venerdì 21 luglio 2017

Macché cattolici! I neocatecumenali sono indistinguibili dai protestanti!

"Prima Comunione" neocatecumenale
Negli anni passati più volte nelle pagine del blog è stato dimostrato come moltissimi aspetti del neocatecumenalismo (per la verità quasi tutti) siano pesantemente ripresi dalle abitudini e dalla predicazione protestante.
Ad esempio, l'abitudine di ballare e cantare in piazza abbinandoci una specie di "predicazione" con l'intento (fallito in partenza) di catturare i passanti, è tipicamente luterana - ne parlammo nel post "Piccolo quiz per i nostri lettori" - ; molti concetti della predicazione kikiana contengono per la maggior parte elementi della teologia protestante - si veda ad esempio l'autoannuncio di Quaresima 2017 , o la perniciosa dottrina della "sola gratia" neocatecumenale - e, come se non bastasse, la liturgia neocatecumenalizia è ripresa per la gran parte dalla Santa Cena protestante - si vedano le agghiaccianti fotografie di una santa cena e le analogie con salette e pagnotte kikiane...

Le commistioni fra neocatecumenali e protestanti sono talmente evidenti a chi non abbia deciso di cucirsi pezze sugli occhi e foderarsi le orecchie, che qualsiasi cattolico, animato di un pizzico di onestà intellettuale, senza particolare istruzione può giungere alla conclusione che i neocatecumenali evidentemente non sono cattolici. Probabilmente l'assoluta maggioranza di essi è in questa situazione di scisma e di eresia in completa buona fede, e sicuramente ci saranno ottime intenzioni dietro l'adesione alla setta eretica neocatecumenale. Di sicuro gioca un ruolo importante nella diffusione del kikismo l'aver conquistato la fiducia - mal riposta purtroppo - di diversi Papi, e di aver comprato il consenso di Vescovi e Cardinali pigri e/o compiacenti. Tuttavia per diversi principi della Chiesa non asserviti al pensiero comune (come Mons. Schneider, per esempio, o il Card. Burke, l'Arcivescovo Byrnes, i vescovi del Giappone, Mons. Villegas, e molti altri...), il settarismo e l'adesione a pratiche e insegnamenti formalmente eretici sono a dir poco evidenti.

Ce ne danno una ulteriore dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, i video reperiti su internet dalla lettrice del blog che si firma Annalisa. Guardare per credere! Di seguito il commento di Annalisa:
«Ogni volta che guardo una "Cena del Signore" di origine PROTESTANTE-LUTERANA rimango stupita delle similitudini con la CENA celebrata dal Cammino:
- CHIESA EVANGELICA

(notate in particolare al minuto 2:00 lo spezzare della pagnotta, cosa ancora più evidente al minuto 3:25 e 5:40)
- CHIESA BATTISTA

(notate in particolare al minuto 1:36 come i "ministranti" laici passano a distribuire le pagnotte spezzate alle persone che stanno al loro posto)
Mi sembra sempre più evidente che la religione professata da Kiko è solo un minestrone di sincretismo tra LUTERANESIMO, EBRAISMO e GNOSTICISMO.
Anche le risonanze e le "catechesi" dei laici (ossia le lunghe ambientali-omelie dei catechisti) durante la celebrazione della "Cena del Signore" sono tipiche dei protestanti.
Ricordo ai neocatecumenali che la differenza tra la Chiesa Cattolica e tutte queste altre chiese è il fatto che loro non credono come noi nella presenza reale di Gesù Cristo nel Pane e nel Vino consacrati, e che per loro è solo un rivivere l'evento simbolico dell'Ultima Cena.
Annalisa»
Un solo appunto facciamo alla considerazione chiara e limpida di Annalisa, ovvero che i protestanti (e Kiko lo sa benissimo) per la maggior parte credono alla presenza reale, o meglio i luterani e i riformati non negano la presenza reale di Cristo nelle sacre specie, ma considerano tale presenza solo "un mezzo per un fine" che dovrebbe "condurti" da qualche parte (transfinalizzazione) o in altri casi un sottolineare un qualche "significato" da portare avanti, quindi un "cambiamento di segno" più che una realtà (transignificazione), oppure ancora predicano la consustanziazione (coesistenza della sostanza della specie e di quella di Cristo) che si esaurirebbe al termine della liturgia - e infatti ritengono che il Signore non vorrebbe essere "prigioniero del Tabernacolo" che aborriscono.

Insomma, tutta la predicazione e la prassi neocat rimandano ai luterani, agli evangelici, o addirittura ai battisti e ai calvinisti.

Ma che cattolici e cattolici! I neocatecumenali sono gli adepti di una nuova religione sincretica gnostica, cristiana e giudaica!

mercoledì 19 luglio 2017

Il Concerto della "SPADA" (di Damocle, e che pende su Kiko)

"La sofferenza degli innocenti" è già stata rappresentata in tutto il mondo (centinaia di Rabbini la hanno ascoltata ai quattro angoli della terra): a Gerusalemme, Betlemme, Parigi, ad Auschwitz davanti alla Porta della Morte, all’Opera di Budapest, alla Boston Symphony Hall, al Lincoln Center di New York, alla Chicago Orchestra Hall, in Giappone a Fukushima, alla Suntory Hall di Tokyo, a Roma nell’Aula Paolo VI della Città del Vaticano).

Ma scusa Kiko, non faceva un caldo bestiale a Trieste, che fai con la tua inseparabile, fedele sciarpa?
E poi, lo dico subito, siamo alla follia megalomane, ormai fuori controllo.


"Stola nera Argüello" (Trieste, 25-06-2017)

Kiko dice:
«Il Signore mi ha ispirato di fare una celebrazione sinfonico-catechetica, non solo si tratta di sentire una musica... Canteremo Shema' Israel» (vedi più avanti Piccola parentesi) e, tutto orgoglioso, ci ragguaglia sul fatto che centinaia di Rabbini, emozionandosi profondamente, lo hanno cantato insieme a loro!

Continua:
«Siamo spettatori dell'agire di Dio» e, come sempre, conclude: «Dio ci precede con eventi...»

Orribile da dire, ma è terribilmente fastidioso sentirlo comandare Dio a bacchetta, con le sue inconfutabili affermazioni, che non lasciano spazio al dubbio.
E noi, senza essere stati interpellati da nessuno, ci intromettiamo in tanta ostentata sicurezza e spudorata insolenza e proviamo a distinguere, per favore, l'agire di Dio, che riguarda anche noi, dall'agire di Kiko.

Kiko ripete spesso di essere un miserabile, un peccatore, ma della santa umiltà non conosce neanche l'ombra.

Follia megalomane, ormai fuori controllo, appunto.

Gli preme sottolineare che, grazie a lui, il mondo ebraico si è avvicinato portentosamente alla Chiesa di Roma, non dimentichiamo la auto-dedica del suo santino, che si è scritta da solo e che rimettiamo in evidenza, per la centesima volta.
Leggiamo e non crediamo ai nostri occhi!

Santino di SanKiko con auto-investitura
Ma se Kiko pensa di prenderci per i fondelli e per stanchezza, può toglierselo dalla testa: quando lui parla noi lo ascoltiamo, ma senza spegnere i nostri cervelli! E lo ribattiamo, colpo su colpo.
Kiko racconta che un Rabbino ebreo, profondamente colpito dalla Sinfonia del "Sufrimiento",  gli ha raccontato di due  Chassidim. Dice l'uno all'altro: "Boris, tu mi vuoi bene? Sai tu quello che mi fa soffrire?"; "Perché? come puoi dire che mi vuoi bene, se non sai quello che mi fa soffrire?".
Kiko soggiunge: «Questo per dire che loro, gli ebrei, hanno sentito che noi capiamo profondamente il soffrire del popolo ebraico. E questo lo ha fatto Dio, non noi!» (rieccolo che si permette di attribuire a Dio ogni cosa che gli passa per la testa). Amicizia vera con i nostri fratelli maggiori, come Giovanni Paolo II ha definito, per la prima volta, gli ebrei: i nostri «fratelli maggiori».

Kiko ama vestire i panni del profeta degli ultimi giorni e, dunque, si spaccia per l'inviato per convertire gli ebrei che, finalmente, grazie a lui riconoscano miracolosamente, in Cristo, il Messia tanto atteso.

Tutto è preceduto da una "Celebrazione della Parola", il filo conduttore è "La Spada".

Prima lettura dal profeta Ezechiele (Ez 22,1.7-12; 21,14-22)

Dice Kiko: «Profetica, molto attuale: si chiama "Spada".
Il profeta enumera i peccati terribili del popolo di Israele, dopo questo elenco chiama la Spada per uccidere e per castigare, una profezia che si compirà con Nabuccodonosor, fino all'esilio. Ma la Parola di Dio è sempre perfetta, vuole dire che in tutte queste Nazioni, dove ci sono questa quantità di assassinati, di peccati orribili, come è stata la shoah, verrà la Spada. Che significa? Una guerra mondiale?» (sì, è proprio ciò che ha detto Kiko, potete verificare nel video indicato sopra)

Kiko vuole concludere che così, in questa generazione, piomberà la SPADA per i peccati abominevoli delle Nazioni, lontane da Dio.

Mi soffermo un attimo sulla Parola, per far notare il taglio che ad essa è stato dato.

Io vorrei consigliare a Kiko - e a Stefano Gennarini che l'ha proclamata - di andare a leggere e meditare i passi della scrittura, che hanno arbitrariamente bypassato.
(In realtà, se osservate bene il video, noterete la grande difficoltà di Gennarini che, per saltellare su e giù da un versetto all'altro, non si raccapezza tra il foglietto da consultare  e la Bibbia che ha davanti!)
Ma cosa attuano così, i due marpioni?
Fanno quello di cui SEMPRE hanno accusato chi li ha colti in fallo, i due marrani:
ESTRAPOLARE FRASI DAL CONTESTO, STRAVOLGENDO COMPLETAMENTE IL SENSO.

La Parola di Dio è perfetta - ancora oggi si compie tutta - ha detto Kiko, ma io gli ricordo che il Signore dice: "Finché il cielo e la terra non passeranno, neppure un iota, o un solo apice della legge passerà." (Mt 5:18).

Noi a lui ricordiamo l'Epilogo dell'Apocalisse di San Giovanni Apostolo:
[18] Dichiaro a chiunque ascolta le parole profetiche di questo libro: a chi vi aggiungerà qualche cosa, Dio gli farà cadere addosso i flagelli descritti in questo libro; [19] e chi toglierà qualche parola di questo libro profetico, Dio lo priverà dell'albero della vita e della città santa, descritti in questo libro.

Mettiamo in evidenza i versetti che sono stati omessi: dal taglio stesso, dato alla parola del Profeta - poichè Kiko ha scelto i passi che confermassero quanto voleva trasmettere, andando avanti e indietro dal capitolo 21 al  22 - coglieremo qualcosa di molto interessante.

Kiko applica questa profezia a una visione di punizione divina, che si abbatte sulle Nazioni per i suoi abomini e peccati, come oggi avviene nel mondo.
Ma, se si legge il passo di Ezechiele, si scopre che è rivolto tutto al suo popolo, in quanto suo popolo, non ai peccati di chi non teme Dio e non lo conosce.
  
Partendo dal versetto 4: "...ti sei contaminata con gli idoli che hai fabbricato: hai affrettato il tuo giorno, sei giunta al termine dei tuoi anni. Ti renderò perciò l’obbrobrio dei popoli... o città disonorata e piena di disordini. 6Ecco in te i prìncipi d’Israele, ognuno secondo il suo potere, intenti a spargere sangue... 15 ti disperderò fra le nazioni». (Ez 22)

E dal capitolo 21, laddove si rivolge a "chi sta in alto", ossia a colui a cui "più è stato dato", leggiamo:
30A te, malfattore infame, principe d’Israele, il cui giorno è venuto, al colmo della tua iniquità, 31così dice il Signore Dio: Deponi il turbante e togliti la corona; tutto sarà cambiato: ciò che è basso sarà elevato e ciò che è alto sarà abbassato" (Kiko, togliti e deponi la tua sciarpa)

E dal capitolo 22:
24«Figlio dell’uomo, di’ a Gerusalemme: Tu sei una terra non purificata, non lavata da pioggia in un giorno di tempesta. 25Dentro di essa infatti i suoi prìncipi, come un leone ruggente che sbrana la preda, divorano la gente, s’impadroniscono di tesori e ricchezze, moltiplicano le vedove in mezzo ad essa. 26I suoi sacerdoti violano la mia legge, profanano le mie cose sante. Non fanno distinzione fra il sacro e il profano, non insegnano a distinguere fra puro e impuro, non osservano i miei sabati e io sono profanato in mezzo a loro. 27I suoi capi in mezzo ad essa sono come lupi che dilaniano la preda, versano il sangue, fanno perire la gente per turpi guadagni. 
 28I suoi profeti hanno come intonacato con fango tutti questi delitti con false visioni e vaticini bugiardi e vanno dicendo: Così parla il Signore Dio, mentre invece il Signore non ha parlato.

Questa dell'aver "come intonacato con fango" tutti i delitti enumerati, utilizzando, come fango, appunto, le "false visioni e vaticini bugiardi" mentre vanno blaterando che "Così parla il Signore Dio, mentre invece il Signore non ha parlato", è una perla inestimabile, tutta dedicata a Kiko, un dono di Dio che ci conforta.

Povera Parola di Dio, così orribilmente mutilata!

Hai ragione, Kiko, quando dici che la Parola di Dio è perfetta e si compie, su questa speranza vivono i poveri, ma la Parola come essa è, tutta intera, non come tu la tagli e ritagli e strumentalizzi ai tuoi fini, caro Kiko, ricordalo!  
Per cui, guai a te!

Ti intrigava quella "spada"? Ti ha entusiasmato Ezechiele, nella tua potente ispirazione artistica del potente tuo cammino? 
Hai collegato con la spada che ha trapassato l'anima di Maria, e di tutte le madri straziate di Israele ma, a parte quello che abbiamo segnalato, avresti fatto bene, ancor prima, a leggere tutto il capitolo 20 di Ezechiele, che inquadra perfettamente l'obiettivo della punizione per cui Dio manderà la tua amata "spada"... e forse avresti scelto un diverso brano della Scrittura.

Così, invece, ti sei fatto una splendida auto-profezia.

Ed è allora una vera spada di Damocle quella che ora ti pende tra capo e collo, Kiko, grande principe d'Israele, profeta intonacatore col "fango" delle tue menzogne!

Andiamo avanti.

Kiko legge la sua solita monizione al Concertone:
«Carissimi fratelli, come pretendere di fare musica, sarà la mia presunzione? La mia vanità? Sia come sia. non lasciare mai di fare il bene per paura della vanità perché questo viene dal demonio, mi disse una volta un anziano sacerdote.»
Siamo di nuovo all'espressione che ritorna, sulle labbra di Kiko, ogni volta che fa un dipinto, presenta un suo libro o legge la solita introduzione al Concertone.
Ogni volta che compie, insomma, "le sue opere di bene".

Ma perchè ti affanni a giustificare il tuo operato? Chi ti chiede di giustificarti? Hai forse da nascondere qualcosa?
Già i latini insegnavano: excusatio non petita, accusatio manifesta.

Anche san Girolamo, nell'Epistola 4, ci ricorda: "dum excusare credis, accusas" (mentre credi di scusarti, ti accusi).
Questo già ti inchioda, abbastanza, direi. Eppure tu continui:
«Fare il bene. È un bene tentare di comporre musica? Vi presento una piccola composizione musicale, che vorrei fosse celebrativa e direi anche catechetica sulla sofferenza degli innocenti, sulla sofferenza della Vergine Maria, della Madonna, forse che la musica riesce a dire qualcosa di più profondo su un tema così importante: la sofferenza degli innocenti.»
Kiko ancora si chiede: "è un bene...?" Già vorremmo rispondere, per semplificare: NO. Ovvio, poiché non rientra nè tra le Opere di Misericordia Spirituale, nè tra quelle di Misericordia Corporale, a te tanto invise, se pure ne conosci l'esistenza.

Ma vogliamo fargli una concessione: l'anziano Sacerdote, che evidentemente Kiko riconosce come guida spirituale (cosa che da sola sarebbe già una grande notizia), gli ha dato un indirizzo certo nel discernimento del suo operare quando, per timore della vanagloria, Kiko vorrebbe desistere dal compiere "un bene" che potrebbe dargli lustro e gloria.
Tentare di comporre musica è un bene?
Kiko pone l'interrogativo e lo lascia lì, aperto; tanto si sa che se Kiko ha deciso di fare il compositore, la Sinfonia ci sarà, come c'è stata.
Ma rileva ancor più quello che Kiko sempre ripete, quando racconta la sua esperienza, ossia che Dio ha fatto una storia con lui in funzione nostra - novello san Paolo egli non vive per se stesso - dunque Kiko avrebbe dovuto usare lo stesso metro con le persone che, a sua volta, conduce.

Ma poi, ricordando la nostra esperienza e richiamando tante testimonianze, dobbiamo dire che, se qualcuno, dentro il Cammino, intraprende qualche "opera" non viene tranquillizzato con il "non lasciare di compiere il bene a causa della vanagloria!".
E parliamo di vere opere di bene, che vengono puntualmente scoraggiate, sconsigliate perché secondo i cosiddetti "catechisti" del Cammino servirebbero solo a nutrire l'orgoglio, a far crescere l'ego, e così finirebbero, piuttosto, per convincere il povero camminante di essere migliore degli altri e giudicare.
Ripeto, parliamo di opere di bene, come tante volte abbiamo raccontato dal volontariato, alle adozioni difficili, al soccorso ai poveri, cose tutte bandite dal cammino.

Cosa sono, al confronto, le opere in cui Kiko si affatica per fare del bene?
Che la predicazione di Kiko è falsa lo conferma il fatto che, da un lato, non una delle cose che insegna egli mette in pratica, quando tocca a lui; dall'altro, quello che egli sperimenta vero nella sua esperienza, che (a suo dire) Dio gli fa vivere per noi, non lo ritiene trasferibile agli altri.
Kiko afferma:
«Il filosofo Sartre ha detto: "guai a colui che il dito di Dio schiaccerà contro il muro".E Nietzsche dice "se Dio esiste e non aiuta coloro che soffrono è un mostro e se non può aiutarli, non è Dio, non esiste" essere schiacciati contro il muro, uomini buttati per strada, morti di freddo, bambini abbandonati raccolti in orfanotrofi di orrore tante volte violentati abusati, quella donna con la malattia del Parkinson abbandonata dal marito che ho conosciuto in quella borgata che il figlio malato di mente picchiava con un bastone. Sono rimasto sconvolto davanti a Gesù morto in croce presente in lei e in tanti altri e altri.

Così Kiko ha trovato e ha lasciato i poveri!
Sapete che io sono andato a vivere lì e mi sono trovato con la sofferenza degli innocenti che mi ha sconvolto la vita. Allora ho lasciato l'arte, ho lasciato la mia vita, ho lasciato tutte le mostre che abbiamo fatto, tutto, e me ne sono andato a vivere con i poveri. Pensando: "Dio quando viene, nella sua seconda venuta, vorrei che mi trovi in ginocchio davanti alla sofferenza degli innocenti!". Gli innocenti sono quelli che sono vittime dei peccati degli altri, questa povera donna che suo figlio la menava con un bastone tutti i giorni, perché? Che ha fatto? E perché non io?»
Ma davvero? Kiko avrebbe lasciato l'arte? No, Kiko ha lasciato i poveri.
E' tornato all'arte alla grande, e ora va a gonfie vele!

Grazie al Cammino ha trovato un palcoscenico eccezionale, invece che solo pittore, oggi è anche poeta, compositore, architetto...e chi glielo doveva dire, a uno come lui?
Infatti ognuno può concludere, da solo, quale sarebbe stata la fama di "Artista" di Kiko, se non ci fosse stato il Cammino Neocatecumenale!

Egli, dunque, "rinunciando a tutto", ha scelto di andare a vivere con i poveri, per farsi trovare, addirittura, in ginocchio ai loro piedi nel giorno del giudizio.

Cosa ne ha fatto dei suoi santi propositi? Delle sue divine ispirazioni?
Bisogna riflettere, dunque, su come si è comportato nel Cammino con i poveri, e su come si comportano, davanti al suo pessimo esempio, i cosiddetti "catechisti itineranti" del Cammino.

Tante esperienze e testimonianze sono già presenti in questo blog e altrove, ma noi speriamo di raccoglierne ancora, nel nostro dichiarato impegno di de-canonizzazione, condiviso da tanti che, come noi, sono atterriti alla sola idea che Kiko e Carmen possano, un giorno, raggiungere entrambi gli onori degli altari.

Parla ancora Kiko:
Quanta gente uomini ubriachi quante violenze. Di fronte a questa sofferenza, che fare? [sospira].
Di fronte a questa sofferenza... Che mistero è la sofferenza di tanti innocenti che portano su di sé i peccati di altri, incesto, una violenza inaudita, nella zona di Napoli la televisione ha detto trecentomila incesti, non vi dico in tutta Europa.  E quella fila di donne e bambini nudi verso la camera a gas e un guardiano che nel suo cuore sentiva una voce che gli diceva: "mettiti nella fila e va con loro alla morte" e non sapeva da dove gli veniva. Questo è storico un nazista che ha scritto un libro...Chi mi spiegherà questo? Vedeva l'orrore che stavano facendo che posso fare per loro? Ha sentito dentro di se questa voce... Spogliati e... entra con loro nella camere a gas! e questo non lo ha fatto, ma lo ha sconvolto e nel libro dice ancora nessuno mi ha spiegato perché ho sentito questo. Ma noi lo sappiamo, questo lo ha fatto il padre Kolbe, Gesù Cristo è la risposta perché ci dicono che dopo Auschwitz non si può più credere in Dio, hanno detto dopo gli orrori poiché la vita è una mostruosità e si uccide e voi sapete la statistica ogni minuto si uccide una persona sulla terra, nella statistica certa, non vi dico la quantità di suicidi in Europa e dei giovani. Se la vita è una mostruosità non c'è amore nella vita. Però se un uomo liberamente si spoglia e entra con te nella morte, una morte assurda c'è l'amore, c'è Dio nel mondo, questa è la nostra missione, la missione dei cristiani, non solamente nel sociale... una missione escatologica, molto più profonda. [sospira]
Dicono che dopo l'orrore di Auschwitz? No, non è vero... Dio si è fatto uomo per prendersi lui tutta la sofferenza degli innocenti, è lui innocente totale, l'Agnello condotto al macello, senza aprire bocca, colui che porta su di sé i peccati di tutti. In questa piccola opera si vede la Vergine Maria sottomessa allo scandalo della sofferenza degli innocenti nella sua propria carne, nella carne del suo proprio figlio "ahi che dolore", mentre una spada attraversa la sua anima... vorremmo celebrare insieme con questa sinfonia quando un angelo sostenne la Vergine, come Gesù nell'orto degli ulivi quando un angelo lo sostenne a bere il calice preparato per tutti i peccatori. Vorremmo contemplare e sostenere la Vergine che accetta questa "spada" che secondo il profeta Ezechiele Dio ha preparato per i peccati del suo popolo e che ora attraversa l'anima di questa povera donna, Maria, madre di Dio, Santa Theotokos tu sei la Madre di Dio... e Madre nostra canteremo tutti con te Shema' Israel.
Piccola parentesi.
Qualcuno dovrebbe ricordare a Kiko che sarebbe corretto da parte sua precisare che lo Shema' Neocatecumenale è un canto che ha composto, tanti e tanti anni fa, l'itinerante Giorgio Filippucci, responsabile della Regione Umbria, morto giovane all'improvviso mentre celebrava le lodi, a causa di un infarto, lasciando la moglie Lucia incinta dell'undicesimo figlio.

Giorgio era ingegnere, Kiko lo accusava sempre dicendo che egli si riteneva più intelligente di lui, perché era un "catechista" neocatecumenale pieno di zelo e di iniziative... ma si sa, le iniziative nel cammino possono essere solo quelle decise dai vertici!
E poi, che significa il fatto che Kiko spesso ripeteva, e non solo a Giorgio: "Tu pensi di essere più intelligente di me!"?
Il canto dello Shema' composto da Filippucci, però, è piaciuto troppo a Kiko, forse è uno dei canti più particolari del cammino, per cui Kiko se ne è appropriato, lo porta nei suoi Concertoni - è senz'altro il punto forte di attrazione per gli ebrei - non citando mai il vero autore.
Kiko è molto bravo a seppellire e cancellare i morti e, a volte, con loro seppellisce anche i vivi, i migliori sempre, nell'un caso e nell'altro.
Non lo ho mai visto piangere, in realtà, per la morte di qualcuno di questi, che pure a lui hanno dedicato la loro vita, con profonda abnegazione.
Chiusa parentesi.

Nella vita ci si imbatte, in ogni ambiente, in furbi e prepotenti che approfittano dei deboli e dei piccoli, in tante forme vittime dei loro peccati.
Kiko lo ha detto!
Ma si percepisce, nel suo esporre, un certo imbarazzo malcelato.
La menzogna pesa, anche ad un bugiardo patentato come lui, abituato a tutto.
Troppo diverso egli è nelle sue vere vesti, lui e i suoi degni scagnozzi, che tanto bene hanno imparato la lezione dal loro illustre maestro.
Perchè Kiko non ci racconta, dopo quella ispirazione, cosa ha fatto della sua vocazione per i poveri?
Così, come Carmen è passata dalla profonda devozione per il raccoglimento e la comunione quotidiana, a cui per nulla al mondo avrebbe rinunciato, al fulgore della Pasqua che trascina, secondo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II fatta a modo suo; Kiko è passato dai poveri (ai quali aveva votato la sua vita, rinunciando a tutto) alla costruzione di un impero di cui lui è il capo assoluto, innalzando continuamente monumenti alla sua immortalità e alla sua imperitura fama, gestendo un gigantesco fiume di denaro di cui mai è sazio.

Quello che più grida vendetta è che compone una Sinfonia sulla sofferenza degli innocenti, che sono coloro che patiscono ingiustamente per i peccati degli altri, proprio Kiko che nel suo cammino non lascia alla giustizia alcuno spazio.
Abbiamo visto quale parola Kiko riserva per sè: non lasciare mai di fare il bene per paura della vanità perché questo viene dal demonio, e ora vediamo le parole che riserva nel cammino ai poveri, agli innocenti vittime di abusi, angherie o violenze.

Ecco qui sotto elencate alcune parole che Kiko aveva per loro: facciamo solo una sintesi (fatti concreti ne abbiamo raccontati e ne racconteremo), vogliamo solo portare alla luce la gigantesca ipocrisia del nostro autonominato iniziatore, ci bastano solo un paio di aspetti.

A chi denunciava al "Tripode" Kiko-Carmen-Pezzi fatti gravissimi, che richiedevano la difesa dei più piccoli di fronte alla violenza e prevaricazione di chi, tante volte, approfittava proprio del suo ruolo di comando nel cammino,
Kiko rispondeva:
1. «Il nevrotico è colui che si identifica con la sofferenza dell'altro: tu non accetti vedere soffrire? Sei un nevrotico. Non sei adatto per itinerante»
2. «Perché denunci queste cose? Tu cerchi la giustizia? Ma dietro ogni richiesta di giustizia c'è il demonio!»
In un capovolgimento totale, il perfido Kiko riusciva a ribaltare la realtà, completamente, giocoliere e incantatore, per cui il demonio abitava negli innocenti e in coloro (pochissimi in verità) che avevano il coraggio di farsi portatori delle loro ragioni, mentre la grazia, intesa a modo loro, abitava negli oppressori e violentatori che, avendo scoperto l'abisso dei loro peccati, potevano convertirsi alla predicazione del prossimo "kerygma", che il profeta Kiko avrebbe urlato dal leggìo brandendo la sua croce e indossando la sua sciarpa-stola nera, e ricevere lo Spirito Santo.

Una cosa mancava alla fine, sempre, il perdono della vittima - SI UMILIASSERO O NON SI UMILIASSERO I CARNEFICI POCO IMPORTA -... Quanti piccoli piegati sotto questo giogo crudele, implacabile, brandito da un lato da Kiko e Carmen, spettatore padre Mario, dall'altro dalla equipe itinerante del posto del misfatto, il povero o si piegava, sfinito, o se ne andava via, fuori dal recinto, gettato per terra, sanguinante, impazzito.

Delle due l'una: o Kiko ha mentito (ossia non è vero quello che racconta, della sua divina chiamata tra i poveri, e ha copiato da qualche memorabile vita di santi la sua finta vocazione, per rendersi canonizzabile), oppure ha tradito la sua prima chiamata, come ha fatto Sora Carmen.

Ecco la famosa "inversione ad U" della vera "metanoia", una conversione che avviene al contrario, fino a quando Kiko e Carmen non si sono comodamente sistemati nella vita che a loro piaceva fare.
Cosa piaceva fare?
Godere di tutto, togliersi ogni sfizio e ogni desiderio, comandare e spadroneggiare a tutto campo, fare la bella vita a spese del prossimo.

Come non concludere come abbiamo iniziato? 
Dulcis in fundo, ecco il Simpatico Commiato dell'arcivescovo Crepaldi:
«Termina qui questo straordinario incontro che abbiamo fatto e io voglio ringraziare di cuore prima di tutto il Signore che ci ha risparmiato i fulmini e i temporali, avevo tanta paura che andasse a finir male, ma il Signore ci ha aiutato come sempre, credo che ci sia lo zampino di Carmen, vero Kiko? Lei è stata il sole del Cammino.»  [questa battuta è proprio mondiale!]

Che dire? 
Stefano ascolta tutto compiaciuto, seduto accanto a Kiko, tutto pacione.
Certo, molto di ciò che è Crepaldi col cammino, è merito suo!
Il nostro Vescovo riserva a Kiko l'ultimo ringraziamento, e al Cammino Neocatecumenale: «ormai il Cammino è una presenza internazionale, che sta facendo tanto bene a tante persone, e con Kiko vogliamo dare un altro straordinario applauso a questa bellissima orchestra e al suo direttore.»
E, ringraziamenti a profusione, per tutti.

Noi speriamo solo che i nostri ringraziamenti, così sentiti, espressi qualche giorno fa parlando del primo incontro, per qualche via provvidenziale, gli siano arrivati. (*)

Non aggiungiamo nulla, davvero non c'è più parola.
Può calare, finalmente, il sipario su Trieste!
Ora ci aspetta Madrid, per i Diari di Carmen.

Fine secondo incontro.



(*) Trascriviamo qui sotto, dal precedente post, i ringraziamenti all'Arcivescovo di Trieste.

Conclusione della prima parte:
Io, personalmente, prima di passare al santo iniziatore, sento di ringraziare mons.Crepaldi, per tutti gli elogi fatti a Kiko, velati, forse è vero, da più di una sottile ironia, nel suo simpatico discorrere ma, se le reprimende esplicite e dettagliate a Kiko-Carmen e al Cammino, in tutti questi anni, hanno solo fatto loro il solletico, cose volete che faccia qualche sottile ironia canzonatoria? Nulla, nulla in assoluto, se non dare pubblicamente un'altra pessima impressione che è quella della confidenza tra amici che si respira fra Crepaldi e i kikos.
Confidenza dalla quale noi cattolici ci sentiamo totalmente esclusi, dalla quale ci sentiamo, anzi, profondamente offesi o, per meglio dire, presi in giro.
Sì, io lo ringrazio, infatti, a mio nome e a nome di tutti quelli che nel Cammino sono stati angariati, distrutti, usati e gettati via, come stracci, che hanno assistito a mille ingiustizie, che hanno fatto sentire la loro voce alla Chiesa, a tanti santi Pastori (Cardinali e Vescovi, insieme ai nostri cari Parroci) come era nostro diritto e sacrosanto dovere. Questo lo abbiamo fatto non senza prima aver provato, innumerevoli volte, a farci ascoltare dagli iniziatori e da chiunque comanda all'interno del cammino, gli unici che potevano e dovevano governare le situazioni anomale che si andavano creando.
E dunque, insieme a Lei, Eminentissimo Mons. Crepaldi, "ringrazio" tutti gli altri Pastori a cui ci siamo rivolti, senza mai ricevere alcuna risposta.
No, non posso credere che mai nulla di tutto questo dolore sia arrivato - come a tanti, a tutti i Pastori della Chiesa - al caro arcivescovo Crepaldi, così simpatico. 
Ma ognuno ha la propria coscienza a cui rispondere, in primis, e poi a Dio; anche gli Arcivescovi.

lunedì 17 luglio 2017

Eucarestia nel santuario di SanKiko

Devo ammetterlo, un po' i kikos mi fanno tenerezza. Sono così ingenui (intendo quelli del basso popolino pagante, sia chiaro...), così naif, da essere quasi carini.
Fanno continuamente show della loro mostruosa idolatria del fondatore, si riprendono in quei momenti imbarazzanti e pubblicano anche i video su youtube, esponendosi al pubblico ludibrio.
Sul motivo per cui lo fanno ci sono solo due ipotesi, a nostro parere:

Sacro cocomero neocatecumenale
Ipotesi 1: sono masochisti. Indottrinati al narcisismo delle sofferenze, quando non possono ottenere dolori fisici nella vita reale se ne procurano alcuni virtuali, per farsi sbeffeggiare senza pietà in tutto l'orbe terracqueo. Essi forse pensano che così otterranno maggior gloria e quindi giù a pubblicare ogni genere di ridicola manifestazione della loro venerazione per il Fondatore: cocomeri con l'immagine del Kiko Redentore, torte con la "madonna" del Cammino, mensa ortofrutticola con le banane liturgiche, foto della cella di SanKiko, photoshop à gogò di SanCarmen, santini di SanKiko, in un turbine di orrori kitsch.

Ipotesi 2: credono di evangelizzare il prossimo. Dall'alto della posizione in cui si trovano di cristiani "eletti" o pseudo tali, hanno l'assoluta, incontinente necessità di ostentare al prossimo (pagano, ateo o diversamente cristiano, non fa differenza) la loro presunta gioia incontrollabile, la presunta felicità chiassosa, le loro (cioè di Kiko) espressioni sonore, canore, artistiche, perché convinti che così attuano il consiglio evangelico "da questo sapranno che siete miei discepoli". Loro sono super-cristiani e devono assolutamente fartelo vedere, anche se non vuoi, o meglio devono ficcartelo a forza in testa, perché il cammino si fonda sul proselitismo più spregiudicato. Se non sei dei loro devi diventarlo, perché loro sono tanto felici, hanno capito tutto e te lo devono comunicare, che tu sia d'accordo o meno.

Diversamente non si spiegano cose come questa:


Ecco che alcuni kikos di lingua spagnola - gioia, gaudio e giubilo! - hanno avuto l'opportunità di celebrare la liturgia neocatekika addirittura nel luogo più sacro del kikianesimo, la casa dove (la voce trema al solo pensiero!) si è verificata l'apparizione "intellettuale" della "Vergine" da Kiko.
Pensate che fortuna per questi kikos danzanti e saltellanti, poter non solo visitare il sacro luogo ma anche celebrare nella casa del loro maestro.

Naturalmente saranno tornati pieni di spirito (santo?) a cantare le meraviglie del loro "signore". Una GMG da ricordare!

sabato 15 luglio 2017

Preghiera a una santa di categoria superiore

In un thread di Cruxsancta, ci siamo imbattuti nell'ennesimo santino di Carmen Hernandez, cofondatrice del Cammino neocatecumenale, recentemente scomparsa.
Oltre alla ormai usuale ben nota immaginetta, leggiamo e traduciamo, commentandola, una interessante preghiera:



Santa Carmen Hernàndez,
Rinnovatrice della Chiesa e annunciatrice del Kerigma,
Ti preghiamo, Patrona del Cammino, che la tua testimonianza e la tua morte, sigillate dal sacrificio, diventino germe di una moltitudine di cristiani.
Che per tua intercessione lo Spirito Santo, il quale ti ha animata e sostenuta, susciti un unico annuncio kerigmatico in tutta la Chiesa.
A lode e Gloria di Dio
Per il bene nostro e della sua santa Chiesa. Amen
(tratta da Youtube)

Gli aspetti straordinari di questa preghiera sono molteplici.

Innanzitutto, l'invocazione di Carmen Hernandez con l'appellativo di santa, indica come minimo un disprezzo totale della Chiesa Cattolica e delle determinazioni del Pontefice.
È infatti solo la Chiesa, per il tramite della Congregazione per le cause dei Santi, ad analizzare i candidati che  vengono proposti e a valutarne le qualità, prima fra tutte la santità di vita, ed è il Pontefice, con atto inappellabile, ad iscrivere un Servo di Dio, precedentemente beatificato, nell'albo, o canone, dei santi.
Da notare che lo scorso 11 luglio 2017 il Papa ha ribadito la norma già data dalla Congregazione per le cause dei Santi, che all'articolo 36 dice:
“Sono proibite nelle chiese le celebrazioni di qualunque genere o i panegirici sui Servi di Dio, la cui santità di vita è tuttora soggetta a legittimo esame. Ma anche fuori della chiesa bisogna astenersi da quegli atti che potrebbero indurre i fedeli a ritenere a torto che l'inchiesta, fatta dal vescovo sulla vita e sulle virtù, sul martirio o sull’offerta della vita del Servo di Dio, comporti la certezza della futura canonizzazione dello stesso Servo di Dio”.
E se questo vale per quelli che sono già stati dichiarati Servi di Dio, figurarsi per una semplice laica defunta come Carmen.

La preghiera con richiesta di intercessione anche a persona non proclamata santa è possibile, ed è vero anche che i credenti sono talvolta definiti "santi" (Paolo per esempio si rivolge agli Efesini con le parole "ai santi che si trovano in Efeso"), ma l'appellativo di santo, premesso al nome (san Francesco, santa Rita ecc.) indica che la Chiesa non solo ha riconosciuto la specialità del singolo credente, ma intende portarlo ad esempio di tutta la cristianità ("agli onori degli altari").

Entrano qui in gioco anche le regole grammaticali: l'appellativo "santo" o "santa", se anteposto al nome proprio o in sua sostituzione (il santo, la santa), è un titolo onorifico, e, alla stessa stregua dei titoli civili, militari, professionali, deve essere conferito dall'autorità di riferimento.
Ad esempio: Antonio può essere una persona onorevole ma l'onorevole Antonio, per fregiarsi del titolo, deve essere stato eletto deputato o senatore, e il fatto che Giuseppe sappia andare a cavallo di per sè non ci autorizza a chiamarlo cavalier Giuseppe.
Così Carmen più volte avrà sentito esclamare al proprio indirizzo: "Ma santa donna!": ciò non vuol dire però che chiunque sia autorizzato a mettere una sua foto benevolmente ritoccata su un cartoncino invocandola come "santa Carmen".

Come minimo, indica una totale ignoranza e disprezzo delle procedure della Chiesa e del suo Pontefice. Continuando nella lettura si capisce però il perché.

Infatti "santa" Carmen è definita Rinnovatrice della Chiesa e si auspica che, per sua intercessione, nella Chiesa vi sia un UNICO annuncio kerigmatico.
La Chiesa in quanto tale e dalla propria nascita a Pentecoste, annuncia il Vangelo. E il Vangelo è unico perché è unica la Persona di Gesù Cristo.
In cosa consisterebbe questo annuncio kerigmatico? Perché l'annuncio deve essere fatto "nella" Chiesa e non "dalla" Chiesa? Perchè è necessario definirlo unico? Perché deve essere "suscitato"?
È evidente che con la parola "kerigma" i kikos intendono esclusivamente l'annuncio del Catechismo di Kiko e Carmen. In quella "preghiera" l'orante si augura che il Cammino prenda possesso della Chiesa spazzando via la varietà delle voci e delle predicazioni e lasciando un "unico annuncio kerigmatico" (quello di Kiko e Carmen) ed espandendosi "in tutta la Chiesa": ecco in cosa consisterebbe il rinnovamento operato da Carmen.
Lo aveva affermato anche Kiko nell'annuncio di Pasqua in spagnolo, rivolgendosi ai fratelli del Sud America:
«Potrete dire: ero con Kiko a Santo Domingo quando è morto e il cammino si è diffuso in tutta la Chiesa».
La preghiera sul santino di Carmen conferma il delirio escatologico cammino-centrico del proprio fondatore: l'apoteosi del Cammino coincide con la totale kikizzazione della Chiesa.
La Papessa: Arcano Maggiore
dei Tarocchi neocat

Un altro aspetto rimarchevole di questa preghiera è dato dallo stile e dalle espressioni usate, che rimandano esattamente ad una parte della Liturgia fieramente avversata dalla coppia Kiko e Carmen e censurate dalla "loro" liturgia finché non gli è stato imposto di reintrodurla (con la lettera del 1° dicembre 2005), insieme al Gloria e al Credo. Si tratta precisamente dell'Orate fratres:

"Pregate fratelli perché il mio e il vostro sacrificio sia gradito a Dio Padre Onnipotente."
"Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio
a lode e gloria del suo nome,
per il bene nostro e di tutta la sua santa Chiesa. Amen"
La risposta dell'Assemblea è  riportata nelle ultime tre righe della preghiera a Santa Carmen:
"A lode e Gloria di Dio
Per il bene nostro e della sua santa Chiesa. Amen"
Il sacrificio di Gesù viene sostituito dal sacrificio di Carmen: "Ti preghiamo, Patrona del Cammino, che la tua testimonianza e la tua morte sigillata dal sacrificio diventino germe di una moltitudine di cristiani."
Il sacrificio che si converte in una moltitudine di cristiani richiama quanto detto immediatamente prima nell'Offertorio:
"dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane,
frutto della terra e del lavoro dell'uomo;
lo presentiamo a te, perché diventi per noi cibo di vita eterna."

Quindi la preghiera del santino di Carmen altro non è che una parodia dell'offertorio della Liturgia eucaristica: il sacrificio di Cristo viene sostituito dal sacrificio di Carmen, Rinnovatrice della Chiesa.

Troppo macchinoso? Oppure, sono solo coincidenze, assonanze?
Per nulla!
Leggiamo infatti alcuni brani delle catechesi neocatecumenali sull'Eucarestia dal Secondo Scrutinio e dall'Iniziazione alla preghiera:

“Oggi dobbiamo ricostruire la Chiesa come se si incominciasse di nuovo… Non si sa più che è essere cristiano. (...) Questo tempio dove deve abitare lo Spirito Santo non c'è” (Orientamenti per il Secondo Scrutinio, p. 75).

“Per questo dice qui che il sacrificio che Dio vuole è il nostro corpo, la nostra vita nella storia perché nel cristianesimo non esistono templi. Questo fratelli è molto importante perché se non cambiate, se non uscite dalla religiosità dovete andarvene da qui, bisogna uscire dall'idolatria del tempio. Il tempio siete voi, voi siete il nuovo tempio che è il vostro corpo. Siete sacerdoti di un nuovo tempio che è il vostro corpo, di un culto spirituale che si fa nella storia e nel mondo, non nella Chiesa nel senso di tempio-edificio. Perché la Chiesa è piena di idolatrie, la Chiesa cattolica è piena di paganesimo; anche si può fare questo lì. Allora il culto è nel vostro corpo facendo la volontà di Dio nella storia. Dio non vuole sacrifici né oblazioni, né Messa al mattino, né andare a pregare i santi quando poi nella storia sei un idolatra.”
(“Orientamenti alle équipes di catechisti per la iniziazione alla Preghiera”, 1981, p. 31)

Ultimo aspetto che ci preme d'esaminare nella preghiera liturgica dell'offertorio di Carmen:
"la tua testimonianza e morte sigillata dal sacrificio diventino germe di una moltitudine di cristiani."
Il richiamo è al sacrificio di Isacco che rende Abramo "padre di una moltitudine di uomini", quindi capostipite di un popolo.
Il modello femminile invece di "madre di una moltitudine di credenti" è addirittura quello della Madonna.
Più si scava, più si scopre la perfetta opera di sostituzione delle Persone divine della Trinità con quelle del Tripode. Questa è idolatria, definita, predeterminata e scientemente perseguita. È sostituire la Chiesa, il suo annuncio, la sua fede con una pessima parodia.
Tutta in un "santino".

Il Tripode: Carmen, Kiko e don Pezzi

giovedì 13 luglio 2017

Kiko: "Pensi che mi canonizzeranno?...Carmen senza dubbio, dopo i suoi scritti!"

Passiamo per Trieste, prima di arrivare a Madrid per l'Annuncio ufficiale dei Diari di Carmen, già pluri-pubblicizzati, finalmente dati alle stampe, invece che alle fiamme.
A Trieste seguiamo Kiko in due incontri:
  1. La presentazione del suo libro: "Annotazioni" (24 giugno 2017)
  2. Il Concerto in piazza dell'Unità: "La sofferenza degli innocenti" (25 giugno 2017)
    Dato che c'è parecchio da commentare, in questa pagina tratterò solo del primo incontro, del 24 giugno, nella Cattedrale di Trieste.
    Temperatura percepita in quei giorni: 41 gradi.
    Sottotitolo d'obbligo: Cervelli bolliti.

    L'incontro in Cattedrale è organizzato per l'ennesima presentazione del suo libro.
    Kiko approfitta dell'occasione, così si anticipa per la sua canonizzazione.

    L'opera letteraria già c'è, credo sarà anche l'unica - grazie a Dio - visto che è datata 1988-2014, a meno di sorprese che, con Kiko, non mancano mai.

    Per Carmen ha dovuto aspettare la sua morte, altrimenti la cara estinta quei Diari glieli avrebbe fatti ingoiare, o glieli avrebbe tirati in testa.

    Ma intanto è solo la prima agenda di Carmen e, ohi noi, comprende solo due anni 1979-1981, chi sa cosa ci aspetta, ancora!

    Il video io lo ho visto tutto, mi tocca e non mi sottraggo.

    Tutti insieme, appassionatamente!
    Prima parte della conferenza:

    Prima di arrivare a Kiko, non possiamo ignorare la lunga prolusione del Vescovo della diocesi di Trieste, mons. Crepaldi.
    Sono rimasta sconcertata, devo confessarlo. Crepaldi coglie l'occasione per parlare dei valori non negoziabili e anche della dottrina sociale della Chiesa.
    L'Arcivescovo Crepaldi è annoverato tra i tradizionalisti, voce della destra nella Chiesa, il cammino su queste tematiche schiera, a comando, le sue truppe cammellate senza risparmio cercando di apparire presente sul fronte della famiglia, apertura alla vita in particolare, con tante ‘famiglie numerose’.
    L'Arcivescovo ha regalato una casa di preghiera e di ospitalità al Cammino, usato per impiantare un seminario Redemkikos Mater a Trieste, e pare molto orgoglioso delle "vocazioni" del cammino.
    Il suo appoggio al Cammino Neocatecumenale, insomma, mi è parso incondizionato.
    Mi domando: perché?

    Certo è singolare che l'atto di istituzione del seminario R.M. di Trieste è stato firmato proprio nel Cenacolo a Gerusalemme. Mons. Crepaldi è stato in Terra Santa con loro, come tanti, ospite della Domus Galilaeae, ed è rimasto «colpito» dai Cardinali che appoggiano il Cammino.
    Non c'è nulla da dire, i Vescovi che i neocatecumenali riescono a portare in Terra Santa, con loro, sono riconoscibili. 
    Per essere stati sottoposti alle "loro tenere cure", sono, a loro volta, molto ben disposti alla benevolenza, a chiudere un occhio o tutti e due, sul Cammino.
    Questa è una nostra ipotesi!

    Crepaldi ha confessato che a Roma, negli ambienti della Curia Romana, dove è stato per 15 anni, ha sentito parlare molto male del "neocatecumenato", ma che, una volta assegnato a capo della Diocesi di Trieste, si è ricreduto.
    Ha detto: «A Roma, tra le carte che possono aspettare; a Trieste, tra le persone che non aspettano...» e, parlando del Libro di Kiko, lo ha anche definito «la storia dolorosa di tanti disconoscimenti», che ha consentito a Kiko di stare «unito al Signore Crocifisso».
    Probabilmente considera i sedicenti "neocatecumeni" come zoccolo duro dei credenti, di sicuro li considera una garanzia in un'area come Trieste che è la terza città in Italia con minor frequenza all'ora di religione, con meno matrimoni e meno contributi al fondo "8 per mille".
    Ha raccontato che la Cantagalli - casa editrice con la quale egli stesso pubblica i suoi libri - lo aveva interpellato per un parere sul libro delle Anotaciones di Kiko, se valesse la pena pubblicarlo.
    Egli, molto simpaticamente come gli piace porsi, ha raccontato che ha fornito un argomento vincente a favore della pubblicazione: oltre l'indubbio valore intrinseco dell'opera da lui riconosciuto, in qualità di Vescovo, con grande senso pratico, da figlio di contadini quale egli è, e dunque con i piedi per terra prima di ogni cosa, ha fatto notare alla casa editrice le prospettive stratosferiche di vendita che i libri di entrambi gli iniziatori del cammino hanno, concludendo: «E ve lo dice uno che pubblica con la Cantagalli e più di qualche centinaia di copie non vende!»
    La faccia di Kiko a queste affermazioni è stata tutto un programma, parlava da sola, la faccia di chi ha la coda di paglia.

    Il Vescovo ha concluso leggendo, con molta enfasi, un paio di estratti da "Annotazioni" - potete ascoltare - con tanto di elogio per la spiritualità profonda che trasuda da ogni singola espressione, poi ha citato «le donne di Kiko» - la Carmen, che non solo a Kiko «ha voluto tanto bene! Ma anche a voi, a noi!» e, visti i risultati per chi l'ha conosciuta di persona, viene, purtroppo, spontaneo ribattere: «era meglio non ce ne avesse voluto affatto!»
    E, infine, la Vergine Maria: Crepaldi ha declamato, in forma di preghiera, la Ave Maria che Kiko, tra le altre cose, ha composto, non senza averne prima elogiato «il lirismo straordinariamente religioso, raro e prezioso!»
    Questa sintesi era doverosa, anche se ognuno può ascoltare e vedere l'incontro, e farsi una sua idea.
    Oltre i mille ringraziamenti in cui si e profuso, a Kiko vivo e a Carmen morta, e che tralasciamo.

    Conclusione della prima parte:
    Io, personalmente, prima di passare al santo iniziatore, sento di ringraziare mons.Crepaldi, per tutti gli elogi fatti a Kiko, velati, forse è vero, da più di una sottile ironia, nel suo simpatico discorrere ma, se le reprimende esplicite e dettagliate a Kiko-Carmen e al Cammino, in tutti questi anni, hanno solo fatto loro il solletico, cose volete che faccia qualche sottile ironia canzonatoria? Nulla, nulla in assoluto, se non dare pubblicamente un'altra pessima impressione che è quella della confidenza tra amici che si respira fra Crepaldi e i kikos.
    Confidenza dalla quale noi cattolici ci sentiamo totalmente esclusi, dalla quale ci sentiamo, anzi, profondamente offesi o, per meglio dire, presi in giro.
    Sì, io lo ringrazio, infatti, a mio nome e a nome di tutti quelli che nel Cammino sono stati angariati, distrutti, usati e gettati via, come stracci, che hanno assistito a mille ingiustizie, che hanno fatto sentire la loro voce alla Chiesa, a tanti santi Pastori (Cardinali e Vescovi, insieme ai nostri cari Parroci) come era nostro diritto e sacrosanto dovere. Questo lo abbiamo fatto non senza prima aver provato, innumerevoli volte, a farci ascoltare dagli iniziatori e da chiunque comanda all'interno del cammino, gli unici che potevano e dovevano governare le situazioni anomale che si andavano creando.
    E dunque, insieme a Lei, Eminentissimo Mons. Crepaldi, "ringrazio" tutti gli altri Pastori a cui ci siamo rivolti, senza mai ricevere alcuna risposta.
    No, non posso credere che mai nulla di tutto questo dolore sia arrivato - come a tanti, a tutti i Pastori della Chiesa - al caro Arcivescovo Crepaldi, così simpatico. 
    Ma ognuno ha la propria coscienza a cui rispondere, in primis, e poi a Dio; anche gli Arcivescovi.

    Seconda parte della conferenza:

    Finalmente parla Kiko, presentando, per l'ennesima volta, egli stesso, il suo libro.

    Ha detto alcune cose degne di nota (vedendo e ascoltando il video potete verificare le affermazioni di Kiko che, di seguito, riporto evidenziate).

    Risparmio la genesi... dal ritrovamento dei quaderni consunti alla loro pubblicazione, che Kiko ha dovuto subire «per il bene immenso che avrebbe fatto ai fratelli del cammino» e, per amore, si sottopone alla «tortura» di dover parlare di questo libro... ma (sospiro!) deve accettarlo... come deve accettare che Dio lo ha reso «artista» - per creare il cammino - con la pittura, la musica... (amici del blog, ascoltate e vedete e verificate voi stessi!): e Kiko sospira, e sbuffa, e smania, come una donna nelle doglie del parto.

    Poi, tanto per incarnare meglio il Vangelo (cfr. Matteo 6) che dice:
    Kiko ha già ricevuto la sua ricompensa.
    «Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati» e di «non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti.» Kiko, suonando un concerto di trombe davanti a sé, confida che a lui piace andare a pregare in una "grotta", lì dove ha scritto, per la gran parte, le sue Annotazioni, ossia «tribolazioni, angustie, sofferenze», in una specie di «intimo sfogo».

    Dice: «Mi fa vergogna leggere, poiché dico molte cose di me profonde, nascoste» e scuote la testa e sbuffa... sospira. 
    È patetico da guardare, da ascoltare!
    "Fa la parte faticata", come suol dirsi, "se la tira"!

    Ma la grande perla di Kiko è questa:
    «Sono contento che sui giornali spagnoli è venuto scritto questo, quando io dico: "Sono un pagliaccio, tante volte predico cose che non faccio"».

    Qui egli si mostra come un perfetto Fra' Umile, della migliore specie: l'ipocrita!
    E noi, per una volta almeno, siamo d'accordo!

    Quando dice che gli costa leggere le sue cose, che si vergogna... forse pensa che valgano qualcosa, che diano un'immagine di sè troppo alta, mistica, ma... «come può lasciare di fare il bene, se può far bene a qualcuno?» si pone da solo questa domanda, retorica!

    Poi declama una sua poesia, una a caso:
    «Nel nascosto sentiero di quella selva oscura
    Per la segreta scala del potente cammino ti trovai,
    Travestita in mille ali d'amore, anima ferita,
    La natura e il tempo mi stringevano
    In quella pressa, in quel combattimento che l'età pretende,
    La silenziosa morte.
    Nella soave architettata oscurità mi attende
    Ma tu Signore sei vicino, mi sostieni nella fatica del camminare.
    Per il nascosto sentiero della selva oscura
    Per la scala travestita andai e nel potente cammino ti trovai
    E ti trovai buttato nella strada, morto di freddo,
    O Gesù aiutami, abbi pietà, sono un povero, sono un peccatore,
    Come potrò continuare...» (sospira e smania, costretto ad una pausa, perché questo è il punto che smaschera la sua menzogna!)
    «...Ho l'anima nel silenzio di te.
    Ho il cuore addolorato.»
    (Che dire? Non sprechiamo parole! Il potente cammino, bah... che sarà? Che brutto modo di definire il suo cammino "potente"!)

    Finissimo poeta egli forse ritiene di essere e ripete che prova vergogna, ma io avrei voluto vedere la sua reazione, se l'uditorio avesse urlato, convintamente, contro di lui: "Vergogna! Vergogna!" come noi avremmo voluto poter fare quel giorno, a Trieste!
    E ripete che sono cose intime, che si sta denudando davanti a noi, che sta facendo uno strip-tease della sua anima (termine migliore non poteva scegliere), per amore ai fratelli. Noi davvero vorremmo che si denudasse, cioè che ci svelasse la sua vera identità: ah, come lo vorremmo!

    La sua supponenza non conosce confini: «Io sono l'iniziatore, insieme a Carmen, del c.n. e voi avete diritto di conoscere il mio intimo, il mio essere peccatore.» Sì, egli fa conoscere quello che vuole, cioè solo il personaggio che si è inventato e si è cucito addosso.
    Continua: «Ora saranno pubblicati i Diari di Carmen, le sue terribili sofferenze che scriveva per le notti...»
    Devo commentare ognuna di queste sue affermazioni perché ognuna richiede una luce di comprensione, dal nostro punto di "osservazione privilegiato", ovviamente.

    E perciò chiedoinsomma, è stata una sofferenza costante, per tutti e due?

    Forse Kiko e Carmen pensano, nella loro ignoranza, che tanti piagnistei possano confondere le idee al punto di consentire, a lui vivo e a lei morta, di essere enumerati tra i grandi mistici della Chiesa?


    Tetra opera del giovane Kiko, oscura e cupa!
    Queste esternazioni, come ognuno può giudicare, sono solo una conferma postuma del lugubre Vangelo dei miserabili, opera giovanile di Kiko datata 1967, a proposito della quale mi chiedo come mai non l'ha riproposta ancora, in questo suo diuturno impegno di pre-canonizzazione ante mortem?

    Eppure sa, lo dice per Carmen, che gli scritti del candidato alla canonizzazione sono fondamentali per raggiungere lo scopo e, dunque, si sta attrezzando alla bisogna. E lui, che non ha mai praticato il nascondimento, tiene da sempre nascosta questa sua "opera prima"? Se chiedete ai camminanti, mai ne hanno sentito parlare.

    Egli non gradisce mostrarsi così come egli è! E questa opera, purtroppo per lui, lo denuda davanti ai nostri occhi.

    A ulteriore conferma delle paturnie kikiane, il nostro protagonista dice:
    «SANTA UMILTÀ DI CRISTO, CHI TI POTRÀ TROVARE? Dio in Cristo si umiliò fino alla morte di croce. Di fronte a questo, la mia vita è una miseria...» (segue un profondo, sofferto sospiro) «...e, nonostante tutto devo accettare, come mi diceva un giornalista tedesco: "Com'è un uomo che sa che sarà canonizzato?»

    «Tu pensi che mi canonizzeranno?» (esatto, lo ha detto Kiko, sì, gli è davvero uscito di bocca: già si sta leccando i baffi per la propria futura canonizzazione; potete verificare ascoltando dal minuto 55'30" del video!)

    «Carmen senza dubbio, DOPO I SUOI SCRITTI,  forse è necessario per voi e per il futuro del cammino, non lo so... La mia vita, come la tua, io vorrei che la mia vita... solo Cristo... gemere e gemere vivendo, e tu?» (sic! Carmen "senza dubbio" canonizzata! il "futuro" del Cammino esige la canonizzazione degli autoeletti "iniziatori"...)
    Cos'altro aggiungere? Si commenta da solo. Ripetiamo per i distratti:

    «Tu pensi che mi canonizzeranno?»
    (Kiko Argüello, 24 giugno 2017, Trieste)

    E poi, caro Kiko, tu blateri che Cristo ti appare davanti, che a te sono svelati i suoi segreti, l'amore sulla croce, la santa umiltà e infine dici:
    «DI FRONTE A QUESTO, LA MIA VITA È UNA MISERIA?»
    Certo, perché tu sei, con la tua vita, con le tue opere - sotto gli occhi di chiunque li tenga aperti e non sia circonciso di cervello - una contraddizione vivente, messo a confronto di quanto annunci da 50 anni e, col passare del tempo, sempre più... come abbondantemente dimostreremo, nella nostra "opera di de-canonizzazione dei due ispirati iniziatori del cammino neocatecumenale."
     
    Ma non posso non darti una possibilità; la domanda te la pongo: "dimmelo tu: dimmi cosa ti toglie la gioia, la pace, l'allegria di cui mai parli, per scimmiottare le angustie dello «spirito» e fare il mistico dell'ultima ora, mentre stai facendo solo un papocchio il cui danno più grande lo produrrà sui tuoi seguaci che, come sempre, ti seguiranno sulla tua stessa via.
    Tu, che sei solo un Cieco nato, cresciuto e pasciuto, cieco che guida altri ciechi, trascinerai tanti, purtroppo, con te in un unico fosso!"

    Tu dici «vorrei la mia vita solo Cristo e gemere»... ma che dici?
    Tu stai solo parlando di canonizzazione, tua e di Carmen, un vero tormentone!

    Tu sei un inguaribile idolatra, per questo gemi e soffri e sbuffi e ti lamenti e stai angustiato... in più, a conferma, la paura della morte che ti attanaglia, spauracchio inesorabile di tutti gli idolatri, e loro ultima mercede, poiché ogni giorno, pian piano, si avvicina... la morte, anche per te!
    E dovrai abbandonare il tuo impero per...

    Conferma finale, senza altri nostri sforzi, la offre Kiko, su un piatto d'argento; egli per noi, ormai, è carta letta, è un libro aperto, appunto, chiaro come un libro aperto.

    Dopo quello che abbiamo delineato ascoltiamolo ancora, chi potrà più contestare, ci chiediamo, a questo punto, le nostre deduzioni?

    Ancora legge, in Cattedrale a Trieste, dai suoi sacri scritti:
    «La mia anima la stringi e la opprimi e mi fai gemere e gemere e i giorni già passano, le notti silenziose scorrono, al di sotto della porta, e il tempo davanti a me, impassibile, in questa solitudine sonora sto solo con te... con te essere.»
    Ancora ripete, dicendo per la millesima volta che prova vergogna:
    «Cristo è morto, cosa è la mia vita?
    La mia vita è una miseria»: morte, miseria, miseria, morte, vergogna, morte, morte, vergogna, miseria...
    Vergognati davvero, sì, Kiko, vergognati!
    Ma come? Cristo è morto e deve per forza vedere la tua vita una miseria?
    Davvero dovresti vergognarti, nasconderti, riflettere seriamente, e invece continui ancora a vantarti: «Comunque molte volte mi fermano per dirmi: "grazie per il libro, che mi ha fatto tanto bene!"».
    Noi ti diciamo, tutti in coro: beh, contento tu! 

    Per il gran finale ti ribattiamo, colpo su colpo:

    «HA DETTO UN ANZIANO SACERDOTE...»: noi ti rispondiamo:  "quando mai, oh Kiko, hai ascoltato un Sacerdote, anziano o giovane, che sia?"

    «...Mai lasciare di fare il bene per paura della vanità...»: noi ricordiamo che questa espressione rientra, oramai, nella categoria di quelle che Kiko utilizza, a suo proprio uso e consumo, per perseguire i fini che da solo si prefigge, che nulla hanno a che vedere con la Volontà di Dio; essa è funzionale solo ai suoi progetti espansionistici, idolatrici, sintesi di ogni Vanità, che si porta via il vento (cfr. Qoelet).

    Dato che questa triste espressione, con cui ci affligge, ritorna a giustificazione del Concertone kikiano in 5 movimenti, in perenne tour mondiale - che si è tenuto a Trieste il giorno successivo in Piazza dell'Unità - e che poi ritorna tutte le volte che parla delle sue opere, che spaziano in ogni campo delle arti umane - novello Leonardo da Vinci, uomo d'ingegno e talento universale - ne riserviamo l'illuminante analisi alla prossima puntata che al Concerto... sarà interamente dedicata.

    Già anticipa, Fra' Umile, piegato in due nella sua profonda umiltà: «Io non so di musica, ho imparato la chitarra così, mai fatto solfeggio, mai studiato» - e noi lo avevamo capito anche da soli - «tutto ha fatto il Signore, ha portato la mia vita come ha potuto!»
     
    Tutto questo perché nei Vangeli lo avevano dimenticato, e lo avevano dimenticato in quattro, di riferire che il Signore Gesù, quando ascese al cielo, disse a Kiko (che, insieme a Sora Carmen, aveva pensato di destinare a noi fin dalla fondazione del mondo! espressione questa di Kiko e non nostra, tengo a precisare):
    "Quando sorgerà la tua stella, va e fai ascoltare i tuoi Concerti a tutte le Nazioni, ammorbandole nel nome di Kiko, di Carmen e del Cammino". E il padre Mario? Certo anche lui, perchè il Signore non dimentica nessuno.


    Fine primo incontro.

    martedì 11 luglio 2017

    Despacito: il tormentone estivo degli Eletti del cammino

    Aspettando gli Hunger games neocatecumenali, il grande invio kikiano «a due a due senza borsa né bisaccia», non poteva mancare il "tormentone" estivo per i giovani Eletti.
    Ecco infatti pubblicata su YouTube una delle tante parodie della canzone di successo dell'estate: è un format di Aristokikos "Hechos concretos" (I migliori kikos "fatti concreti").
    Ve lo proponiamo, seguita dalla traduzione del testo spagnolo, che si commenta da solo.




    Despacito versione Neocat
    Aristokikos ft. Ciezaners
    "Fatti concreti" (2017)
    Testo originale con accordi
    (pronto per essere
    inserito nel "Risuscitò" 😉)

    Ehi! Nostro signore passa il tempo cercandoti,
    lascialo entrare oggi nella tua vita.
    Egli è colui che sta sempre alle tue calcagna
    lascia tutto da parte e seguilo!

    Sì, tu sei la sua pecora e lui è il tuo pastore
    ti dà sempre Parole di benedizione,
    solo nella sua mano sta la Salvezza.
    No, mai sei solo, sempre stai con lui,
    solo alla sua Parola devi obbedire.
    Alla fine andremo ad ottenere la Gloria!

    Lentamente
    la Vita Eterna arriva lentamente,
    tra scrutini, Shemà e altri riti.
    A Pasqua, per la strada, andiamo a gridare!
    Lentamente
    le Parole si allargano un pochino
    e nelle risonanze sempre c'è qualche vecchino,
    Nelle Convivenze sempre hai molto giudizio!

    E alla fine del viaggio solo arriveranno gli Eletti,
    per rinnovare i propri voti,
    i voti del proprio Battesimo.
    Cristo creerà in te una creatura nuova,
    con un cuore di carne,
    senza il cuore di pietra.
    Scrutini e denaro vanno "pasito pasito"

    Il tempo dell'Avvento è una benedizione,
    celebra la nascita del nostro Salvatore.
    Nacque in un Presepe insieme a un bue e a una mula,
    per redimere la mia vita e la tua.
    Poi arriva Pasqua, morte e resurrezione,
    La settimana santa, il tempo di conversione.
    Celebriamo uniti che Cristo è risorto,
    che, con la morte, i peccati ha salvato!

    Passetto passetto, dolce dolcetto,
    ti vanno scrutando poco a poco
    perché si compia in te la Promessa
    e poter con Cristo sederti alla sua messa.
    Passetto passetto, dolce dolcetto,
    Vai facendo passi a poco a poco,
    per scoprire qual è la vera
    croce che noi cristiani abbiamo da portare.


    Al passetto,
    a fine settimana tocca andare al passetto,
    Sempre all'improvviso ordina il catechista
    mi aspetto che tu abbia il denaro pronto.
    Lentamente
    qui tutto si paga lentamente,
    finché qualcuno dice: "Tranquillo, ti invito io",
    però nel frattempo caccia i bigliettoni.


    "Alla fine del viaggio
    arriveranno solo gli Eletti"

    E alla fine del viaggio solo arriveranno gli Eletti,
    per rinnovare i propri voti,
    i voti del proprio Battesimo.
    Cristo creerà in te una creatura nuova,
    con un cuore di carne,
    senza il cuore di pietra.

    Passetto passetto,
    Tranquillo tranquillino,
    che ora non è il tuo turno
    Puoi stare seduto.
    Vuoi sempre fare l'ambientale
    perché quella degli altri è fatale.
    Passetto passetto
    speciale specialetto
    qui c'è gente di tutti i tipi
    dai singoli alle coppie ai seminaristi
    l'uno o l'altro figlio.

    Passetto passetto
    lentamente.