo, sì l'obbiettivo di condurre un anima ferita al Cuore Benedetto di Gesù affinchè guarisca le ferite ricevute.
Buongiorno
Vi seguo da un po' di tempo sull'Osservatorio per i neocatecumenali e il Vostro sito è stato il primo "volto amico" che ho trovato dopo essere uscito dalla comunità neocatecumenale. Siete molto preparati, così mi sembra (ma ho imparato a diffidare ed approfondire ciò che sento) ed io ho deciso di ri-istruirmi secondo i dettami del magistero cattolico. Ma una cosa non riesco a coglierla: credo di essere arrivato alla conclusione (vera) che solo Dio può togliere un neocatecumenale dalla sua comunità, ma è anche vero che siamo tenuti a correggere. Mi trovo spesso davanti ai ragazzi della mia ex comunità che hanno fatto il primo passaggio e che vedo cambiare sotto gli occhi (in peggio). Posso solo cercare di piantare un seme che al momento giusto possa germogliare e spingerli alla Verità. E' corretto questo atteggiamento? Grazie.
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Il messaggio mi interpella molto e penso gli si debba dare tutta l'attenzione e le possibili indicazioni che merita, perchè se ne coglie la sincerità, insieme ad un sano atteggiamento di cauta apertura da verificare con dati elaborati personalmente, nonchè una verifica del proprio modo di porsi nei confronti delle persone della ex comunità. Ricordo analoghi sentimenti in Aldo e in Jonathan... Naturalmente, dietro la scarna ma densa comunicazione c'è tutto un mondo, intuibile -anche per averne condivise molte implicazioni-, di aspettative deluse, di faticoso distacco, di bisogno di autenticità e verità, di consapevolezza di doverla cercare nella Chiesa, evidentemente non identificata col cammino neocatecumenale, ma anche di senso di responsabilità nei confronti di chi si è lasciato indietro...

Credo che ognuno di noi abbia qualcosa da dire e da dare al nostro fratello che, pur con giusta e comprensibile cautela, ci sta dando fiducia. Invito quindi tutti voi che leggete a voler generosamente parlargli dal cuore in base al vostro 'sentire', certa che l'esprimersi potrà giovare sia a chi scrive che a chi leggerà, al nostro fratello in primis.

Ringrazio Gianluca per questa condivisione.

sabato 19 dicembre 2009

Il Papa parla dei Nuovi Movimenti ma attenzione: vanno PURIFICATI


In assenza di Mic (per infortunio) . cui auguriamo pronta guarigione, mi permetto di aprire questo nuovo Thread perchè sia di buon AUGURIO e di Buon auspicio per l'Anno Nuovo...


Il Santo Padre, nell'inviare una Lettera al cardinale Josef Cordes per i suoi 75 anni, il 17.12.2009. ha elegiato la sua intuizione in favore dei Movimenti, citandone tre per la precisione:

il Movimento Carismatico del Rinnovamento, Comunione e Liberazione e il Cammino Neocatecumenale...

Ma attenzione, il Papa aggiunge queste parole:

"Certo, questi Movimenti devono essere ordinati e ricondotti all'interno della totalità...devono imparare a riconoscere i loro limiti e a diventare parte della realtà comunitaria della Chiesa nella sua costituzione propria, insieme con il Papa e i Vescovi.
Hanno pertanto bisogno di guida e anche di purificazione per poter raggiungere la forma della loro vera maturità"

Le parole del Santo Padre sono chiarissime: nel mentre siamo invitati ad ACCOGLIERE questi Movimenti (il Papa li chiama MOVIMENTI) con la carità della Verità che è il riconoscimento per vederci davvero come Fratelli e Sorelle, dall'altra parte Benedetto XVI riepiloga un pò (in modo del tutto meraviglioso e certamente migliore) il fine e lo scopo di questo Blog...offre anche a noi UNA GUIDA....

Egli infatti riconosce I PROBLEMI che rendono il Cammino Neocatecumenale soggetto ad una IMPERFEZIONE per la quale, dice il Pontefice, " hanno bisogno di una guida e anche di purificazione"....

Il Cammino Neocatecumenale pertanto, ricorda il Pontefice necessita di essere "ORDINATO E RICONDOTTO" alla totalità....leggiamo con attenzione, il Papa non dice "condotto", ma RI-CONDOTTO....

Siamo a Natale... e Auguriamo di tutto cuore a TUTTI una vera serenità Ecclesiale ed un Anno Nuovo che porti queste richieste del Pontefice nei cuori di TUTTI specialmente di quanti hanno queste responsabilità, proprio per evitare DIVISIONI E CONTESE....

Chi ama davvero il Papa, lo ascolta e fa di tutto per applicare quanto da Lui richiesto, fa di tutto per favorire ogni PURIFICAZIONE, fa di tutto per evitare ogni divisione...

per la fonte cliccate su Zenit!

Buon Natale e sereno Anno Nuovo!

giovedì 17 dicembre 2009

Neocatecumenali padroni di Roma. Offensiva delle famiglie

Pubblico questa segnalazione che proviene dal blog Messa in Latino con relativa risposta e aggiungo l'articolo preparato per oggi, che ne è direttamente collegato. Mi compiaccio perché non siamo più i soli a parlarne e richiamo la vostra attenzione sulle URL segnalate, che vedo non si riferiscono al nostro sito. Maggiore è il mio compiacimento per questo. Noto che la fonte è tradizionalista; ed ha il pregio di sottolineare quel che c'è da stigmatizzare

Neocatecumenali padroni di Roma!

A Roma è incominciata con il beneplacito del Cardinale Vicario una campagna di proselitismo senza precedenti! Con il pretesto di annunciare la giornata delle FAMIGLIE che Kiko ha organizzato a Madrid, andranno a proporre DA OGNI PULPITO DELLA CITTA' A TUTTE LE MESSE! direttamente il "cammino" in OGNI PARROCCHIA!

Senza considerare la "lettera" che Kiko ha inviato al Papa rimproverandolo circa la non difesa del documento "Humanae Vitae", che lui utilizza in modo improprio (e solo da quest’anno, dopo le numerose critiche rivoltegli), tra l’altro malevolmente distorto
Se le gerarchie continuano a non far nulla, di qui a qualche tempo possano tentare di farla da padroni...
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eh...caro Padre, lei è piuttosto ottimista!
io direi casomai che GIA' da qualche tempo la fanno da padroni. Basta dare uno sguardo attento in giro nel web, le testimonianze non mancano; guardi su queste pagine:

Nuovi preti nella nuova chiesa. Un esempio di chiesa neocatecumenale. Nonché di una celebrazione presieduta da un vescovo, con esplicative immagini della “tavola da pranzo” moderna!
Siamo nella Vicaria di Porto San Giorgio, nella Diocesi di Fermo (AP). Le immagini della Messa si riferiscono alla “Convivenza dei seminaristi” svoltasi a Porto San Giorgio nel 2005.
(da decenni numerosi seminari sono stati creati ad hoc per formare i nuovi preti della "Nuova Chiesa" secondo la "teologia" giudaizzante del sig. Kiko!)

http://www.unavox.it/FruttiPostconcilio/NuoviPreti/NeocatMessaPSGiorgio.htm

http://www.unavox.it/FruttiPostconcilio/SBartolomeoAScandicci.htm

...ammirare le belle mense-tavole nuziali del tipo "tavola calda" che previde Guareschi!
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Questo è il comunicato tratto da un sito neocatecumenale:
notare come partono da un problema reale, per proporre e alla fine imporre il loro 'modello' a tutta la Chiesa.
""Si sta distruggendo la famiglia cristiana, si sta distruggendo la società del domani. L'Europa sta abbandonando le sue radici cristiane, ha ripetuto il Santo Padre. Quest'anno l'incontro si terrà nella Piazza di Lima di Madrid, dove Giovanni Paolo II nel 1982 fece il primo incontro sulla famiglia. E dove ha gridato: "Il futuro dell'umanità passa attraverso la famiglia". In questo nostro incontro uniti a Benedetto XVI potremo fare memoria di Giovanni Paolo II, dato che è stato lui a dire che è necessaria nella Chiesa una "nuova evangelizzazione". Saranno presenti Cardinali e Vescovi assieme a famiglie dei paesi d'Europa. Come negli anni scorsi il Papa Benedetto XVI da Roma rivolgerà la sua parola all´Assemblea riunita nella piazza di Lima, nell'Angelus. Termineremo con la Celebrazione della Messa della Sacra Famiglia di Nazareth, dove pregheremo la Sacra Famiglia per l'Europa, per le famiglie e per una nuova evangelizzazione.""
Non aggiungo altro. Vi richiamo solo questo documento:

Perché i Neocatecumenali non potrebbero partecipare alla "Giormnata delle famiglie" e perché l'Argüello non ha titolo a parlare della famiglia cristiana
  1. Perchè la struttura di riferimento del Cammino non è la famiglia tradizionale, creata da Dio e basata sul matrimonio, ma la "comunità" creata da Kiko e basata spesso sulla rottura del matrimonio. (Tragiche e numerose testimonianze di vite spezzate lo dimostrano: resistono solo le famiglie di cui entrambi i coniugi aderiscono al Cammino NC)

  2. Perchè la famiglia tradizionale è formata da una coppia stabile di coniugi liberamente uniti dall'amore e sposati dalla Chiesa (o dallo Stato), mentre la comunità neocatecumenale è formata da una grande famiglia instabile di individui, sposati o no, artificiosamente uniti fra loro da una dottrina.

  3. Perchè nella famiglia tradizionale l'autorità riconosciuta è il capofamiglia, normalmente rappresentato dal padre, mentre nella comunità neocatecumenale l'autorità è il catechista, il quale si sostituisce al padre, sminuendone il ruolo.

  4. Perchè nella famiglia tradizionale l'autorevolezza del padre proviene da un ruolo riconosciuto quasi universalmente, mentre nel cammino neocatecumenale l'autorevolezza del catechista proviene dall'esercizio arbitrario di un potere riconosciuto solo dai fondatori e responsabili di tale movimento.

  5. Perchè nella famiglia tradizionale la diversità tra i coniugi è condizione ricorrente e fattore vitale, mentre nella comunità neocatecumenale la diversità tra coniugi è fattore di rottura e separazione tra loro, sollecitate ed imposte dagli stessi responsabili.

  6. Perchè nella famiglia tradizionale vi è libero confronto nel rispetto dei ruoli contemplati dal vincolo matrimoniale, mentre nella comunità neocatecumenale non vi è confronto ma solo l'obbedienza cieca ed assoluta dovuta al catechista.

  7. Perchè la famiglia tradizionale vive del dialogo con gli altri e con il mondo nella sua complessità, mentre nella comunità noecatecumenale ci si chiude al mondo e si parla solo al proprio interno.

  8. Perchè la famiglia tradizionale è un istituto dinamico che nella soluzione di eventuali problematiche si affida normalmente ad aiuti esterni, mentre la comunità neocatecumenale è un'istituzione totale che tende a risolvere tutti i problemi al suo interno, e non consentendo il libero sviluppo dell'individuo, si configura come sistema patologico.

  9. Perchè dalla famiglia tradizionale, in caso di gravi e conclamate problematiche, si può anche uscire, mentre dalla comunità neocatecumenale, perfino in presenza di patologie, risulta difficile uscire, se non a prezzo di ulteriori sofferenze...

Osserviamo nel dettaglio:

Il concetto di famiglia come prima comunità di pace affermato da Papa Benedetto XVI è importante.

Primo, perchè riconduce alla disgregazione del nucleo familiare l'origine primigenia dei conflitti che poi si estendono a tutti gli altri aspetti della vita collettiva.
Secondo, e ciò investe il discorso da noi affrontato, se la famiglia è la prima comunità di pace, i neocatecumenali risultano essere gli ultimi al mondo che possano proporsi come difensori della famiglia.

I neocatecumenali nella famiglia non portano la pace bensì la guerra.

Quando una famiglia non si piega ai disegni dei neocatecumenali, diventa un nemico da abbattere, mettendo mogli contro mariti, fratelli contro fratelli e figli contro genitori. La casistica in proposito è ormai comprovata.
Per i neocatecumenali, l'unico modello di famiglia ammissibile è quella succube e obbediente al loro programma iniziatico.
Se una famiglia aderisce solo parzialmente al Cammino, l'azione dei responsabili non si fermerà fino a che non avrà separato e diviso gli adepti convinti di quella famiglia dai componenti dubbiosi o riottosi.

Dietro le adunate giubilanti ed osannanti per la famiglia dei capi del Cammino si intravede dunque un'azione controversa e contraddittoria. Il più chiaro effetto della penetrazione del neocatecumenato in una famiglia è di ingabbiarla del tutto o di spaccarne l'unità laddove non riesce a conquistarne tutti i componenti.

Il problema si può sintetizzare in questi termini:

  1. quando il Cammino opera favorevolmente in una famiglia, la riduce in soggezione e schiavitù psicologica, in cellula chiusa ed impermeabile dal mondo esterno.

  2. quando invece opera bellicosamente nei suoi confronti, il Cammino non si ferma fino a che non la disgrega e distrugge nella sua intima unità.
Nell'uno e nell'altro caso, l'influenza del Cammino verso l'istituto familiare non è mai positivo né pacifico, né privo di conseguenze.
In definitiva, i neocatecumenali, con il loro stesso comportamento, appaiono i più gravi rinnegatori del concetto papale di famiglia come comunità di pace nello stesso momento in cui se ne fanno plateali sostenitori. Non si può continuare a non tenerne conto solo perché con l'esaltante coercizione che li contraddistingue sono soliti riempire le piazze...

sabato 12 dicembre 2009

Due Chiese parallele anche in Terra Santa?

Pubblichiamo questo stralcio da uno scritto di un Padre Sacramentino tratto dal "Notiziario provincia italiana dei PP Sacramentini" marzo aprile 2006. Per chi non ne fosse al corrente i Sacramentini sono stati il primo ordine religioso inquinato dal cammino nc, in quanto è loro affidata la Parrocchia dei Martiri Canadesi a Roma, quella in cui il cammino ha cominciato la sua inarrestabile occupazione della Chiesa nel lontano 1968. Così com'è loro affidata la Chiesa di S. Claudio, nota ai romani per l'Adorazione perpetua, nella quale il Signore è stato 'detronizzato' dallo splendido Trono secentesco, per essere deposto su un tavolaccio alla portata di chiunque...
Ma c'è di più! Lo stemma dei pp. Sacramentini è cambiato: non è più quello riproducente uno splendido "Ostensorio", che immediatamente richiama il loro carìsma di Adoratori del SS. Sacramento, riconoscibile sulla porta della Chiesa nella vecchia foto a sinistra. Sapete bene quale tipo di inquinamento abbiano subito i Sacramentini da 40 anni a questa parte, dato che la prima comunità neocatecumenale è nata, e ve ne operano diverse, nella Parrocchia dei Martiri Canadesi da loro retta, che è la roccaforte NC di Roma...
Ora, sul portale della Chiesa, non cè più lo stemma che vedete nella foto, ma uno nuovo, che riproduce un calice con una pagnotta!

Sul web abbiamo trovato questo loro nuovo 'logo': capite bene che l'Adorazione non è più presente, ma risalta un'attività e comunque una loro nuova spiritualità, che si fa meglio identificare se ricordiamo la ben nota frase rivolta proprio a loro dall'Arguello: Dall'Orientamento alle Equipes di catechisti del Cammino Neocatecumenale: "Il pane e il vino non sono fatti per essere esposti, perché vanno a male. Il pane e il vino sono fatti per essere mangiati e bevuti. Io dico sempre ai sacramentini che hanno costruito un tabernacolo immenso: se Gesù Cristo avesse voluto l’Eucaristia per stare lì, si sarebbe fatto presente in una pietra che non va a male. Il pane è per il banchetto, per condurci alla Pasqua. La presenza reale è sempre un mezzo per condurci ad un fine, che è la Pasqua. Non è assoluto. Gesù Cristo è presente in funzione del mistero Pasquale."

Questo lo stralcio sull'attività in Terra Santa:
In questo periodo sto occupando il mio tempo con un po’ di studio e con l’assistenza e l’animazione spirituale nei due centri del cammino neocatecumenale, uno a Gerusalemme sul Monte degli Ulivi [la Domus Mamre] e uno sul Monte delle Beatitudini, sopra il lago di Genezaret nei pressi di Tiberiade, a circa 200 Km da Gerusalemme, per seguire una trentina di giovani, tra i 18-27 anni, in maggioranza provenienti dall’America Latina, che hanno avuto esperienze di alcol, di droga, di difficoltà famigliari, ecc. Seguo anche una trentina di giovani seminaristi di filosofiateologia, nella maggior parte, provenienti dai paesi dell’America Latina. Restano nei due centri neocatecumenali per un anno (sei mesi dedicati al servizio di accoglienza ai pellegrini che hanno finito il cammino neocatecumenale in visita alla Terra Santa presso la Domus Galilaeae di Tiberiade, e sei mesi dedicati allo studio biblico presso la Domus Mamre di Gerusalemme). Tutto ciò è parte integrante del loro programma formativo verso il sacerdozio.

Nel centro della Domus Galilaeae di Tiberiade oltre ai pellegrini del cammino neocatecumenale ci sono anche molti gruppi di Ebrei che vengono in visita alla casa e per ammirare il panorama sul lago. In questi giorni il ministro del turismo di Israele ha deciso di costruire, nei pressi della casa Domus Galilaeae, un grande parco di parecchi ettari di terreno per distensione e riposo dei pellegrini, e di dedicarlo al Papa Giovanni Paolo II. È previsto che tale parco sarà inaugurato il prossimo anno dal Papa Benedetto XVI [il che non ci sembra sia avvenuto durante la successiva visita di maggio del Papa in Terra Santa].

Nella Domus Galilaeae c’è il progetto di costruire, entro breve tempo, un piccolo conventino per ospitare i sacerdoti in difficoltà e per aiutarli nel discernimento, mettendo anche una cappella con l’esposizione perpetua del SS. Sacramento.[Progetto ora realizzato ed inaugurato dalla visita ad limina di circa 200 vescovi europei]
In questo periodo la Domus Galilaeae ha ospitato diverse centinaia di sacerdoti diocesani provenienti dagli USA, dalla Puglia, dalla Liguria e dal Piemonte, cui don Rino ha tenuto delle catechesi con finalità biblica-storica-archeologica direttamente sui luoghi santi. [discernimento e catechesi kicarmeniane, naturalmente... e sappiamo di cosa si tratta! Mentre, per contro, la Domus resta inesorabilmente aperta ai soli neocatecumenali...]
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Oltre alle riflessioni sulle pesanti variazioni colte nella spiritualità dei Sacramentini, il cui carìsma è l'Adorazione perpetua, vi invito a confrontare questa notizia su due fiorenti e sfarzosi centri neocatecumenali di rilievo in Terra Santa - uno addirittura a Gerusalemme (!), città segnata da attuali e dolorosi (non per gli ebrei) giri di vite sul suo territorio -, frequentati anche dai rabbini, con quanto apprendiamo proprio ieri da Asia News e riportato di seguito, sulle difficoltà degli annosi negoziati per le proprietà della Chiesa in Terra Santa: si tratta di due realtà parallele anche per lo stato d'Israele?
"Ancora nessun accordo tra Israele e Santa Sede sulle questioni relative alle proprietà, economiche e fiscali, che riguardano in generale la Chiesa cattolica. Nella Chiesa in Israele non c’è stata quasi nessuna sorpresa nel constatare che anche la Plenaria della Commissione bilaterale permanente di lavoro tra la Santa Sede e lo Stato di Israele, tenutasi ieri, 10 dicembre in Vaticano, si è conclusa senza l’annuncio di aver raggiunto l’Accordo sul regime tributario della Chiesa e su questioni di proprietà ecclesiastiche: un accordo che è oggetto di negoziato ormai da più di dieci anni. ...."

venerdì 11 dicembre 2009

C'è qualcosa di strano oggi, nel web; anzi di antico (inganno)


Riprendo da Messa in Latino, ma lo pubblico qui perché ci riguarda direttamente. Il discorso parte dalla solita falsa affermazione dell'approvazione degli Orientamenti da parte della Dottrina della Fede, sulla quale si insiste nonostante la confutazione del rifuto del cosiddetto "mattone" da parte di Kiko. Alla domanda: "Come mai, se sono stati approvati, non vengono pubblicati?". Questa è la risposta:

X Cara MIC non viene reso pubblico perché al pubblico non interessa nulla. La comunicazione fu inviata agli iniziatori del Cammino è sufficiente questa. Non è necessario promulgare un documento ufficiale perché quei testi riguardano ed interessano solo il Cammino Neocatecumenale non tutto il resto della Chiesa. Sulle scrivanie della Congregazione non giace proprio nulla già da sei anni è stato dato il placet. Se vuoi crederci bene altrimentio non so che farci.
Ebbene, amici miei, come la mettiamo? Il Cammino neocatecumenale non fa parte della Chiesa? E non pretende di avere il monopolio della "Nuova Evangelizzazione"? Talmente nuova che è completamente estranea a quella Apostolica: ne abbiamo le prove, frutto anche delle nostre esperienze dirette e abbiamo resi pubblici i documenti contenenti gli insegnamenti difformi, raffrontandoli col Vangelo e col Magistero. E allora? Se le catechesi interessano solo il cammino neocatecumenale e non tutto il resto della Chiesa, come mai la pastorale diocesana a Campobasso-Boliano - e altrove - sta diventando neocatecumenale?

C'è qualche conto di troppo che non torna e la situazione ha aspetti davvero schizofrenici: o sono davvero una setta chiusa, e quindi si spiega che i loro Orientamenti riguardino loro e non altri; o sono nella Chiesa, tant'è che il Papa ha chiesto la comunione ecclesiale e di adeguarsi alla pastorale diocesana, e tuttavia continuano a rimanere una setta, tant'è che le catechesi rimangono inesorabilmente segrete... Ma allora, perché si sottopongono i fedeli ai loro insegnamenti e alle loro prassi? E perché non si impedisce che continuino a fagocitare le attività pastorali delle parrocchie? Fino a quando il Signore permetterà che riescano sempre più a mimetizzarsi ad extra e continuare insegnamenti e prassi aberranti ad intra?

Abbiamo appreso che nella Chiesa c'è posto per tutti: tutti chi, in che senso? come mai tanti 'distinguo' e bizantinismi nei confronti dei Lefebvriani che hanno l'unico neo di essere genuinamente ed inequivocabilmente cattolici? Solo per via di quelle ambiguità del Concilio sottolineate, che oggi non sono più sotto embargo ma sono ormai sulla bocca di molti e finalmente riescono ad essere visibili dalle penne di tanti autorevoli teologi e studiosi? Guarda caso proprio oggi mi sono imbattuta in questa citazione: "Verrà un giorno in cui per la Chiesa l’inchiostro dei suoi scrittori avrà quasi il valore del sangue dei suoi martiri" Tertulliano

Anche i nostri bit, con l'aiuto del Signore, possono essere trasformati in lettere di fuoco e di grazia per chi ha orecchie per intendere...

mercoledì 9 dicembre 2009

Il Papa su Primato petrino e "Presenza reale" nell'eucaristia

La catechesi tenuta dal Papa durante l'udienza di oggi, parlando di Ruperto di Deutz, monaco del XII sec. noto anche per i suoi interventi nella controversia tra cristiani ed ebrei, reca due sottolineaure importanti e certamente non casuali, data la temperie che investe la nostra Chiesa:

Il Primato petrino
Il Vescovo di Liegi, Otberto, resisteva alle direttive del Papa e mandò in esilio Berengario, abate del monastero di San Lorenzo, proprio per la sua fedeltà al Pontefice. In tale monastero viveva Ruperto, il quale non esitò a seguire il suo Abate in esilio e solo quando il Vescovo Otberto rientrò in comunione con il Papa fece ritorno a Liegi e accettò di diventare sacerdote. Fino a quel momento, infatti, aveva evitato di ricevere l’ordinazione da un Vescovo in dissenso con il Papa. Ruperto ci insegna che quando sorgono controversie nella Chiesa, il riferimento al ministero petrino garantisce fedeltà alla sana dottrina e dona serenità e libertà interiore.
La "Presenza reale" nell'Eucaristia
Scrittore fecondo, Ruperto ha lasciato numerosissime opere, ancora oggi di grande interesse, anche perché egli fu attivo in varie e importanti discussioni teologiche del tempo. Ad esempio, intervenne con determinazione nella controversia eucaristica, che nel 1077 aveva condotto alla condanna di Berengario di Tours [Autore molto citato dai nostri interlocutori NC più eruditi -ndR]. Questi aveva dato un’interpretazione riduttiva della presenza di Cristo nel Sacramento dell’Eucaristia, definendola solo simbolica. Nel linguaggio della Chiesa non era entrato ancora il termine "transustanziazione", ma Ruperto, adoperando a volte espressioni audaci, si fece deciso sostenitore del realismo eucaristico e, soprattutto in un’opera intitolata De divinis officiis (Gli offici divini), affermò con decisione la continuità tra il Corpo del Verbo incarnato di Cristo e quello presente nelle Specie eucaristiche del pane e del vino.

E qui il Papa ha parlato a braccio: "Cari fratelli e sorelle, mi sembra che a questo punto dobbiamo anche pensare al nostro tempo; anche oggi esiste il pericolo di ridimensionare il realismo eucaristico, considerare, cioè, l’Eucaristia quasi come solo un rito di comunione, di socializzazione, dimenticando troppo facilmente che nell’Eucaristia è presente realmente Cristo risorto - con il suo corpo risorto - il quale si mette nelle nostre mani per tirarci fuori da noi stessi, incorporarci nel suo corpo immortale e guidarci così alla vita nuova. Questo grande mistero che il Signore è presente in tutta la sua realtà nelle specie eucaristiche è un mistero da adorare e da amare sempre di nuovo! " ed ha proseguito così:

Vorrei qui citare le parole del Catechismo della Chiesa Cattolica che portano in sé il frutto della meditazione della fede e della riflessione teologica di duemila anni: "Gesù Cristo è presente nell'Eucaristia in modo unico e incomparabile. È presente infatti in modo vero, reale, sostanziale: con il suo Corpo e il suo Sangue, con la sua Anima e la sua Divinità. In essa è quindi presente in modo sacramentale, e cioè sotto le Specie eucaristiche del pane e del vino, Cristo tutto intero: Dio e uomo" (CCC, 1374). Anche Ruperto ha contributo, con le sue riflessioni, a questa precisa formulazione.

domenica 6 dicembre 2009

Siamo indotti a parlare ancora di giudaizzazione del cristianesimo operata dal cammino

Ecco una dimostrazione dello ‘stile’ di comunicazione neocatecumenale. Questo post è arrivato sul thread di cui trovate il link nella colonna in alto a sinistra del blog e, se lo avessi inserito al suo posto, sarebbe rimasto sommerso dal lungo e articolato successivo percorso, insieme alla risposta che gli darò; per cui lo inserisco qui e, quindi, parliamone…
A proposito delle feste ebraiche e di quelle cristiane....Gesù sapeva di essere cristiano? E gli apostoli.. quanto tempo ci hanno messo ad essere.."cristiani". Non erano forse quelli della "via", sempre all'interno dell'ebraismo?. E Gesù stesso, Maria, i dodici, le donne che lo seguivano e i 72 non erano tutti Ebrei credenti che nulla avevano rinunciato della loro religione? E le prime comunità non nascono forse tra la gente che aveva conosciuto Gesù a Nazareth, Cafarnao e cioè Ebrei osservanti? Gesù mi sembra che mica ha buttato via niente del VT...o sbaglio (ricordate la storia dello iota). E poi non è S. Paolo stesso che afferma che comunque Istraele è sempre la prima scelta di Dio? E poi quel signore polacco con pastorale e mitra Vescovo di Roma morto alcuni anni fa non diceva che gli Ebrei sono i nostri "fratelli maggiori". E allora è bello pensare che abbiamo ereditato un bel po' di roba da Israele, comprese le loro FESTE!!!! Meno spocchia, meno antisemitismo e più umiltà. Spuntiamo dal tronco di Iesse mica da quello di un qualche Budda o di qualche figura mitologica!!!
Paolo.
Ricorderete – e chi non lo avesse letto può verificare – che in apertura del thread in questione avevamo inserito un articolo con molte concrete citazioni di insegnamenti NC e relative confutazioni basate sull’autentico cattolicesimo, delle quali il nostro interlocutore non tiene alcun conto, come se avessimo parlato al vento o detto cose inconsistenti. La ragione vuole che quando si replica su questioni non condivise, si debba controbattere con argomenti di ragione altrettanto documentati e dimostrare che le affermazioni contestate non sono vere. Non si può convincere con un sermone, alcune battute alla catechistica maniera e sommarie accuse di antisemitismo e di mancanza di umiltà, che non hanno niente a che vedere né con i contenuti proposti né con il modo in cui sono stati sviluppati.
Nessuno di noi ha mai negato le radici ebraiche della nostra fede, né lo abbiamo fatto nell’articolo contestato. Abbiamo invece sottolineato la spiccata tendenza del cammino a soffermarsi su testi e figure dell’Antico Testamento nonché su midrashim, testi rabbinici e qabbalistici, simboli e usi mutuati dall’ebraismo, che la Tradizione cattolica ha abbandonato fin dal quarto secolo e prima ancora, quando l’Ecclesia ex gentibus e quella ex circumcisione convivevano armoniosamente, come dimostra il mosaico di dedica della Basilica di Santa Sabina, riprodotto dall’immagine sotto riprodotta in cui vengono rappresentate una rivolta all’altra.

Tutto questo per dire che l’unica Chiesa cristiana non ha bisogno di tirar fuori simboli e suggestioni giudaiche e giudaizzanti, quando La Nuova ed eterna Alleanza in Cristo Signore non può non aver sostituito la precedente, quella di coloro che un signore polacco mitrato ha effettivamente chiamato “fratelli maggiori”, con molta loro ignominia, dato che il fratello maggiore Esaù è colui che ha perso il diritto di primogenitura e gli ebrei, a parte la forse piacevole sorpresa del momento, non l’hanno presa molto bene perché conoscono la Scrittura… Questo mi consta personalmente in occasioni ufficiali d’incontro internazionale di rappresentanti del dialogo ebraico-cristiano.
Gli equivoci nascono anzitutto dall'esplosiva mistura di ignoranza e di superbia di alcuni autoeletti “profeti” o “esperti”. Pio XI parla dei cristiani come “semiti spirituali”? Ed ecco che gli autoeletti insinuano l'idea che i cristiani dovrebbero ebraizzarsi (più tardi, nelle facoltà teologiche sparirà il latino, soppiantato dal greco e dall'ebraico). Giovanni Paolo II definisce gli ebrei “fratelli maggiori” nella fede per sanare un rapporto fattosi drammatico nel corso dei secoli? Ed ecco che gli autoeletti capiscono “maestri” anziché “fratelli maggiori”, dimenticando che nella Bibbia i fratelli maggiori (Esaù, Caino, ecc., fino al fratello maggiore della parabola del figliuol prodigo) sono esattamente la figura di chi aveva ricevuto un dono da Dio ma non aveva saputo riconoscerlo (ed infatti quando Giovanni Paolo II diede quella definizione, il rabbino capo di Roma ne restò urtato).
Dal Concilio Vaticano II è stato ancora più promosso il dialogo con gli ebrei. L'invito del Vaticano II viene però spesso frainteso: un errore molto comune è pensare che gli ebrei di oggi abbiano la stessa mentalità religiosa degli ebrei del tempo di Gesù: il dialogo è da vivere, oggi, conoscendosi, rispettandosi e affrontando insieme le questioni del nostro tempo; un altro errore molto comune tra i cattolici è pensare che tutte le religioni sono uguali, e perciò smettere di pregare perché tutti (compresi gli ebrei) riconoscano Cristo, anche se peraltro Giovanni Paolo II ha riconosciuto l'Antica Alleanza "irrevocabile" e certamente lo è da parte di Dio che è Fedele, ma malauguratamente può non esserlo da parte di chi non la rispetta, per esempio non riconoscendo in Cristo il Messia, Figlio di Dio che ha portato a compimento tutta la Legge e i Profeti, ricapitolando nella Sua Persona tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra, Parola definitiva del Padre, incarnato morto e risorto per la nostra salvezza… E non mi pare che siamo più cristiani facendo dell’archeologismo liturgico e lasciando da parte la Tradizione.
Notiamo, inoltre, che chi aggiunge un simbolo esterno e dice di “valorizzarlo”, lo sta invece formalmente esaltando, lo sta ponendo come salvatore della forma religiosa che intendeva “ravvivare”, insomma lo sta idolatrando.

È esattamente questo il motivo per cui nella Chiesa tutto ciò che riguarda la liturgia, i segni, il linguaggio, i simboli, ecc., è sempre stato deciso da chi ha avuto il compito di guidarla, ordinando secondo tempi e modi adeguati, senza improvvise esplosioni di mode, senza drastici cambiamenti rispetto a quanto trasmesso dagli Apostoli, senza arbitrarie innovazioni e sincretistiche ‘contaminazioni’ da parte di iniziatori che si stanno rivelando ‘falsi profeti’, da quello che dicono di difforme dal Magistero e dalle prassi che hanno introdotto, cancellando circa 1.700 anni di Tradizione da Costantino al Vaticano II: vedi immagine a lato, illustrando la quale vien detto che Cristo, (tra l'altro l'unico personaggio indicato con le semplici iniziali) ‘appare’, neppure che E’ NATO e quindi si è INCARNATO). E' evidente la maggiore enfasi sull'Antico Testamento, il Nuovo non è neppure menzionato.

Notiamo ancora che un conto è attingere dalla Scrittura l’intera storia della salvezza a partire da Abramo, un altro conto è fare dell’Antico Testamento e delle usanze ebraiche elementi fondamentali che connotano fortemente l’identità del cammino nc: una delle meno ‘innocue’ è l’aver introdotto nella loro –anch’essa difforme- architettura il “Santuario della Parola” in luogo della Cappella dell’Adorazione, con un tabernacolo a due piani nel quale alla Parola (presenza mediata da un testo) viene data la stessa dignità delle Sacre Specie (Presenza Reale del Signore). C'è una enorme differenza direi tra il popolo del Libro, della Legge e il Corpo mistico di Cristo… Ma a nulla valgono le nostre denuncie, i nostri smascheramenti innumerevoli e documentati: basta andare sul sito

sabato 5 dicembre 2009

Cammino neocatecumenale. NULLA E' CAMBIATO: testimonianza dalla Puglia

Exsurge Domine! Non abbiamo ancora finito di analizzare l'inquietante documento diocesano che vede la pastorale della Diocesi di Campobasso-Boiano totalmente fagocitata e trasformata in quella del cammino nc, che Aldo ci mette al corrente di quanto appena avvenuto nella sua parrocchia, in Puglia. Da quanto conosco da parte di Don Elio Marighetto l'Abruzzo non sta messo meglio... La situazione di Roma la conosciamo tutti. Il resto è intuibile... (Nell'immagine a lato il frontespizio della Bolla emessa da papa Leone X il 15 giugno 1520 in risposta alle 95 tesi di Martin Lutero e agli scritti successivi)

art.9 dello statuto, che gentilmente Gianluca ha riprodotto, .."il cammino neocatecumenale comincia nelle Parrocchie su invito del Parroco.."
Ecco cos'è appena successo nella mia Parrocchia: in Avvento si fanno le catechesi iniziali. I catechisti "informano" il Parroco che hanno intenzione di fare "catechesi", il mio Parroco declina l'invito, motivandolo ampiamente, con argomenti Pastorali seri... cosa fanno loro??? udite.. udite.. si inventano le "catechesi domestiche" a casa di uno dei catechisti. Fanno gli inviti e cominciano il "percorso iniziatico" in casa, che sfocierà nella convivenza finale dal quale nascerà la comunità... fermi tutti, già lo sò nella mente di Gianluca, ma credo di tutti voi, saranno esplose 1000 domande.

Mi sono letto meglio lo statuto hanno "disobbedito" ad almeno 5 o 6 dei "loro articoli" " a disposizione del Vescovo".. "su richiesta del Parroco".. "suscitare nei neofiti un senso di appartenenza alla Parrocchia".. (a Casa dei catechisti).. "con la cura Pastorale del Parroco" (Quale?)..etc.etc.

Attenti perchè "le meraviglie" non finiscono, una volta nata (la comunità/aborto) celebrerà il mercoldì in casa di un catechista, o in una parrocchia/compiacente ed il sabato, visto che lo statuto lo permette ( è aperta a tutti..) nella nostra parrocchia, (verrà anche presentata come un frutto nato "contro ogni volontà malefica").

Mi colpisce quello che dice STRL sulla "zombificazione" perchè mi sono chiesto chi può mai accettare di fare "catechesi in casa" senza porsi domande? tipo: ma il Parroco dov'è? perchè non in Chiesa? Poi mi sono preso la briga di capire chi erano questi "convocati"... tutti figli loro, ex-fuoriusciti in crisi di astinenza, gente distrutta da qualche sofferenza che si fida ciecamente della persona che ha proposto l'invito... nessuno, ma dico nessuno che potesse avere un equilibrio psico-fisico tale da porsi domande, anche le più banali... Signori questo è grave... qui per fare proselitismo al "dio cammino" si passa su tutto... Non è finita... chiaramente mettiamo al corrente il Vescovo... risposta...

..va bé che male fanno... stanno in casa... lascia stare lo statuto..

Poi l'ho visto partecipare alla "celebrazione solenne" dell'invio degli "itineranti" (cioè quelli che hanno il prurito/vocazionale per la "missio ad gentes") ed ho capito tutto... Qui non si ha neppure più bisogno della parrocchia. E purtroppo questa modalità credo l'abbiano mutuata dalle regole fissate per gli itineranti che aprono nuove comunità in terra di missione, nelle quali la Parrocchia è già sostituita ab origine da una Chiesa domestica formata dai catechisti, da un presbitero e non ricordo chi altri, ma basta cercare i documenti.
Il Signore abbia Misericordia di noi, ma soprattutto di chi finisce inconsapevolemte nelle grinfie di Satana..
E' la riprova che i catechisti si presentano, si atteggiano, agiscono e vengono ritenuti infallibili! Quei pochissimi Catechisti che ho visto ammettere di poter dire castronerie sono stati sostituiti nel giro di 2-3 mesi. E l'assioma della infallibilità dei catechisti ha creato esaurimenti a ripetizione (puntualmente non curati da psicologi rigorosamente del Cammino che tutto possono dire meno che il Cammino fa male) e suicidi... Senza dimenticare che anche i presbiteri, una volta ordinati, continuano ad avere i Catechisti??!?! I Pastori che si fanno guidare dalle pecore! Se il Papa fosse NC dipenderebbe dai Catechisti!
A questo punto l'inerzia della gerarchia è inqualificabile e questi fatti dovrebbero essere segnalati!
... mentre il tutto avviene alla faccia della "comunione ecclesiale" loro sollecitata dal Papa il 10 gennaio, insieme a troppi elogi...

venerdì 4 dicembre 2009

Una prima reazione? No, l'ennesimo inganno


Un nostro interlocutore che usa il nick Neocattradizionalista (sembra un ossimoro) invia questo post oggi, ma su un thread dell'anno scorso. Lo pubblico qui, per la riflessione comune, certa che segue anche gli articoli attuali. Per quanto mi riguarda - spero di sbagliarmi, ma quello che conosco mi induce ad essere realista- la ritengo una delle comunicazioni pro-cammino, che arrivano puntuali ogni volta che arriviamo al punctum dolens dei temi più scottanti

ciao a tutti.
io sono un neocatecumenale che frequenta molto volentieri la messa tridentina e so la differenza tra questa e quella odierna e quella del cammino.

vi volevo solo dire che mi rendo conto delle enormi problematiche della messa neocatecumenale, a partire dall'uso di bonghi e cembali (che odio con tutto il cuore) che disturbano il mio dialogo interiore con Gesù e che (soprattutto usati in certi momenti liturgici) non aiutano a vivere la messa nel giusto modo.

sono conscio che se si privilegia troppo l'aspetto della mensa rischia di venir meno la percezione del sacrificio sull'altare, l'ho sperimentato sulla mia pelle, anche se devo dire che ultimamente dai miei catechisti è stato ripetuto più volte che "la messa è un sacrificio".

lo stesso di Gesù sul golgota che diventa attuale ogni volta che si celebra una messa con l'intenzione di fare un sacrificio in comunione con la chiesa e la sua dottrina.

forse non ho formulato queste cose correttamente, perdonatemi ma è una questione di sapersi esprimere, questo lo dico perché ho letto blog e siti in cui Kiko veniva accusato di negare il sacrificio dell'altare, io posso solo testimoniare che nessuno dei miei catechisti (che non considero infallibili come qualcun vuol far credere) ha mai negato tale sacrificio.

tuttavia spero vivamente che nella prossima edizione degli statuti (che non sono ancora definitivi [lo sapevate??? Chi l'ha detto? Da dove risulta?) tante cose vengano cambiate, e non parlo solo della liturgia (se fosse per me farei la messa tridentina tutte le volte perché mi fa schifo anche il nuovo ordo missae).

un'altra cosa che vi posso dire è che dove frequento il cammino io alcune cose sono cambiate anche se c'è ancora tanto da fare! e state certi che se si presentasse l'occasione in cui dovessi scegliere di obbedire a Kiko o al santo padre non avrei neanche un dubbio sull'obbedire al papa.

penso che la congregazione per il culto divino avrebbe dovuto già cambiare alcune cose come ad esempio imporre gli inginocchiatoi e una croce sull'altare, ma questo carisma è dato a loro per cui io non ho il diritto di giudicare il loro operato.
detto questo confido nella chiesa e nella sua opera di ulteriore limatura delle cose che non vanno.
con affetto

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Per chi conosce il cammino è uno scritto a dir poco surreale...

giovedì 3 dicembre 2009

Cammino neocatecumenale. Occorre "pretendere" la pubblicazione degli Orientamenti

Riparto da qui, perché mi sembra che la proposta di Steph un effetto concreto lo ha sortito, ed è chiaramente espresso nella risposta che segue, di Emma, il cui succo è condensato nel titolo... se dobbiamo, come dice Stephanos cominciare a "far valere" i diritti dei fedeli, è la PRIMA e ineludibile cosa da chiedere, anche e soprattutto per la grave anomalia dell'approvazione di uno Statuto, che si basa sull'uso di testi non approvati dalle Congregazioni competenti. Infatti lo Statuto all'art.2.2 recita: ... il cammino si attua nella diocesi..."2º. secondo «le linee proposte dagli iniziatori», contenute nel presente Statuto e negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti.


Che comincino col PUBBLICARE I TESTI CATECHETICI!
Quello statuto fa in continuità riferimento al direttorio catechetico, cerchiamo, pur partendo da quel documento, di analizzarne in primis il contenuto che già a me fa drizzare i capelli per i rischi che ho già menzionato, per l'articolo sull'Eucaristia, che legittima un rito sincretistico inventato da un laico, che dovrebbe anche aiutare a migliorare la Veglia Pasquale nelle parrocchie, per la sedicente autorità del vescovo che in realtà non esiste perché se il vescovo ha la cattiva idea di opporsi al cnc il cammino chiude e se ne va, e per tanti altri elementi.
Insomma, se nemmeno il Papa è riuscito ad imporre la Liturgia della Chiesa cattolica, se non interviene per imporre la pubblicazione del direttorio CORRETTO, come possiamo essere ingenui al punto di credere che un non neocat possa domandare ed ottenere il rispetto della dottrina della Chiesa, della sua Liturgia?
Avete visto il video della Messa con il card. Canizarès l'11 gennaio 2009, il giorno seguente l'incontro con il Papa a San Pietro??
Avete notato il candelabro ebreo a 9 braccia sulla tavola? Sono stata male, sbigottita, indignata, questa è la realtà. Nemmeno davanti al Prefetto della Congregazione per il Culto divino hanno tolto la Hannukiah!
Mi sembra che lo statuto sia pubblicato e disponibile nelle librerie, ha cambiato qualcosa? Chi lo legge, se non sa ciò che realmente si nasconde dietro quella facciata, è REALMENTE informato?
Il cammino neocatecumenale si nasconde dietro il suo statuto, ha abbastanza lottato per averlo, ma quello statuto è solo un paravento necessario, dietro il quale tutto continua COME PRIMA.
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Esatto! Ma almeno che i fedeli abbiano il diritto di conoscere il contenuto di ciò che viene loro inculcato, mi sembra il minimo da pretendere! Almeno partire da qui! Avrà effetti? Vedremo!

Cammino Neocatecumenale. Dimostrare che non attua ciò che è stato approvato

Riporto gli ultimi post scambiati con Stephanos, per prendere spunto dai nuovi aspetti da lui presi in esame e portarli all'attenzione di tutti:

Dice Stephanos
"Ma mi chiedevo come mai, assieme alle pur dovute critiche al "totalitarismo" Nc (anche se concordiamo che le dobbiamo fare nei giusti modi) non si sia accennato in questo articolo del regolamento presente sullo Statuto. Proprio inerente alla "nuova concezione di sè", realizzabile tramite il CnC. Sullo statuto viene IMPOSTO di rispettare il foro interno delle persone, di usare i dovuti MODI e capire i metodi. Viene IMPOSTO, citando il Diritto Canonico."
Dice Mic:
Alla fine Steph, se ci mettessimo a disquisire su quello che il cammino nc dovrebbe essere (e invece abbiamo le prove continue che non è) non sarebbe 'fuga' dalla realtà? Perché è ovvio che sullo Statuto c'è scritto ciò che la chiesa vuole (in realtà dovrebbe PRETENDERLO MA NON LO FA).
Ma non è ormai chiaro che il cammino è una ENTITA' che ha una identità coriacea, intangibile, che solo toccando una virgola dell'impianto precostituito verrebbe snaturata; per cui ci siamo sentiti molto umilmente (!) rispondere a chiare lettere dal Sign. Veneranda (ricordi?) "non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo"?
Il fatto che lo statuto IMPONGA, ma poi in realtà tutti sappiano che il cammino agisce diversamente, non ti dice nulla sul loro strapotere e sulla situazione della Chiesa, Steph?
Inoltre ricorda che insieme al rispetto del foro interno viene perpetuato il discorso sullo "svuotamento del falso concetto di sé e di Dio" di cui si è parlato nell'altro thread... e questa, che è una grossa castroneria sul piano psicoantropologico prima ancora che su quello spirituale, non è stata notata da nessuno. Il problema è il danno alle persone che continua a creare!
Che possiamo fare dunque noi, se non continuare a mettere in chiaro quello che vorrebbero tenere nascosto per perpetuare l'inganno partito 41 anni fa?
Coraggio Steph, non temere, che non andremo fuori dai binari e continueremo a ritrovarci in questo, che sta diventando un lungo e anche fruttuoso, pur se impegnativo e per certi versi doloroso percorso.
Dice ancora Stephanos:
"Il ragionamento che fai non fa una piega. Se non nella domanda che hai fatto sopra.
Non credo che soffermarci ANCHE sull'aspetto inadempiente del CnC possa produrre "fughe dalla realtà". Credo invece nell'esatto contrario. Credo che DIMOSTRARE, FATTI ALLA MANO, che il CnC NON ATTUA ciò che di esso è stato "approvato", renda più "ufficiale" la critica.
E' diritto dei fedeli che la Legge della Chiesa venga messa in atto. E' diritto degli associati che lo Statuto di una Fondazione venga attuato così come approvato dalla Chiesa. E' diritto dei fedeli tutti che lo Statuto della Fondazione che si "insedia" in una Diocesi venga universalmente conosciuto ed ATTUATO. Non credi che iniziare a far valere questi diritti sia un corroborante alla giusta critica?"
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La maggior parte dei fedeli non conosce lo Statuto del Cammino. Inoltre, mentre lo Statuto ignora molte prassi anomale, di fatto rimaste invariate per oltre 40 anni, dallo stesso emerge, pur con diverse pecche, una certa realtà che NON VIENE ATTUATA, ma che insieme alle pecche non può essere riconosciuta se non da chi il cammino lo ha già fatto e valutato dal di dentro, oppure da vescovi sacerdoti e laici che abbiano i controattributi nel senso di cattolicità autentica e non 'spuria', alla quale purtroppo il modernismo ci ha introdotti e continua a propinarci, se non teniamo occhi e cuore ben aperti.

Quello che è il cammino un fedele riesce a riconoscerlo solo dopo esserci rimasto invischiato mentre chi, come le persone di Campobasso che hanno capito cosa sta succedendo nella loro diocesi, tenta di far valere i propri diritti di non vedersi inglogbato compresi i bimbi e i lattanti, non viene ascoltato e allora ha cercato di gridare da questo blog.... Chi e come può far valere i propri diritti, se tra l'altro nella Chiesa è stato malauguratamente introdotto il principio del "vietato vietare"?

mercoledì 2 dicembre 2009

Cammino neocatecumenale. "Svuotamento falso concetto di sé e di Dio", Eucaristia

Caro Stefano a carissimi tutti,
Ho deciso che non farò alcun nuovo punto della situazione perché ho già spiegato in lungo e in largo motivazioni intenti e invitato ad un linguaggio più consono ad una comunicazione efficace nel senso di non usare, sia pur tenendo conto del temperamento di ognuno, contenuti e toni di invettiva che, comunque non mi sembra siano mai stati né lo siano ora la caratteristica di questo blog. D'altronde, sia pure in ordine sparso, le mie riflessioni sono già contenute nel thread precedente. Nel frattempo è arrivata la conclusione di Emma, che mi sembra la più adatta a tirare le fila della situazione. La inserisco qui e riprendo il discorso che avevamo aperto sullo statuto, riproponendo, di seguito, i post sommersi, dai quali ripartire, perché i punti che toccano sono 'centrali' e significativi per introdurre molti altri aspetti dell'entità-cammino nc. Ora, nel tread precedente, è seguita la sentita e vibrante conclusione di Sofia, che vi invito a leggere.
Eravamo, siamo, nel cuore di una discussione importante che tocca i metodi usati all'interno del cammino, le testimonianze ci mostrano che NIENTE È CAMBIATO, se siamo ancora qui a dovere ripetere e confermare ciò che già è stato detto non è perchè siamo fossilizzati, fissati, ma perchè purtroppo abbiamo la conferma che NIENTE CAMBIA perchè NIENTE PUÒ CAMBIARE, se un vescovo tentasse di modificare una virgola alle prassi neocat, il cammino se ne andrebbe altrove.
Le situazioni non sono cambiate, gli strumenti nemmeno. All'esterno si potrebbe dire che la situazione è cambiata perchè c'è uno statuto, che a sua volta sarebbe uno strumento nuovo. Per favore, cerchiamo almeno di non essere ingenui, lo statuto serve solo e unicamente ai neocatecumenali per imporsi, è uno strumento per loro e solo per loro. Una facciata giuridica dietro la quale continuare COME PRIMA. Quello Statuto è zeppo di riferimenti ad un direttorio che non è pubblicato, contiene diversi articoli, che costituiscono altrettanti rischi di manipolazione psichica e mentale, ed è grave.
Chi è riuscito ad imporre quel testo al Vaticano, credete che accetterà che un vescovo qualunque venga ad esigere cambiamenti?
Questo sito, grazie alle testimonianze di chi generosamente sceglie di condividere la sua esperienza, grazie all`informazione che mette in luce le distorsioni neocat sempre alla luce della retta Dottrina, del Magistero della Chiesa, della teologia liturgica, è in costante movimento, con ritmi diversi, stili diversi, energie diverse.
Personalmente preferisco le testimonianze dirette, personali, di chi ha fatto il cammino e le analisi di chi ha le conoscenze per poterle fare.
Penso anche che i testi di riferimento debbano sempre avere un nesso con la discussione in corso, inserirsi nella discussione, ma sempre privilegiando l`apporto personale.
Penso sia importante, mantenerci sempre nei limiti del rispetto, insomma, ognuno con il proprio stile e temperamento, rispettando anche la cornice che mic vuole dare al sito di cui è il gestore e responsabile.
Per Campobasso, chi denuncia questa nuova deriva che vede la pastorale diocesana trasformarsi in pastorale neocatecumenale?
Chi?
Poiché le nostre disquisizioni hanno interrotto il filo della discussione e chi legge stenterebbe a trovare i punti significativi, sono questi che 'ripesco' dal mare magnum del thread precedente per ripartire da essi:

COMUNITA' E SVUOTAMENTO DI SE'
Sì, con tristezza e amarezza e anche una "santa collera", ringrazio jonathan per la sua testimonianza (quella messa in risalto nel penultimo thread). Quando avevo letto il documento diocesano (ma non è il solo), da subito avevo capito i rischi potenziali che conteneva, jonathan li conferma, una volta ancora, insieme a tante altre testimonianze. È scioccante che la Chiesa lo abbia permesso, e così dunque tutti i membri della comunità, i catechisti, i responsabili sono dei psicologi? Posseggono gli strumenti indispensabili, la formazione necessaria per accompagnare una persona in quel cammino di "svuotamento di sè"? Svuotamento di sè? Ma che ne sanno, che cosa sanno di quella persona, della sua storia, dei suoi ritmi, delle sue ferite, delle sue cicatrici, delle sue protezioni, o non protezioni, delle sue memorie ferite, con che diritto vanno a toccare quei punti sensibili, a violentare quella intimità ? È questo che vuole veramente il neocatecumeno? Lo ripeto è scioccante e vergognoso che ciò sia autorizzato nella Chiesa cattolica. È scioccante che le numerose testimonianze che sono arrivate in Vaticano non abbiano suscitato nessuna reazione. E così oggi, come ieri e come domani, il foro intimo di molti cattolici, di molte persone fiduciose e inermi, continuerà ad essere aggredito, nell'indifferenza di chi dovrebbe vegliare e proteggere.
Il problema è che i catechisti non solo non sono psicologi, ma sono catechisti improvvisati, perché formati dalla dottrina di Kiko Arguello e non dalla Chiesa. Oltre che giusto e pertinente, è indispensabile 'guardare' a questo aspetto del problema.
Si DEVE essere consapevoli che quando si innescano meccanismi psicologici, si 'entra' anche nell'inconscio delle persone e si possono smuovere o far emergere ricordi rimossi, ferite, energie, che poi, se non hai gli strumenti di una affinata e maturata competenza, non riesci nemmeno a gestire. Quanti casi di grave disagio psichico indirizzati agli psicologi "interni", e purtroppo perfino casi di suicidio testimoniati proprio per situazioni di squilibri gestiti con la rigida uniformità degli schemi metodologici e senza competenza, ma con improvvisazione, mentre il metodo non può essere lo stesso per tutti indiscriminatamente, perché le persone non sono fatte con lo stampino, i tempi e gli 'stati interiori' non sono uguali per tutti: si ha a che fare con persone di temperamenti e livelli di maturazione diversi, che hanno storie diverse ed esigenze particolari: c'è chi può aver bisogno di fermezza, ma c'è anche chi in quel particolare momento ha bisogno invece di tenerezza, di accoglienza e non del dito puntato... Non che accoglienza nel cammino non ci sia, ma è limitata al love bombig iniziale, quando ti accettano come sei e non ti sembra vero... è dopo che cominciano i dolori.
Insomma, se non si hanno gli strumenti indispensabili, la formazione necessaria per accompagnare una persona in quel cammino di discutibile (vedremo più avanti) "svuotamento di sè", intervengono incoscienza e pressapochismo inauditi nel farlo senza le necessarie competenze, oltretutto solo a fini strumentali per rendere malleabili e dominabili le persone ad usum cammini. Anche se il fine fosse buono, il metodo è inaccettabile comunque!
E' molto grave la responsabilità di chi dovrebbe avere a cuore, oltre alla salute spirituale dei fedeli, anche quella psicologica e il rispetto della loro sfera esistenziale!
Noi vogliamo essere proprio "voce di chi non ha voce", sia per chi è dentro il cammino con i propri dubbi e disagi e difficoltà, all'interno di esso non confrontabili e non risolvibili se non entro i rigidi schemi che non ne tengono conto o ne danno 'nomi' arbitrari (il demonio, la superbia, la mancanza di umiltà... e non sempre è così!); sia per chi riesce a sottrarsi, ma una volta uscito dal cammino, si trova abbandonato a se stesso e barcolla fino a che la nuova stabilità e 'centratura' finalmente sana non comincia a prender consistenza...

COMUNITA' ED EUCARISTIA
art. 19.1.1- l’Eucaristia e la comunità aiutano gradualmente i neocatecumeni a svuotarsi dei falsi concetti di sé e di Dio ed a scendere alla loro realtà di peccatori, bisognosi di conversione, riscoprendo la gratuità dell’amore di Cristo, che li perdona e li ama."
COM'E' POSSIBILE attribuire all'Eucaristia, mettendola sullo stesso piano della Comunità, qualcosa di tanto riduttivo e di tanto poi arbitrariamente e scorrettamente affermato e perseguito?
E' ben altra la funzione dell'Eucaristia, che innanzitutto è il VERO CULTO DA RENDERE A DIO, che è la primaria funzione della Chiesa, dalla quale discende tutto il resto... è per mezzo dell'Eucaristia che diviene operante per noi e per il mondo intero la Redenzione del Signore Gesù e riceviamo ogni bene escatologico e cioè anche tutte le Grazie necessarie per conoscerci meglio e diventare uomini e donne autentici, crescendo nella pienezza di Vita e sviluppando l'Immagine del Figlio di Dio in noi: a Lui 'configurati', come dice l'Apostolo Paolo...
Questo è il cristianesimo, altro è la scimmiottatura NC o addirittura eresia, nel senso che si prendono alcune cose e se ne escludono altre (ad esempio, si enfatizza la Risurrezione - che però, se rimaniamo inesorabilmente peccatori e davvero non veniamo trasformati dalla Grazia - non viviamo ma indossiamo luteranamente come un vestito. E parole come Redenzione, Espiazione, Grazia Santificante, non 'entrano' nel gergo né, conseguentemente, nello spirito degli adepti NC)
Invece, nel Cammino NC, un Rito sacro come la Santa e Divina Liturgia, viene arbitrariamente piegato alle esigenze della comunità, alla quale 'serve' e dalla quale è 'fatto' ("senza Assemblea non c'è Eucaristia", ripete l'iniziatore") e non è opera del Signore, immersi nel Suo Mistero...
A cosa serve, altrimenti - a parte tutte le altre storpiature e teologia distorta - la sfilza delle 'risonanze' dopo il vangelo, che interrompono il ritmo del rito distorcendone anche la funzione e corrispondono ad una sorta di pseudo-terapia di gruppo, mentre contribuiscono, insieme ai canti coinvolgenti, al ballo finale e al clima di festa e di allegria che non è l'unica forma della vera 'lode', a cementare e costruire la comunità?
Ed è la comunità, a sua volta, che ingloba e 'forma' le persone in base a modelli prefabbricati che creano una sorta di identità di gruppo e non corrispondono alla preziosa e irripetibile identità personale di ogni creatura di Dio...
Questo è il cammino e anche da questa frase dello statuto è deducibile... come può un cattolico aderire a qualcosa del genere? E sono 'approvati' e anche 'mandati'!
E Campobasso ci mostra cosa avviene e cosa avverà sempre più nelle diocesi!
Tornando al concetto di sé: dove sta scritto che tutti abbiano -secondo quanto affermato nello statuto- necessariamente dei "falsi concetti di sé e di Dio"? E' mai possibile che l'unico vero concetto di te e di Dio lo possiede il cammino e te lo scodelli 'prefabbricato' da Kiko?
Non è invece che, piuttosto che parlare di "falso concetto di sé e di Dio", che serve solo per affermare che la Chiesa fino ad oggi ha insegnato tutte cose sbagliate (se lo annotino i Sacri Pastori!), si tratta di una realtà che nessuno di noi possiede mai interamente e che va gradualmente scoperta e costruita -a partire dai punti fermi dalla Rivelazione Apostolica- attraverso un VERO cammino di Fede nella Chiesa con l'aiuto insostituibile della vita sacramentale 'sana', della preghiera, dell'Adorazione e delle relazioni 'sane' che ci aiutano a crescere come persone (oltre che come comunità), che il Signore salva e conosce "ad uno ad uno" e non "a grappolo", cioè comunità per comunità, come insegna il cammino?
La consapevolezza di sé e la 'conoscenza' di Dio (che è ben di più del 'concetto' perché nella Bibbia 'conoscere' è il verbo della relazione intima, sponsale, quella che il Signore VUOLE con ogni uomo che chiama in questo mondo) si sviluppano proprio grazie ad una autentica vita di Fede nella Chiesa e non attraverso 'metodi' o 'addestramenti' uguali per tutti, neanche fossimo dei robot!

lunedì 30 novembre 2009

Cammino neocatecumenale. Dove porta lo "svuotamento di sé"

L'argomento lo abbiamo introdotto nel thread precedente e diamo risalto a questo post, perché niente è più efficace di un'esperienza diretta:

"art. 19.1.1- l’Eucaristia e la comunità aiutano gradualmente i neocatecumeni a svuotarsi dei falsi concetti di sé e di Dio ed a scendere alla loro realtà di peccatori, bisognosi di conversione, riscoprendo la gratuità dell’amore di Cristo, che li perdona e li ama."
Quest'articolo è l'emblema dell'ambiguità del cnc. Potrebbe infatti, a un lettore distratto o solo ingenuo, sembrare cosa buona e giusta: scorgersi peccatori, bisognosi di conversione...Sembra richiamare quel 'rientrare in se stesso' del figliol prodigo, che poi è un'attitudine connaturale al cristiano il quale, guardando a Cristo, vuole imitarlo e conformare a Lui tutto di sé.
Lo svuotarsi di sé del cammino neocatecumenale è invece un'altra cosa, purtroppo. Significa che tu metti la tua vita nelle mani dei catechisti, col beneplacito e sotto gli occhi dei fratelli di comunità (compreso il presbitero, che soggiace agli stessi metodi e da "guida" diventa uno fra i tanti). Significa che tu lasci ai catechisti la libertà di prenderla la tua vita, e di guardarci dentro, in ogni angolo, senza pudore. Te la smontano la vita, e in essa il cuore, la mente, desideri, paure, ma anche interessi, competenze, cultura, e affetti, amicizie, amori. Tutto. Ti smontano la vita, ma non per cercarvi insieme a te la traccia di Dio, la bellezza speciale di Dio in te. Né per condurti verso orizzonti nuovi, più ampi e promettenti.
Ti smontano la vita per dirti che in essa non c'è nulla di buono, che è piena di demoni e idoli perversi. Che se vuoi 'l'alleanza con Cristo', devi fare il cammino. E cioè, devi resettare tutto e conformarti al cammino. Non esistono altre vocazioni. Tutto è finalizzato al cammino. Non a Cristo. Ma al cammino.
Passano gli anni. E ti accorgi che nel frattempo ti sei perso tutto. Amici, interessi, desideri, impegni. E ti sei perso soprattutto il senso di te, di quel che sei davanti a Dio e agli uomini. Senza aver neppure guadagnato un autentico senso del peccato. E' deserto di povertà. Ecco dove porta lo svuotamento del cammino neocatecumenale.
Jonathan
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Rimandiamo, per gli approfondimenti, al link nella colonna a sinistra in alto del blog: "Neocatecumenali. Senso del peccato e riconciliazione"
Considerazione collegata ai fatti di Campobasso-Boiano:
Finché il fenomeno restava circoscritto alle parrocchie in ordine sparso, pur non essendo meno grave, non era così 'distruttivo' dell'identità cattolica. Se il "nuovo corso" prevede l'invasione di intere diocesi - a questo stiamo assistendo -, la Chiesa continuerà ad essere minata dal suo interno, oltre che dalla 'deformazione' modernista, anche dal Cnc che ha caratteristiche sue proprie ed è di estrema invasività e il cattolicesimo autentico resterà 'custodito' solo da un "piccolo gregge", che il Signore continuerà a radunare tra chi ha occhi per vedere e orecchi per intendere... quanto zelo, destato dal forte senso di appartenenza e prassi manipolatorie nonché dai potenti mezzi economici che hanno a disposizione, potrebbe essere meglio orientato da Pastori sapienti in grado di vedere, correggere, guidare!

domenica 29 novembre 2009

Cammino neocatecumenale. Statuto e ripercussioni sulla pastorale diocesana

Cito dagli Statuti approvati lo scorso anno dal Pontificio Consiglio per i Laici:
- "§ 3. Il Cammino Neocatecumenale mirerà a promuovere nei suoi destinatari un maturo senso di appartenenza alla parrocchia e a suscitare rapporti di profonda comunione e collaborazione con tutti i fedeli e con le altre componenti della comunità parrocchiale" [purtroppo questo esiste solo sulla carta e non esiste un caso di integrazione del Cammino nc con la realtà Parrocchiale, salvo che non sia essa a diventare totalmente NC. Sottolineo che non era questo che intendeva il Papa, quando il 10 gennaio li ha invitati ad integrarsi nella pastorale ecclesiale...]
- "§ 2. Le catechesi iniziali e l’itinerario neocatecumenale si basano sui tre elementi fondamentali (“tripode”) della vita cristiana, messi in rilievo dal Concilio Vaticano II: Parola di Dio, Liturgia e Comunità (Cap. III)." [Questo cosiddetto "tripode" non è messo in rilievo dal concilio, ma è parte integrante della costruzione kicarmeniana che legge a modo suo l'intera rivelazione cristiana, rendendola 'spuria' con elementi sincertistici tratti dall'ebraismo e dal protestantesimo. Del resto, nella famosa e controversa nonché dissacratoria immagine della "trinità kikiana" [vedi link nella colonna sinistra in alto del blog], vediamo la discutibile, se non blasema, scritta: "Dios es Comunidad Liturgia, Palabra", come se la SS. Trinità potesse ridursi all'immanenza di un "metodo di iniziazione" e del suo cosiddetto "tripode" costitudivo, termine, a volte, riferito anche agli "iniziatori". E' un'avvisaglia dell'assolutizzazione del Cammino nc come "unico e irreformabile" sia nei contenuti catechetici, ora introdotti anche nelle pastorali diocesane senza essere mai stati approvati dalla Congregazione della Dottrina della Fede e, conseguentemente, senza mai essere stati pubblicati e, quindi, conosciuti da tutti i fedeli cattolici che dovrebbero aderirvi. Il fatto che DEBBANO essere resi pubblici dovrebbe essere obbligatorio sia perché siano conosciuti da vescovi e fedeli per quello che davvero sono e non per quello che enfaticamente e genericamente promettono. Del resto, né il Vangelo né il Catechismo della Chiesa Cattolica contengono elementi esoterici, Arcani conosciuti solo agli 'eletti', come praticato nel Cammino]
- "art. 19.1.1- l’Eucaristia e la comunità aiutano gradualmente i neocatecumeni a svuotarsi dei falsi concetti di sé e di Dio ed a scendere alla loro realtà di peccatori, bisognosi di conversione, riscoprendo la gratuità dell’amore di Cristo, che li perdona e li ama." [Da questo punto partiamo per un più articolato approfondimento, suscitato dalla nuova realtà pastorale della Diocesi di Campobasso-Boiano, della quale ci siamo occupati nei thread precedenti]
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A prescindere dalla affermazione falsa in linea di principio di dare per scontato che ognuno di coloro che accostano il cammino abbia un "falso concetto" di sé e di Dio, lo svuotamento dei falsi concetti di sè e di Dio, prevista nello statuto è la condizione preliminare per potere in seguito riempire le coscienze con i falsi concetti degli iniziatori.
La manipolazione delle coscienze prende diverse forme, destabilizzare, se non svuotare, la coscienza individuale, il senso di sè serve ad inculcare il modello kikiano, la sua visione della Chiesa, il suo progetto per la Chiesa, la sua "pseudoteologia". Dietro un'apparente libertà descritta già da Annarita, si trova questo indottrinamento.
Senza dubbio non tutti sono uguali, di fronte a questi meccanismi manipolatori, c'è chi sa conservare una protezione e distanza sufficiente per non essere totalmente condizionato. Ma tutti assorbiranno l'insegnamento difforme degli iniziatori, trasmesso fedelmente dai catechisti.
Senza dubbio ancora, per quel che riguarda gli adulti, possiamo dire che nessuno li obbliga ad entrare nel cammino, non c'è costrizione, ma il primo sì, o spesso il primo "no" che non si osa dire, alla fine della prima convivenza dopo il ciclo di catechesi, quando viene proposto di formare una comunità con gli altri presenti, segna l'entrata nel sistema con i meccanismi sovente descritti su questo blog.
La lettura dello Statuto mostra ad un occhio attento tutti i rischi di manipolazione, di pressione psicologica, è veramente sconcertante che ciò possa succedere nella Chiesa cattolica, che non ci sia nessun controllo esterno per verificare l'esecuzione pratica di questo "itinerario di formazione cattolica".
Per quel che riguarda i bambini (e qui ci sollecita la nuova pastorale diocesana di Campobasso-Boiano), sappiamo quanto e come i genitori siano per loro i primi modelli di riferimento, i bambini nel cnc assorbiranno naturalmente le convinzioni, il condizionamento dei loro genitori, autorità e modelli da imitare, a cui obbedire, salvo poi eventualmente a ribellarsi più tardi, con conseguenti drammi personali e famigliari . Ricordo che l'art.14 dello statuto prevede l'istruzione dei genitori per "trasmettere la fede" ai figli, che a 13 anni saranno "invitati (!) ad iniziare il cammino necoaetcumenale".
Per ritornare a Campobasso, quando il condizionameno è direttamente rivolto ai bambini, prede facili, "materiale " facilmente plasmabile, con metodi adattati alla loro età, è facile immaginare i risultati, il bambino si fida, si lascia coinvolgere, è curioso, è con altri bambini, nel caso di Campobasso è con la sua mamma, insomma tutto è fatto affinchè i contenuti voluti penetrino in quell'animo innocente.
I bambini di Campobasso, che saranno catechizzati dalle loro mamme, entreranno in un sistema, loro non lo sanno, sono incapaci di discernerne le difformità, sono senza difese, le mamme forse non se ne rendono conto, ancora, sono contente e forse anche orgogliose del loro nuovo ruolo e responsabilità, ma purtroppo sono anche ignare, sono purtroppo incapaci di scoprire gli errori, invece c'è chi sa perfettamente ciò che sta facendo, perchè e per chi lo sta facendo.
Metodi coinvolgenti e accattivanti che creano le condizioni ideali per far passare il messaggio-contenuto voluto, condizionando mente e psiche, metodi che mascherano altri fini.
Poi possiamo anche sperare, anzi essere sicuri, che non tutte le mamme, con le loro famiglie, entrino nel cnc, ma l'insegnamento trasmesso sarà stato quello e non un altro.

venerdì 27 novembre 2009

Cammino Neocatecumenale. Punto della situazione


La pagina precedente è satura di molti post e ci ha consentito un interessante percorso. Credo sia opportuno riprendere il discorso dalle seguenti conclusioni di Emma, che mi danno l'opportunità di esprimere anche altre riflessioni, oltre che alcune precisazioni sul problema sollevato, consistente nella fagocitazione della pastorale di una intera diocesi da parte del Cammino NC, su cosa questa evoluzione della situazione rappresenta per la Chiesa e nella Chiesa e per i fedeli e, infine, sulle nostre motivazioni nonché sul nostro atteggiamento e comportamento.

"Ormai ci è noto che il Cammino NC è veramente una chiesa nella Chiesa! Una chiesa che ha la sua struttura, la sua gerarchia, il suo "pastore" (vedi foto a lato), le sue catechesi e la sua "liturgia". Sarebbe comunque più che interessante sapere se le persone che hanno scritto a mic, descrivendo la situazione a Campobasso, hanno potuto porre le loro domande a chi di dovere e se hanno ricevuto risposta!
Vorrei veramente conoscere il contenuto di quelle risposte, vorrei vedere come il vescovo giustifica la sua decisione di adottare il metodo neocatecumenale.
Sappiamo quanto il linguaggio sia essenziale, sappiamo quanto e come veicola contenuti fondamentali. In questo caso riconosciamo il linguaggio necoatecumenale, lo riconosciamo noi che quel linguaggio lo abbiamo ascoltato, letto, sappiamo le storture e le deviazioni dalla retta dottrina che quel linguaggio veicola, anche talvolta in modo sottile, inserendo l'errore in mezzo ad un'apparente "conformità". È possibile che il vescovo non ne sia reso conto? O è una sua decisione consapevole?"
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Le immagini che abbiamo inserito sono emblematiche, anch'esse hanno il loro "linguaggio" inequivocabile perché "parlano" direttamente della realtà che rappresentano, della quale abbiamo imparato a riconoscere anche i più reconditi e ben custoditi, ad intra, significati. La prima, in alto, riproduce il "clima" e i simboli della esclusiva (nel senso che esclude da essa chiunque non sia neocat, a meno che non siano vescovi in visita ad limina) Domus Galileae, come doviziosamente documentato nel sito al quale vi rimandiamo).
Tornando a Campobasso e alla decisione del Vescovo, posso rispondere ad Emma che mi risulta da fonti dirette e attendibili, che essa è stata presa d'intesa con le componenti del Cammino, presenti nella sua diocesi, che lo hanno 'convinto' della assoluta bontà del loro "pacchetto-iniziazione chiavi in mano". Tra le sue analisi e motivazioni della deficitaria situazione pastorale della diocesi, riconosciamo stile e parole delle feroci critiche che il cammino rivolge alla Chiesa e con le quali giustifica (non apertamente, s'intende) la sua "sostituzione" ad essa. Tra queste critiche qualche elemento di verità c'è, ma esso viene assolutizzato ad usum cammini, che viene proposto e spesso accolto come il miglior rimedio. Ed invece, alla resa dei conti e per i motivi ormai ben noti, esso si rivela come il peggiore dei mali.
Quanto ai fedeli ed ai parroci della diocesi, è ovvio che i neocat plaudano al vescovo; gli altri, invece, hanno espresso riserve e resistenze, delle quali -com'è ormai regola- non è stato tenuto alcun conto. Le preoccupazioni (vedi lettera pubblicata nel thread precedente), adeguatamente motivate, sono state espresse anche in Vaticano, con l'effetto dell'assordante silenzio al quale ormai siamo abituati anche noi. Del resto, il vescovo è arbitro e domino nella sua diocesi e quindi nessuno può contestare le sue decisioni. Oltrettutto, direttivo com'è, ha il polso per imporle e renderle eseguibili senza condizioni e discussioni e ci sono molti parroci e fedeli che soffrono per l'ineluttabilità del cambiamento imposto che, purtroppo, sappiamo in che direzione conduce.
Di nuovo e preoccupante in linea generale c'è il documento della CEI citato nel piano pastorale, che sancisce i cambiamenti in atto. Ho notato, tuttavia, che alcune diocesi li hanno adottati cum grano salis.
Veniamo ora al nostro atteggiamento, comportamento e, sì, anche linguaggio, che desideriamo diventi connaturale ai nostri interventi. Ovviamente nulla è cambiato nelle nostre motivazioni di corretta informazione e di confronto delle 'storture' neocat che conosciamo, man mano che continuano ad evidenziarsi immutate, con il 'Depositum Fidei' Apostolico e il Magistero Cattolico che lo custodisce.
Veniamo ora al nostro 'linguaggio' e al nostro 'stile' di comunicazione, che ritengo essenziali perché la comunicazione stessa sia serena, chiara, efficace ed il 'messaggio' di cui siamo portatori passi senza incontrare resistenze che, credo, sorgano inevitabili se ci poniamo nella veste di "fustigatori" usando toni giustizialisti, che spesso ci stanno tutti, ma vanno bene per un discorso "Apologetico" -che non è il nostro- non sono funzionali a questo strumento e a questo 'luogo' di informazione, comunicazione e scambio di idee. Possiamo e dobbiamo criticare, ne abbiamo diritto e anche dovere perché sono messi in discussione i fondamenti della nostra Fede; ma non possiamo farlo se non con il garbo ed il rispetto dovuto a chi ha la funzione decisionale e di governo che non è la nostra. Possiamo fungere da stimolo se questa non viene esercitata, ma altro non possiamo se non continuare a non tacere su quel che vediamo e pensiamo come frutto del nostro discernimento nella Chiesa, ma prendendo atto del nostro limite, confidando nel Signore nonostante esso, perché è solo da esso e accettandolo che possiamo procedere, condotti per mano da Lui tappa dopo trappa di questo impegnativo ma anche fruttuoso percorso... in realtà è un vero e proprio percorso di approfondimento della nostra Fede e delle sue ragioni e delle sue ricchezze, espresse e condivise, che da tre anni a questa parte ha riempito le nostre esperienze quotidiane e ci ha portati fin qui e devo dire con gioia e gratitudine nei confronti del Signore che molto dentro di me, proprio in interiore homine, riversandosi sul mio vissuto, è cambiato e si è maggiormente radicato in Lui da quell'inizio. Sono convinta che è così per tutti noi, perché è lo stesso spirito e le stesse motivazioni che ci animano. Ben arrivati fin qui e buon proseguimento, nel Signore e nella Verità con Carità, e per questo è Lui che supplichiamo...