venerdì 23 settembre 2016

«Il miglior amico di Kiko in Vaticano»

All'inizio sono stato uno di quelli che chiedevano agli altri di "dare una chance a Hon".

Infatti, quando un ascoltatore ha telefonato al Patti Arroyo Show lo scorso 10 giugno 2016, cioè il giorno dopo il primo discorso di Hon ai cattolici di Guam presso la parrocchia di Sant'Antonio, esprimendo il disappunto per il fatto che Hon non aveva detto "nulla riguardo alle vittime" [degli abusi sessuali del vescovo neocatecumenale Apuron, ndt], ho immediatamente telefonato anch'io e protestato dicendo che dovevamo dargli una chance.

Ma nel giro di pochi giorni ho capito l'errore che avevo commesso nel pensare in quel modo e ho immediatamente realizzato che Hon è stato spedito qui [a Guam] da Filoni con un solo scopo: mettere in salvo il Seminario neocatecumenale Redemptoris Mater [RMS] e possibilmente salvare anche Apuron.

E chi è questo Filoni?

Come già spiegato da Frenchie nel suo intervento sulle ambiguità dei neocatecumenali, il cardinale Fernando Filoni è «il miglior amico di Kiko in Vaticano».

Dopo le prime settimane [di Hon come amministratore apostolico di Guam, dal 6 giugno 2016, ndt], senza alcuna menzione [da parte di Hon] per le "vittime", tanto meno inviti a pregare per loro (mentre al contrario Hon insistentemente chiedeva di pregare per Apuron), cominciava a diventare sempre più chiaro che Hon era stato spedito qui da Filoni con l'ordine di NON toccare la questione delle "vittime".

Una dimostrazione di questo c'è stata in un commento lasciatoci da Doris Concepcion. Durante la Messa in suffragio per suo figlio Joseph (detto Sonny), Doris sente dire dal celebrante don Jeff San Nicholas, durante l'omelia, «i miei superiori mi hanno dato il permesso di celebrare questa Messa per Sonny e di dire qualche parola».

Come, cosa? Don Jeff è un sacerdote cattolico. Sta celebrando una Messa in suffragio dell'anima di un defunto, e per DIRE QUALCHE PAROLA ha dovuto assicurarsi prima il PERMESSO dei suoi SUPERIORI? Da quando in qua un sacerdote cattolico ha bisogno del PERMESSO per dire qualche parola di conforto alla Messa per un defunto? Siete mai stati ad una Messa in cui il sacerdote abbia detto "i miei superiori mi hanno dato il permesso di essere qui e di dirvi qualche parola?"

Beh, ovviamente MAI!

Allora cosa c'era di particolare in questa Messa? Beh, è stata per l'anima di qualcuno che poche ore prima di morire ha accusato Apuron di averlo molestato. Sonny era una delle "presunte vittime". E Hon aveva ordini PRECISI da Filoni: non toccare quest'argomento. Perciò, dato che Hon è il superiore diretto di don Jeff, don Jeff ha avuto bisogno di ricevere un permesso da Hon.

Ma don Jeff ha utilizzato il plurale: "SUPERIORI". Un sacerdote diocesano ha un'unico "superiore": il proprio vescovo. Perché, dunque, ha utilizzato il plurale? Non c'è dubbio, se Hon ha ricevuto ordini da Filoni di non toccare l'argomento "vittime". Prima che don Jeff potesse celebrare la Messa per Sonny, lo stesso Hon ha dovuto chiedere il permesso del SUO superiore, cioè Filoni, e don Jeff questo lo sapeva. Per questo don Jeff ha detto "SUPERIORI".

Ovviamente, con la pubblicazione della lettera di don David [Quitugua], rettore [ad interim del seminario RMS, ndt], che comanda che il Laity Forward Movement (LFM) NON doveva visitare il seminario, per ordine del cardinal Filoni, possiamo essere certi che Hon non è stato mandato qui da papa Francesco ma da Filoni, con Francesco che probabilmente ha solo dato la sua benedizione alla nomina. Ma - al pari di tutti i buoni neocatecumenali - Hon ci ha detto: "mi manda il Papa".


Come sto ripetendo da ormai tre anni, il seminario RMS NON È "un seminario per Guam", ma un seminario esclusivamente per il Cammino Neocatecumenale. E tralasciando per un momento le questioni sulla proprietà, la lettera di David il Rettore a proposito di Filoni lo dimostra chiaramente.

Lo dimostra anche il rapporto della commissione ad hoc sul RMS [stabilita da mons. Hon, ndt], quando dice che la formazione al sacerdozio ivi effettuata è verificabilmente NON diocesana e senza alcun beneficio per l'arcidiocesi di Agaña (Guam):
"...Ad esacerbare il problema è il fatto che il seminario RMS è ampiamente considerato (e l'evidenza punta al fatto che lo è) un seminario strettamente neocatecumenale che non comporta un chiaro beneficio per l'arcidiocesi di Agaña." (pagina 15 del rapporto)
Non fa meraviglia che David il Rettore abbia ordinato a don Jeff di NON pubblicare il rapporto. Infatti, come abbiamo saputo dall'intervista di Patti Arroyo a don Mike Crisostomo scorso 21 settembre 2016, l'allora rettore Pius [Sammut] "il Fetido Monaco" [e super-catechista neocatecumenale incaricato di Guam, ndt] non ha permesso alla commissione Ad Hoc di visitare il seminario finché Hon non ha emanato un decreto chiedendo che venisse permessa la visita.

Torniamo dunque a Filoni e alle rivelazioni di Frenchie

Filoni è il Prefetto  della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli. Hon è il Segretario della stessa Congregazione e perciò direttamente subordinato a Filoni. Questo è l'unico motivo per cui Hon è stato inviato a Guam.

Io ed altri facemmo immediatamente notare che era strano che il Segretario di una importante Congregazione vaticana venisse incaricato di "aggiustare le cose" in un piccolo avamposto dell'Oceano Pacifico. Ed era altrettanto strano l'invio di un vescovo "burocrate" sprovvisto di qualsiasi esperienza pastorale, allo scopo di risolvere un serio problema pastorale.

È strano ma... solo finché non realizzi che Hon è stato spedito qui non per risolvere problemi ma, come abbiamo sempre detto, per tranquillizzare i nativi, per togliere dalle strade quelle imbarazzanti manifestazioni di protesta, e per salvare il seminario RMS e magari anche Apuron. Ecco perché domenica 12 giugno 2016 Hon disse così fiduciosamente ai fedeli della Messa delle 9:30 in cattedrale (dopo aver ignorato Walter [un'altra delle vittime di Hon, ndt]) che i manifestanti "sarebbero svaniti in un paio di settimane".

Hon è stato mandato qui semplicemente perché, come subordinato di Filoni, poteva essere controllato. Ed ogni difficile passo avanti che abbiamo fatto verso un miglioramento è stato dovuto proprio al pubblico imbarazzo (o alla minaccia di imbarazzare) il regime Filoni-Hon. Per cui quei cosiddetti "contenti per i progressi", stiano lontano dalle strade e restino nell'angolino a vedere i veri adulti al lavoro.

La competenza sui seminari

Stando all'analisi di Frenchie, «con Motu Proprio „Ministrorum institutio“ del 16 gennaio 2013 Benedetto XVI ha attribuito alla Congregazione per il Clero la competenza su tutti i Seminari, eccettuati quelli dipendenti dalle Congregazioni per le Chiese Orientali e per l’Evangelizzazione dei Popoli...». Dato che l'arcidiocesi di Agaña dipende dalla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, la "competenza" sul seminario RMS è di tale congregazione, e cioè di Filoni.

Ma cosa significa "competenza"? Significa che la Congregazione ha la supervisione sui contenuti della formazione sacerdotale e teologica. Non significa che ha competenza sull'amministrazione dell'istituzione: quella appartiene al vescovo della diocesi in cui il esiste il seminario ("salvo il diritto dei Vescovi e delle loro Conferenze..."). Ecco perché - per esempio - mons. Aquila, vescovo di Fargo, nel Nord Dakota, ha avuto autorità a chiudere il suo seminario diocesano nel 2011: NON fu una Congregazione Vaticana a chiuderlo.
«§ 1. Salvo il diritto dei Vescovi e delle loro Conferenze, la Congregazione si occupa di quelle materie che riguardano i presbiteri e i diaconi del clero secolare in ordine sia alle loro persone, sia al loro ministero pastorale, sia a ciò che è loro necessario per l'esercizio di tale ministero, ed in tutte queste questioni offre ai Vescovi l'aiuto opportuno.» (articolo 4 della motu proprio Ministrorum Institutio)
Perciò anche se la Congregazione di Filoni ha competenza sui contenuti formativi del RMS, NON HA il controllo amministrativo del RMS, che - a causa della Ministrorum Institutio di Benedetto XVI - compete al vescovo diocesano. Perciò la domanda da fare è: CHI È IL VESCOVO DIOCESANO a Guam?

Stando a papa Francesco, l'arcivescovo Hon ha assunto tutta l'autorità dell'arcivescovo di Agaña dallo scorso giugno 2016. Ma Hon è tuttora il subordinato di curia di Filoni a Roma. Per cui Hon serve due padroni: il Papa e Filoni. E Filoni serve Kiko.

Fate attenzione: tutto questo era stato organizzato fin dall'inizio. I kikos sono bravi pianificatori. Avevano pianificato in anticipo in caso di giorni come questo. Ecco perché hanno mandato Hon qui a gennaio 2015 e a giugno 2016. Ed ecco perché arraffarono il titolo di proprietà [del seminario RMS] nel 2011. Ma c'è qualcosa che non avevano previsto nel loro piano: NOI, il "sensus fidei", la "competenza" dei laici.

Nota conclusiva.

Oggi [giovedì 22 settembre] mi è stato chiesto un intervento ad un meeting del Rotary Club. Ho spiegato i motivi per cui sono stato coinvolto in questa situazione e come intendo uscirne. Ho condiviso con loro, in quel momento, il fatto di trovarci ad appena 24 ore dalla conclusione di tutta questa storia.

Con l'entrata in vigore della legge (proposta 326), interverrà il sistema giudiziario e tutto dovrà diventare pubblico, inclusa la corruzione in alto, su fino a Filoni, dato che i casi sugli abusi sessuali sono collegati direttamente all'alienazione della proprietà e alla "cultura dell'inganno" del seminario neocatecumenale Redemptoris Mater.

Le note finali di questo Crepuscolo degli dei di Apuron verranno suonate in tribunale e il mondo dei kikos crollerà. Ecco perché Hon si è scatenato in azione all'UNDICESIMA ORA per esigere che il governatore di Guam ponga il suo veto alla legge.

Sia chiaro: tutto questo è avvenuto per ordine di Filoni. Pregate molto che il governatore non cada sotto le pressioni di Filoni e dei suoi kikos.


(nostra traduzione da
un articolo di Tim Rohr
pubblicato su Jungle Watch)

Nota: Filoni era stato avvisato per tempo. Consigliamo di rileggere queste lettere a Filoni datate marzo-aprile 2015.

Aggiornamento: la proposta di legge 326 è stata firmata, entrando in vigore come pubblica legge 33-187. Nel firmarla, il governatore si è detto «rattristato dal fatto che ci siano state ingiustizie che hanno reso necessaria questa legge». La legge elimina le scadenze entro cui presentare le denunce per molestie sessuali sui minori. Non contiene elenchi di colpevoli. Non contiene elenchi di "asset" della Chiesa da sequestrare.

E soprattutto ricordiamo che questa legge, più lo scandalo pedofilia che l'ha fatta nascere, più gli scandali aggiuntivi (certificato di proprietà taroccato, ecc.), sono frutti del Cammino Neocatecumenale e dell'avidità e dell'arroganza dei suoi capibastone e dei suoi "potenti appoggi".

mercoledì 21 settembre 2016

Filoni ha paura. Di cosa? Di chi? Perché?

Premessa: lo scorso 1° settembre 2016 il gruppo di laici cattolici LFM (Laity Forward Movement), una dozzina di fedeli di Guam, aveva chiesto di visitare il seminario Redemptoris Mater locale, prendendo accordi con p. San Nicholas, Delegato dell'Amministratore Apostolico mons. Hon, e scrivendo a mons. Hon stesso, che però non si è degnato di rispondere. Il Delegato, durante diversi contatti telefonici, accetta le motivazioni (confermando anche che Hon ha ricevuto l'email), e il 6 settembre accorda la richiesta.

La visita era programmata per l'8 settembre 2016 alle ore 11, della durata prevista di una mezz'oretta, cioè il tempo sufficiente per visitarne la biblioteca, le aule della facoltà teologica e la cappella del seminario, e vedere qualcuno dei suoi pubblici documenti, sotto la guida di una persona incaricata dal seminario.

La mattina dell'8, alle ore 9:00 circa, San Nicholas telefona dal seminario per dire a Lou K., referente del gruppo LFM, che poco dopo sarebbero stati contattati da mons. David Quitugua, rettore ad interim del seminario. Alle 9:20 circa (praticamente un'ora e mezza prima della visita) il Quitugua telefona per dire che il gruppo LFM avrebbe dovuto scrivergli una lettera formale elencando le motivazioni, la data prevista, il numero di visitatori. Lou risponde che tutte queste informazioni erano già in possesso del San Nicholas lì nel seminario, che era troppo tardi per cambiare i piani, e che alle 11 si sarebbero presentati lì.

Nota 1: fino a questo punto sembrerebbe
il tipico clericalismo neocatecumenale.
Il seminario R.M., cos'avrà mai da nascondere?

Così, nonostante gli accordi presi, la mattina del 7 settembre alle 11 il gruppo ha trovato i cancelli del seminario sprangati, e vi era affisso questo avviso:


L'avviso è "firmato" dall'Amministratore Apostolico Hon, ed è evidentemente diretto contro il gruppo che era stato autorizzato dal Delegato di Hon, p. San Nicholas.

A questo punto Lou scrive a Hon e ai media per chiedere come mai il rettore di un seminario che si presume "diocesano" abbia il potere di scavalcare le decisioni del Delegato e perciò dell'Amministratore Apostolico stesso.

Nota 2: l'amministratore apostolico Hon,
cosa ha da nascondere?
perché permette ai kikos di scavalcarlo?

Ebbene, messo alle strette, il Delegato San Nicholas ammette finalmente la verità: il rettore ad interim Quitugua gli aveva scritto la sera prima per dire che il cardinal Filoni, prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, messo al corrente della visita del gruppo LFM al seminario R.M., ha esplicitamente proibito la visita e la consultazione di documenti:


Lo stesso Quitugua aveva scritto la sera stessa al Delegato San Nicholas (e per conoscenza a due incaricati del seminario) per dire che il cardinal Filoni ha vietato qualsiasi visita al seminario R.M. di Guam in assenza di un permesso per iscritto da parte della competente autorità ecclesiastica, e che i visitatori vanno identificati uno per uno e tenuta traccia del motivo della loro visita (neanche fosse una centrale nucleare militare).

Nota 3: com'è possibile che uno sconosciuto
"rettore ad interim" di un seminario neocatecumenale
possa comodamente mobilitare un cardinale così importante
sul tema di una semplice breve visita di un gruppetto laici?

Cliccare per ingrandire:



A questo punto è lecito chiedersi: il cardinal Filoni, che cosa teme veramente? di che ha paura?

Perché mai il cardinale a Roma ha tanta premura nel proibire ad un gruppetto di laici a Guam la visita già accordata dal delegato del vescovo ad un seminario che - a norma dei suoi stessi statuti, e secondo la pubblicazione dello stesso Quitugua sul giornale arcidiocesano il 29 novembre 2015 - sarebbe di proprietà dell'arcidiocesi e a disposizione del vescovo?

Cosa c'è da nascondere, eminenza?

Perché si è scomodato personalmente per proteggere questo "arcano" neocatecumenale?




(nota: in tutto questo stiamo assumendo che il neocatecumenale Quitugua abbia detto la verità, perché ci riesce difficile immaginare cosa gli costerebbe l'aver usurpato il nome del cardinale per impedire quella visita).

martedì 20 settembre 2016

Sacerdote esce dal Cammino: "Ho lasciato con grande sollievo quella che ritengo sia una setta"

Riportiamo l'intervento sul nostro blog di un sacerdote che, dopo decenni di Cammino Neocatecumenale, non sopportando più di celebrare un'Eucaristia non approvata dalla Chiesa, ha scelto di uscirne, non senza aver cercato, inutilmente, di correggere e di aiutare le comunità a lui affidate.

Ringraziamo Don Giuseppe per la sua preziosa testimonianza e preghiamo per i tanti sacerdoti che hanno individuato i problemi del Cammino e hanno, per il bene delle anime del gregge, operato per porvi rimedio.



«Dopo tanto tempo ho pensato di intervenire per aiutare i neocatecumenali a liberarsi dalla loro eresia pericolosa.

Sono sacerdote e ho fatto il cammino a partire dal 1975.

L'anno scorso, dopo anni di travaglio interiore, dopo aver aiutato le comunità a capire, e non hanno capito perché condizionate dalla prepotenza dei catechisti [del Cammino], ho lasciato con grande sollievo quello che ritengo sia una vera setta. Almeno i metodi sono quelli.
In particolare c'è stato in me il rifiuto a proseguire una "eucarestia" non approvata dalla Chiesa!

Spero di riuscire con interventi che non siano polemici ma convinti nel profondo di riuscire in questo tentativo.
Altrimenti mi ritirerò, come già avevo fatto pregando il Signore a darmi tempo per rimediare a tanti sbagli a cui mi ha portato anche il cammino celebrando la Santa messa della Chiesa e non di Kiko!

Ringrazio Daniel Lischiftz, di cui ho appena finito di leggere i due volumi della sua vita, perché in molte cose mi sono trovato. Pensavo di scrivergli, ma temevo che non mi potesse capire.
Naturalmente io interverrò quando gli impegni me lo permetteranno.

Non ho odio per nessuno. Prego anche per le comunità che ho avuto perché il Signore apra loro gli occhi e possano vedere dove è la Santa Madre Chiesa.»

(don Giuseppe)

domenica 18 settembre 2016

Amico del Cammino? Nemico dei cattolici!

Mons. Savio Hon Tai-Fai, amministratore apostolico di Agaña, Guam
Il 28 novembre 2014 l'arcivescovo [di Guam, il neocatecumenale Anthony Sablan] Apuron minacciò di utilizzare tutta la forza e il peso della Chiesa per querelare un singolo fedele cattolico che lo aveva pubblicamente accusato di abusi sessuali contro un suo parente [cfr. il comunicato dell'Arcivescovo dove dice: «...è un'orribile calunnia, e io sono obbligato a difendere non la mia persona ma la Chiesa... e per difendere la Chiesa sarò costretto ad intentare causa per diffamazione...»].

Lo si tenga presente qui di seguito.

Il 12 settembre 2016 la Legislatura di Guam ha votato favorevolmente per la proposta di legge 326-33, una proposta che entrando in vigore come legge eliminerà in modo permanente i termini di prescrizione sui crimini sessuali commessi contro i minori e permetterà alle vittime di avviare azioni legali contro i loro "abusatori, complici, aiutanti, favoreggiatori, quanti hanno agito di concerto con loro, e le loro istituzioni, in qualsiasi momento".

La proposta di legge, in origine, non includeva la responsabilità per le "istituzioni". Infatti io ero uno di quelli che avevano insistito che non la contenesse.

Ma domenica 3 luglio 2016 l'arcivescovo Hon ha cambiato lo scenario.

In due omelie, una a Santa Barbara e l'altra in Cattedrale, l'arcivescovo Hon ci ha convinti che il problema non è semplicemente Apuron. Hon ci ha convinti che il problema è Hon stesso. Più precisamente, Hon, che rappresenta Roma, ci ha convinti che il problema è realmente istituzionale, è davvero la Chiesa gerarchica.

In quelle due omelie Hon ha sminuito la nostra cultura ("la cultura di Guam si aspetta tutto velocemente"), ha preso in giro il blog Jungle Watch e cioè il nostro modo primario di comunicare come laici ("i blog stanno incoraggiando false barriere"), ha criticato la nostra opposizione ad Apuron ("dobbiamo approfondire la nostra fede nel nostro Vescovo"), e ci ha detto di tacere e tornare al nostro posto ("voi avete la conoscenza, ma io ho il potere"). Ed ha detto tutto questo nonostante quanto rivelato da [le vittime degli abusi sessuali di Apuron e i loro familiari] Roy, Doris, Walter e Roland, a sui stavano per aggiungersi Leo e Ramon.

È stato immediatamente chiaro a tutti noi che Hon intendeva continuare a sputarci in faccia, proprio come aveva fatto durante la sua visita apostolica a gennaio 2015. Oggi come allora, la sua missione è di sostenere Apuron e il Cammino Neocatecumenale.

Anthony Sablan Apuron,
arcivescovo neocatecumenale
e pedofilo
fin da quando era seminarista.
«No one can get me»
Dato che Hon è convinto di essere superiore alla gente di Guam, ha pensato che si sarebbe trattato di un lavoretto rapido. [Questa protesta] «sparirà in due settimane», disse all'assemblea dei fedeli in Cattedrale domenica 12 giugno 2016. Il 3 luglio successivo, quando quelle due settimane erano abbondantemente passate, il picchettaggio di protesta di fronte alla Cattedrale era invece diventato più grande e più ampio. Perciò Hon è partito all'attacco: banalizzando la nostra cultura, facendosi beffe di questo blog, criticando la nostra opposizione ad Apuron, e ricordandoci che lui è quello "con tutto il potere".

E così, di fronte a questa minaccia da parte di chi ci rappresenta la Chiesa gerarchica, abbiamo dovuto prendere la particolarmente difficile decisione di adoperare l'unica arma che ci era rimasta: la questione della responsabilità istituzionale. No, non colpirà Hon nel portafoglio. Personalmente non avrà da pagare nemmeno un centesimo. Ma "ferirà" Hon in modi tali da costringerlo a darci attenzione. Gli manderebbe il messaggio che noi non siamo gli stupidi e sottomessi isolani che lui pensa che siamo.

Anche allora non gliene importerà molto. Ma sappiamo che dovrà preoccuparsi di ciò che una misura del genere significherà per coloro che a Roma controllano il futuro di Hon. Una legge che elimina i termini di prescrizione sui crimini sessuali e che prevede la responsabilità istituzionale, una volta passata ed entrata in vigore mentre lui è amministratore apostolico, è la "lettera scarlatta" che termina le carriere episcopali.

E perciò adesso Hon si sta muovendo. Non per salvare noi. Ma per salvare sé stesso.

Registrate, registrate, registrate!

Da quanto abbiamo saputo [anche dai giornali], alle parrocchie e alle scuole è stato ordinato [da Hon] di far circolare una petizione che chiede al governatore di Guam di opporre il suo veto alla legge. Infatti vi potrebbe capitare di ascoltare un annuncio del genere alle Messe di questo week-end [ieri e oggi]. All'inizio ero dell'idea di suggerirvi semplicemente di andarvene. Non fatelo. Tirate fuori i vostri cellulari e registrate, registrate, registrate. E teneteli bene in vista, cosicché il prete possa vedere che lo state videoregistrando. Magari anche stando in piedi. È ora di resistere a questi bulli, porca miseria!

Pubblicheremo tali registrazioni in modo che tutto il mondo sappia chi è che sostiene Apuron e lo stupro e la mutilazione dei bambini.

Ad assisterlo in questo sforzo di fare la cosa SBAGLIATA sono stati due "zelantemente intromessi", cioè due avvocati locali che si sono presentati come "fedeli preoccupati". Da quello che mi hanno riferito dalle scuole e dalle parrocchie, quei due facevano pressioni affinché quella legge venisse bloccata.

Hanno presentato un'immagine molto brutta della diocesi, in modo da far vedere tutto nero, con la diocesi che perde le sue chiese e le sue scuole qualora la legge entri in vigore. Ho saputo che per la maggioranza dei presenti, la tattica del far vedere tutto nero ha funzionato.

I nostri parroci e responsabili ora sono nel panico e stanno chiedendo di firmare la petizione a quegli stessi bambini che la legge intende proteggere. Possiamo tutti dire: "ma che kaiser"?!

Alcuni di questi sono gli stessi parroci e incaricati che per interi decenni hanno voltato lo sguardo altrove e fatto finta di non sentire, di fronte alle voci - quando non addirittura alle denunce - di bambini che erano stati sacrificati come giocattoli sessuali sull'Altare della Perversione dove Apuron e i par suoi effettivamente celebravano.

Per questo abbiamo bisogno adesso di fare realmente sul serio.

Il vero motivo per cui alcuni - se non la maggioranza - dei nostri preti sono desiderosi di fermare questa legge non ha nulla a che vedere con la perdita di assets diocesani o violazioni del ministero (come tentano di dire). Ma prima di discutere il vero motivo, parliamo un momento della presunta perdita di assets paventata dai due Zelanti Intromettitori.

Da una ventina d'anni a questa parte molte diocesi americane hanno sofferto tale destino: scontrarsi con la verità, cioè col fatto che il loro clero, i loro leader religiosi, e specialmente la loro gerarchia, erano complici da decenni in una sistematica coltivazione di bambini per l'uso e l'abuso di membri pervertiti del clero, ed una ancor più sistematica e cospiratoria copertura di ciò che papa Benedetto XVI aveva chiamato "la sporcizia nella Chiesa".

Secondo il sito web Bishop Accountability, l'aver pubblicamente esposto quelle bestie, nel 2016 è costato alle diocesi cattoliche americane qualcosa come tre miliardi di dollari mandando ben 13 diocesi in bancarotta. La diocesi col maggior numero di colpevoli, l'Arcidiocesi di Los Angeles, ha dovuto pagare 736 milioni di dollari di risarcimenti fra il 2006 e il 2007. L'altro più grande risarcimento è stato pagato dalla diocesi di San Diego, 198,1 milioni di dollari nel 2007, seguita dalla diocesi di Orange, 100 milioni nel 2005.
Nota: il fatto che tali tre diocesi siano tutte nel sud della California e che la più importante sia quella di Los Angeles, mi permette una certa rivendicazione. Nel 1977 io e mio padre andammo negli uffici della Curia di Los Angeles per denunciare un incidente riguardante il nostro parroco, di cui ero stato personalmente testimone. Venimmo cacciati fuori. Mio padre perse la sua fede, e la vita nella nostra famiglia non fu più la stessa. Avevo già raccontato più in dettaglio questa storia (cfr. Chancery vs. Rohr: two stories). Nei parecchi anni successivi, ho osservato con orrore l'arcidiocesi di Los Angeles discendere nella celebrata dissolutezza.
Anche se quelle somme sembrano grandi, vorrei sfidare i due Zelanti Intromettitori che a quanto pare si sono dati da fare allo scopo di indurre la Chiesa a convincere il governatore a mettere il veto alla legge, vorrei sfidarli a mostrare almeno una chiesa, una scuola, una mensa dei poveri, una qualsiasi cosa che sia stata chiusa o svenduta in diretta conseguenza di quelle azioni legali e di quei risarcimenti. Ce ne mostrino uno.

Non solo Los Angeles non ha chiuso la sua cattedrale - come alcuni preti andavano invece dicendo che avverrà a Guam - ma Los Angeles ne ha addirittura costruito una nuova. E se ci fosse stata una qualsiasi chiusura di parrocchie o scuole, non è dovuta ai risarcimenti, ma al fatto che preti e suore chiedono di abbandonare la loro vita religiosa e fuggir via per "auto-realizzarsi" nel mondo. Infatti, a Los Angeles, nel 1968, ben 300 su 560 suore di un singolo ordine religioso chiesero alla Santa Sede di essere esonerate dai loro voti perpetui (ne ho già parlato qui).

Il fatto è che mentre quelle diocesi nascondevano i loro mali, avevano anche un'emorragia di fedeli, proprio come sta avvenendo qui. Quando Apuron è diventato Arcivescovo [di Guam] nel 1986, c'era un totale di cinque chiese non cattoliche. Oggi ce ne sono più di sessanta! Piene di ex cattolici!

Riconoscere le proprie macchie è ciò che lo Spirito Santo esige per un vero rinnovamento. Los Angeles, San Diego, Orange, perfino Boston, nonostante siano state storpiate dagli avanzi di quei decenni d'inferno, stanno vedendo adesso una nuova crescita e rinnovamento.

E il riconoscere le proprie macchie è un prezzo che siamo disposti a pagare.

Preti e vescovi non avranno da pagare neppure un centesimo a meno che non vengano riconosciuti personalmente responsabili. Siamo noi, i laici, che paghiamo. Abbiamo sempre pagato. Abbiamo pagato per il club dei presbiteri di Apuron [cioè il seminario Redemptoris Mater di Guam] per vent'anni - e stiamo ancora pagando. Abbiamo pagato per gli interminabili viaggi [neocatecumenali] di Apuron con quei suoi compagni di giochi. Abbiamo pagato per David [Quitugua, neocatecumenale, vicario generale di Guam], l'ingannatore, per la sua vacanza di dieci anni a Roma. Stiamo pagando adesso per tutti quei sacerdoti spariti da Guam che vagano per il mondo [nelle missioni neocatecumenali] a nostre spese.

E stiamo anche pagando per costruire le nostre chiese e le nostre scuole. E non temiamo di perderle. Forse l'esempio più visibile di questo è la presenza di Greg e sua moglie al picchettaggio domenicale di fronte alla Cattedrale che suo padre e i fratelli Perez collaborarono a costruire!

Un'ultima nota su questo prima di esaminare la vera ragione per cui i nostri "pastori" stanno tentando di opporsi alla legge.

Consideriamo il caso peggiore, Los Angeles. In totale ha sborsato 736 milioni di dollari. Ha una popolazione di 4,2 milioni dicattolici. È una media di $175,24 per ogni cattolico, un prezzo molto piccolo da pagare per ottenere un pizzico di giustizia per le centinaia di giovani vite rovinate da mostri come Apuron, Brouillard e Cruz.

E alla fine dei conti siamo noi, i laici, che dovremo pagare e pagheremo.

Fatevelo entrare in testa, Hon, Jeff e gli altri buoni a nulla: noi, la maggioranza dei fedeli cattolici dell'arcidiocesi di Agaña, siamo stufi del fatto che da interi decenni guardiate altrove quando un vostro fratello del clero stupra e rovina i nostri bambini. Siamo disposti a pagare il prezzo, qualsiasi prezzo, pur di ripulire la sporcizia nella Chiesa. E siccome voi non intendete ripulirla, ci penseremo noi. E lo faremo in tribunale, dal momento che voi ci avete negato la nostra Chiesa.

Non illudetevi. Questa legge è stata generata proprio dalle persone che voi fingete di servire. Non è venuta da forze esterne alla Chiesa, non è venuta da qualche avvocato interessato. No: è venuta da noi. È venuta da noi perché voi avete scelto di non far niente! Ed è risultata particolarmente necessaria nel momento in cui abbiamo visto il vostro assoluto silenzio di fronte al volto di una madre [di una vittima degli abusi sessuali] che piangeva per strada mentre veniva chiamata bugiarda da uno di voi prelati.
(Nota: in realtà gli unici "avvocati interessati" sono gli Zelanti Intromettitori che vi hanno venduto la panzana del veder tutto nero, ma ne riparleremo più in là).
E dunque, vediamo adesso la vera ragione di quella petizione.

La vera ragione non è la protezione degli asset o il terrore che le donazioni si azzerino. La vera ragione è la SPORCIZIA NELLA CHIESA. La sporcizia che voi sapete bene che esiste e che voi sapete bene di aver coperto, il che include molti più membri del clero e religiosi di quanti ne risultino già coinvolti.

Io ed altri siamo già a conoscenza di molti casi di attività sessuali illecite, figli illegittimi, aborti nelle Filippine, stupri, moletstie e l'assoluta rovina di tante persone. Voi sapete chi siete, e lo sappiamo anche noi - e come ha scritto di recente un giornalista: "lo sa anche chi è vissuto a Guam negli ultimi cinquant'anni".

Voi sapete chi siete. E noi sappiamo perché voi non volete che questa legge entri in vigore. E sappiamo anche quali protettori avete nel governo. Così come per il caso relativo a quella Chevelle blu a Pago Bay. Ci arriveremo.

All'inizio di questa pagina c'è un'introduzione sull'intento di Apuron di utilizzare le risorse della Chiesa - le nostre risorse - per querelare un fedele cattolico affermando di farlo "per difendere la Chiesa". Non c'è stato neppure un prete che abbia detto che ciò è sbagliato. Per cui adesso, con questa legge che entra in vigore, ci aspettiamo che nessuno di voi si opponga all'utilizzo delle nostre risorse per "difendere la Chiesa" contro le bestie che voi avete protetto per decenni e il sistema che avete tenuto in piedi per abilitarle, sostenerle e nasconderle.

Perciò, domenica [oggi], REGISTRATE, REGISTRATE, REGISTRATE!



(nostra traduzione di un articolo

sabato 17 settembre 2016

«Dicevano che io ero satana e che ci saremmo lasciati»

"Kiko parla con Dio":
il novello Mosè,
iniziatore del Cammino
Buonasera, ho trovato questo blog e le varie testimonianze lette non mi lasciano affatto stupita, in quanto io ho subìto i danni che impartisce la cosiddetta comunità neocatecumenale.

Faccio una breve sintesi dell'accaduto: ho conosciuto un ragazzo figlio di cosiddetti "catechisti" di una comunità neocatecumenale, e con lui mi sono fidanzata e sono rimasta incinta. La sua famiglia iniziò a parlarmi sempre di più della loro comunità dicendomi che senza il Cammino non ci sarebbero state speranze in quanto SOLO nella coppia neocatecumenale c'è amore, iniziando a introdurmi nelle "catechesi iniziali".

Già da lì cominciai a capire il marcio che aleggiava in quella comunità che pretendeva di manifestarsi come una salvezza per la vita; decisi di ritirarmene, e fu da lì che iniziarono a piovere minacce da parte della sua famiglia. Dicevano che io ero satana e che ci saremmo lasciati.

Premetto che il rapporto con questo ragazzo era splendido e lui era innamorato di me, ma da quel momento lui continuò ad andare in comunità e vidi in lui i primi segnali di forte plagio. Risultato? Dopo un mese lui mi ha lasciata con un figlio di 6 mesi, dicendo che io non lo "completavo"... per via del Cammino neocatecumenale!

La mia riflessione è questa: possibile che nel 2016 ancora si creda a queste idiozie?! E che soprattutto possa una cosa così distruggere la famiglia, sacramento della religione cattolica!

È una vera e propria setta e sono spaventata da questa autodistruzione indotta dai cosiddetti catechisti che non sono altro che persone fallite nella loro vita.

UN GRAZIE A CHI HA PERMESSO QUESTA IDIOZIA.

(testimonianza firmata)

giovedì 15 settembre 2016

"Io vado ad evangelizzare e ho portato in Chiesa tanti"

Non servono commenti o parole, ha già detto tutto Papa Francesco nella sua omelia del 9 Settembre 2016 a Santa Marta.
Nella sua omelia c'è la critica a tutto quello che i Kikos fanno e, mirabilmente nelle stesse parole, l'esortazione  a fare tutto quello che i Kikos non fanno!

Leggiamo alcuni stralci da un articolo di "Avvenire" (http://www.avvenire.it/Papa_Francesco/santmarta/Pagine/Papa-Francesco-Messa-a-Santa-Marta-09-09-2016.aspx):

"Non ridurre l’evangelizzazione al funzionalismo né tanto meno ad una semplice “passeggiata”.
Purtroppo ravvisa il Papa anche oggi si vedono cristiani che vivono il servizio come una funzione. Laici e sacerdoti che si vantano di quello che fanno: “Questo è il vanto: io mi vanto. E’ ridurre proprio il Vangelo a una funzione o anche ad un vanto: ‘Io vado ad evangelizzare e ho portato in Chiesa tanti’

Fare proselitismo: anche quello è un vanto. Evangelizzare non è fare proselitismo. Cioè né fare la passeggiata, né ridurre il Vangelo a una funzione né fare proselitismo: questo non è evangelizzare. Questo è quello che dice Paolo qui: ‘Per me non è un vanto. Per me è una necessità’ – continua – “che mi si impone”. Un cristiano ha l’obbligo, ma con questa forza, come una necessità di portare il nome di Gesù, ma dal proprio cuore”. Annunciare il Vangelo, prosegue, non può essere un vanto, ma – come ci esorta San Paolo – “un obbligo”. Ma qual è dunque lo “stile” dell’evangelizzazione, si domanda ancora il Papa? “Come io posso essere sicuro – aggiunge – di non fare la passeggiata, di non fare proselitismo e di non ridurre l’evangelizzazione a un funzionalismo?”. Lo stile, è la risposta di Francesco “è farsi tutto a tutti”. Lo stile è: “andare e condividere la vita degli altri, accompagnare; accompagnare nel cammino della fede, far crescere nel cammino della fede”.
Dobbiamo metterci nella condizione dell’altro: “Se lui è ammalato, avvicinarmi, non ingombrarlo con argomenti”, “essere vicino, assisterlo, aiutarlo”. Si evangelizza, ribadisce, “con questo atteggiamento di misericordia: farsi tutto a tutti. E’ la testimonianza che porta la Parola”. Francesco ha dunque rammentato che durante il pranzo con i giovani alla Gmg di Cracovia, un ragazzo gli ha chiesto cosa dovesse dire ad un suo caro amico ateo: “È una bella domanda! Tutti noi conosciamo gente allontanata dalla Chiesa: cosa dobbiamo dire loro? E io ho risposto: ‘Senti, l’ultima cosa che devi fare è dire qualcosa! incomincia a fare e lui vedrà cosa tu fai e ti domanderà; e quando lui ti domanderà, tu di’’. Evangelizzare è dare questa testimonianza: io vivo così, perché credo in Gesù Cristo; io risveglio in te la curiosità della domanda ‘ma perché fai queste cose?’ Perché credo in Gesù Cristo e annuncio Gesù Cristo e non solo con la Parola – si deve annunciarLo con la Parola – ma con la vita”.

Questo è evangelizzare, ha detto, “e anche questo si fa gratuitamente”, “perché noi abbiamo ricevuto gratuitamente il Vangelo”, “la grazia, la salvezza non si compra e neppure si vende: è gratis! E gratis dobbiamo darla”.


Ha così rammentato la figura di San Pietro Claver, di cui ricorre oggi la memoria. Un missionario, ha annotato, che “se ne è andato ad annunciare il Vangelo”. Forse, ha commentato, “lui pensava che il suo futuro sarebbe stato predicare: nel suo futuro il Signore gli ha chiesto di essere vicino, accanto agli scartati di quel tempo, agli schiavi, ai negri, che arrivavano lì, dall’Africa, per essere venduti”: “E quest’uomo non ha fatto la passeggiata, dicendo che evangelizzava; non ha ridotto l’evangelizzazione a un funzionalismo e neppure ad un proselitismo: ha annunciato Gesù Cristo con i gesti, parlando agli schiavi, vivendo con loro, vivendo come loro! E come lui nella Chiesa ce ne sono tanti! Tanti che annientano se stessi per annunciare Gesù Cristo. E anche tutti noi, fratelli e sorelle, abbiamo l’obbligo di evangelizzare, che non è bussare alla porta al vicino e alla vicina e dire: ‘Cristo è risorto!’. E’ vivere la fede, è parlarne con mitezza, con amore, senza voglia di convincere nessuno, ma gratuitamente. È dare gratis quello che Dio gratis ha dato a me: questo è evangelizzare”. 


Esattamente tutto il contrario di quello che fanno i Kikos ......

martedì 13 settembre 2016

I kikos difendono i loro pedofili: "a dieci anni il bambino è consenziente, e poi mica gridava aiuto"

Per gli aderenti al Cammino Neocatecumenale, l'importante non è la verità ma il prestigio del Cammino e dei suoi capibastone.

Per cui se uno di questi ultimi è accusato di pedofilia, la truppa dei kikos d'assalto subito risponde così (vedi riquadro a lato):
«...la presunta vittima di 10 anni di età, che lui ha visto, non sembra respingere [l'aggressore], ma pare essere un partecipante consenziente. La presunta vittima di 10 anni non ha affatto gridato per chiedere aiuto
(testo originale: «Yes. First of all, the 10 year old alleged victim whom he saw does not appear to be fighting back at all, but seems to be a willing participant. The 10 year old alleged victim did not cry out for help at all.»)

Chiaro?

Non è un esponente del Partito dei Pedofili, ma un esponente del Cammino Neocatecumenale.

Infatti il commento è firmato "Diana", pseudonimo collettivo di un gruppetto di neocatecumenali di Guam, che è a capo di un blog dal comico titolo «Neocatechemunal - an insider's view», attivato al solo scopo di diffondere la propaganda kikiana.

Tale blog è sponsorizzato dal super-"catechista" neocatecumenale "itinerante" incaricato dell'isola di Guam, tale Pius Sammut, carmelitano originario di Malta, che nel proprio sito web aveva come unici due "link" quello al sito ufficiale del Cammino e quello al blog neocatechemunale (vedi screenshot commentato qui a lato). Sammut risponde unicamente a Gennarini, il quale risponde unicamente a Kiko.

E come mai i neocatecumenali di Guam improvvisamente si sono ritrovati d'accordo col Partito Pedofilo?

Con che sprezzo del ridicolo e con che barbara sfacciataggine dichiarano che il bambino di 10 anni sarebbe stato "consenziente" giacché non stava né "resistendo" né "gridando"?

Vedete, il fatto è che l'isola di Guam ha la disgrazia di avere un arcivescovo neocatecumenale.

Tale arcivescovo è da alcuni mesi su tutti i giornali locali (stranamente non quelli italiani, almeno finora) perché diversi ex chierichetti lo accusano di atti di pedofilia avvenuti almeno da quando era diciannovenne seminarista fino alle soglie dell'episcopato (pensate un po': un pedofilo che riesce a diventare prete, poi vescovo e quindi arcivescovo); l'ultima delle testimonianze è giunta ieri, pubblicata su Jungle Watch.

L'atteggiamento neocatecumenale non ci stupisce; già in un'altra occasione, in nome del prestigio del Cammino, i cosiddetti "catechisti" del Cammino suggerivano "caldamente" alle vittime di stupri e pedofilia di tacere; e recentemente avevamo ospitato la testimonianza di una donna alla quale i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali comandavano di "chiedere perdono al violentatore" per averlo indotto in tentazione.

Ecco i frutti del Cammino Neocatecumenale: difendere il pedofilo (lo fa perfino Kiko!), pur di difendere il prestigio del Cammino.

(Secondo voi qualche kikos oserà mai prendere posizione contro il pedofilo senza mitragliare tutti quei ridicoli "distinguo" in difesa del loro Fratello Nel Cammino?)

domenica 11 settembre 2016

Aberrazioni liturgiche: per Kiko la sposa è benedetta solo se è feconda

Nel Risuscitò, raccolta di canti del Cammino Neocatecumenale, troviamo un canto intitolato "Benedizione agli sposi".

Il testo, sembrerebbe corrispondere alla terza formula di benedizione prevista nel Messale per il Rito del Matrimonio.

Esaminandole a confronto, invece, sono molte le differenze, gli inspiegabili tagli, le innovazioni




Leggiamo il testo della liturgia del Messale (in azzurro) a confronto con il testo del "rito neocatecumenale" (in giallo), andando a consultare altre formule liturgiche (in rosa) cercando di capire il motivo di tali modifiche, oltre che rilevando l'ennesima ingiustificata alterazione della Liturgia della Chiesa ad opera dell'iniziatore spagnolo.

Dalla terza formula liturgica di benedizione sugli sposi leggiamo:

"Padre santo, creatore dell'universo, che hai formato l'uomo e la donna a tua immagine e hai voluto benedire la loro unione, ti preghiamo umilmente per questi tuoi figli, che oggi si uniscono con il sacramento nuziale."

Questa prima parte viene completamente ignorata nella versione musicata da Kiko.

Continuiamo a leggere la formula liturgica:

"Scenda, o Signore, su questi sposi N. e N. la ricchezza delle tue benedizioni, e la forza del tuo Santo Spirito infiammi dall'alto i loro cuori, perché nel dono reciproco dell'amore allietino di figli la loro famiglia e la comunità ecclesiale."

Questo secondo paragrafo viene invece riportato nel testo neocatecumenale modificato nel modo seguente:

"Scenda su questi sposi la benedizione del Signore perché nel dono dell'amore allietino di figli la loro famiglia e la Chiesa." 

Notiamo un impoverimento di messaggio, una carenza ed un'ingiustificabile omissione.

Innanzitutto nel testo del Risuscitò la benedizione non è più ricchezza, il dono reciproco dell'amore non è più reciproco, la Comunità ecclesiale è la Chiesa.
Questo per quanto riguarda l'impoverimento di messaggio e lessicale.

La carenza invece è il non inserire nella benedizione i nomi degli sposi, prevista invece nel Messale.

La grave omissione è aver completamente ignorato lo Spirito Santo che con la Sua forza deve infiammare i cuori degli Sposi.

"Poi Giacobbe baciò Rachele" (Gen 29,11)

A questo punto la benedizione di Kiko aggiunge di sana pianta:

"E tu sorella sii come Lia e Rachele, come Sara e come Rebecca
E che i tuoi figli riempiano di pace tutta la Terra.
E tu fratello ama la tua sposa come Cristo la Sua Chiesa
E siano i vostri figli come virgulti di ulivo intorno alla tua mensa."

Cerchiamo di capire i motivi per cui Kiko 'modifica' e 'amplia' il testo liturgico.

Il richiamo per la sposa all' imitazione di un modello è presente nella seconda formula di benedizione del Messale che recita ad un certo punto "sappia imitare le donne sante lodate dalla Scrittura". Ma naturalmente il nostro pensiero correrebbe subito a Elisabetta, Marta e Maria, Maria Maddalena e alla Vergine Maria.

Per trovare invece nominate in una benedizione nuziale cattolica le matriarche dell'Antico Testamento bisogna fare un po' di archeologia liturgica e risalire ad un sacramentario del V secolo nel quale si augura alla sposa che "sia amabile con suo marito come Rachele, saggia come Rebecca, longeva e fedele come Sara".

Però notiamo un particolare: nel sacramentario del V secolo Lia (anch'essa patriarca vetero-testamentaria) non viene nominata!

Kiko rimedia a questa omissione e reintegra Lia, anzi la premette a tutte le altre, e per un preciso motivo:

Lia, scialba prima moglie di Giacobbe che egli mai amò, aveva una dote molto interessante, l'unica riconosciutale dagli autori cristiani: era feconda.



E  infatti, del tutto inopinatamente, ecco che nella benedizione rimasterizzata da Kiko, non si augura alla sposa né saggezza, amabilità, né fedeltà o longevità, ma solo "che i tuoi figli riempiano di pace tutta la Terra" (chiedo aiuto per capire da dove esattamente sia tratta questa frase) facendo così capire che le matriarche vanno tutte imitate per un unico merito: aver generato dei figli! E, in particolare, dei figli che partano in missione in tutta la Terra.

Successivamente (repetita iuvant!) di nuovo una frase non presente nella benedizione nuziale del Messale rivolta allo sposo: "e siano i vostri figli come virgulti di ulivo intorno alla tua mensa".

Quindi, "lievissima insistenza" sui figli, nominati una sola volta nella benedizione del Messale, per tre volte in quella di Kiko: figli che costituiscono l'unico obbiettivo dell'unione sponsale, figli generati per una specifica missione.


Spettacolari "alzate" dei Figli del Cammino

Nell'ultimo paragrafo della benedizione, Kiko ha ritenuto di apportare solo un paio di modifiche minori: invece di "godano del tuo sostegno nella fatica", scrive "godano della tua amicizia nella fatica", invece di "ti preghino nella Santa assemblea", "Ti preghino in questa Santa assemblea", invece di "siano tuoi testimoni del mondo", "siano testimoni del Vangelo".

Naturalmente nel testo di Kiko manca anche l'invocazione finale "per Cristo nostro Signore. Amen" che necessariamente deve concludere la benedizione liturgica, sostituito dal ritornello ripetuto in più punti tratto da Numeri 24,26 ("Chè vi benedica il Signore, chè vi doni la sua pace. Risplenda il suo volto su di voi"), anch'esso non previsto nella terza formula del rito matrimoniale della Chiesa Cattolica.

Per fortuna qualcuno deve aver fatto capire al fondatore spagnolo che l'esordio, ancora presente in alcune versioni del canto su YouTube, "Benedetto, benedetto sei Tu e benedetto il Tuo Nome o Dio di Israele", cantato con modulazioni vocali da muezzin, era davvero troppo...



venerdì 9 settembre 2016

Colorado: la parrocchia trasformata in caserma (i soliti frutti marci del Cammino)

Chiesa Regina della Pace (Aurora, in Colorado)
La croce di Cristo o la Croce di Kiko?
Un cattolico preoccupato per la sua comunità.

Buona sera. Il mio nome è G., sposato, con quattro figli, sono messicano e vivo nella città di Aurora, Colorado EUA.
Un poco della mia storia.
Sono stato cattolico da sempre, però mai praticante, perché pensavo che tutte le religioni fossero uguali.
Da quasi cinque anni mi ero fatto coinvolgere nella setta dei mormoni, ma dopo due anni che sono stato con loro, accortomi della loro manipolazione ed ipocrisia e della quasi insana insistenza sulla decima, me ne sono andato.

Poi ho conosciuto mia moglie che, Cattolica praticante, mi fece convertire alla fede della nostra Santa Madre Chiesa e da quasi otto anni ho partecipato alla vita della Chiesa come ministro straordinario della Comunione, facendo corsi biblici, ritiri spirituali e servendo come catechista per adulti e giovani.
In particolare, ben conoscendo i danni che fanno le sette, ho acquisito una propensione per l'apologetica (1 Pietro 3,15) e ho cercato di spiegare a catechisti e cattolici con la voglia di apprendere che l'unica Chiesa di Dio è questa (Matteo 16,18-19) e che Egli, il Cristo, resterà con noi sempre (Matteo 28,20).

Non sono carismatico, né molto legato a gruppi e movimenti della Chiesa, ma li rispetto e riconosco che i carismi sono diversi per ogni persona, così come è multiforme la sapienza di Dio (1 Pietro 4,10).

Da circa due anni è arrivato un nuovo parroco, spagnolo, proveniente dal Cammino Neocatecumenale, Felix Medina Algaba.
La nostra comunità parrocchiale è variegata e bilingue, la comunità latina è più del 60%; l'anno scorso, per la classe di catechismo per giovani e bambini, ci furono 1064 iscritti, dei quali il 90% erano in spagnolo, e la restante parte, benché fossero bilingui, molto pochi erano gli inglesi, preferivano i corsi in spagnolo.

Quest'anno invece il parroco ha sospeso i corsi in spagnolo e rimosso tutti i catechisti parrocchiali in spagnolo dicendo loro che, per servire, devono seguire i corsi dei neocatecumeni in inglese e vivere un ritiro di tre giorni (che devono pagare). Molta enfasi danno alla decima, che tutti i servitori devono dare, con rendiconto e tutto.
Io, che provengo da una setta, so che la Chiesa Cattolica basa la propria dottrina sul Nuovo Testamento e che né nel Nuovo Testamento né nel Catechismo si comanda di dare la decima, in Messico si dice di dare un giorno si salario; c'è poi un diacono che passa il tempo leggendoci il libro del Levitico, il Deuteronomio e Malachia.

Questo parroco [neocatecumenale] sta distruggendo la comunità già stabilita in parrocchia, par fare più spazio ai neocatecumeni; prima facevano riunione un giorno alla settimana e la messa per loro era una al mese, ora si riuniscono tre volte alla settimana e celebrano messa tutti i sabati.
Persone che lavoravano qui, nella parrocchia, diaconi e sacerdoti che non sono del Cammino o che non sono d'accordo con le sue pratiche, sono state mandate via o se ne sono andate, e lui li ha sostituti con delle marionette, che nulla sanno di servizio e di amore al prossimo.
La marcia dei seminaristi neocatecumenali
attorno al Kiko schitarrante sul palco

Io sono stato dieci anni nell'esercito in un'unità di paracadutisti in Messico e ho frequentato la scuola militare per diventare sergente, riconosco il metodo dell'«obbedire senza replicare» tipico dell'indottrinamento da caserma per instillarti l'ideologia del potere: ebbene, questi capetti quando ti parlano sono peggio degli ufficiali, ti dicono "ubbidisci e stai zitto", loro, che nulla sanno di teologia Cattolica, ed ancor meno di vedere Cristo nel proprio simile, nell'universo, nell'ammalato, in chi non conosce Dio.

Non hanno amore per i propri simili, si credono "gli eletti di Dio", se non stai con loro sei un intralcio, "obbedisci e taci, se no, vattene".
Prima, nella nostra comunità, avevamo certamente dei problemi, però ora abbiamo il problema che se vogliamo continuare a essere utili nella nostra parrocchia, dobbiamo per forza essere del Cammino.

Anche all'interno del gruppo dei catechisti, che eravamo più di cinquanta persone, ci sono litigi e richiami ad obbedire senza discutere al parroco; pur sapendo che bisogna fare lo sforzo di avvicinarsi alla comunità latina, che parla spagnolo, hanno cercato di creare programmi di "one family under one God" (ndt: in inglese, una sola famiglia con un solo Dio) per obbligare la gente ad andare alle Messe in inglese. Credono che i cattolici immigrati che parlano spagnolo stiano creando una Chiesa dentro la Chiesa è con questo pretesto il signor parroco, sta obbligando i neocatecumeni a catechizzare in inglese, attirando più adepti e, con essi, più potere e denaro.

La chiesa "Reina de la Paz" o "Queen of Peace" di Aurora, Colorado, è una delle più grandi comunità in Colorado e quella che dà più soldi alla diocesi di Denver; è per questo che il parroco, Felix Medina Algaba ha l'appoggio del vescovo, nonostante le lettere inviate nelle quali  abbiamo spiegato ciò che sta succedendo in parrocchia e che questo problema con quelli del Cammino non lo abbiamo solo noi, ma anche altre parrocchie hanno lo stesso problema di discordia tra parrocchiani ed hanno molti fratelli che si sono allontanati dalla Chiesa e non vogliono saperne più nulla di Dio.

La mia richiesta a voi è sapere cosa possiamo fare per difenderci da questo movimento settario, che detiene molto denaro e potere.
Se potete, mandate questo mio post a fratelli cattolici che amano questa Unica e Vera Chiesa di Gesù Cristo, perché mi diano idee per come affrontare questo problema, perché la cosa peggiore è allontanarci dalla nostra Chiesa e non fare nulla.
Grazie per la vostra attenzione.
(nostra traduzione da Crux Sancta)

mercoledì 7 settembre 2016

Il mausoleo di San Kiko all'Almudena

Traduciamo questo articolo di El Mundo, uscito sulla versione web del noto quotidiano spagnolo il 13 giugno 2004. A quell'epoca al noto artista-compositore-fondatore e presunto santo(ne) iniziatore del Cammino fu commissionata la pittura di una "corona misterica" nella Cattedrale dell'Almudena, a Madrid, in occasione del matrimonio fra Felipe VI di Spagna e Letizia Ortiz. Nell'immagine di seguito l'opera di Kiko il Sommo.


L'abside completamente kikizzato
nella Cattedrale di Madrid.
Notare che anche le vetrate sono opera
del Sommo dottor Kiko honoris causa.
Una tomba all'Almudena?

di José Manuel Vidal

La Cattedrale dell'Almudena è quasi sua. Di sicuro sono suoi i contestati affreschi, le vetrate e anche una cappella, che Kiko Arguello vorrebbe convertire nel proprio mausoleo. La comprò dal Cardinal Suquia per 40 milioni di pesetas (240.000 euro) oltre dieci anni fa. All'inizio era destinata a ospitare l'icona della Vergine del Cammino Neocatecumenale, quella che si portano dietro tutti i suoi seguaci, dipinta da Kiko nel 1962 [NdR: in realtà nella versione ufficiale la data riportata è 1973]. Adesso, tuttavia, il cofondatore del Cammino vuole convertire la cappella di Maria nel suo mausoleo. «Vorresti costruirti un sepolcro nella cappella dell'Almudena!» gli gridò in faccia Carmen Hernàndez, altra cofondatrice del Cammino, in una delle sue molteplici liti con Kiko davanti ai suoi seguaci. Lo racconta José Luis Diez Moren, che ha fatto parte del Cammino per più di 30 anni ed è uno dei massimi esperti su questo movimento

Il fatto è che santi non si nasce, ma si diventa. Con un'opera, con il denaro e con i giusti sponsor. E Kiko ha tutte e tre queste cose: un movimento con più di un milione di seguaci, che porta alla Chiesa vocazioni e denaro, e potenti appoggi, sia nella Curia romana che in quella madrilena. Fra i Vescovi amici spiccano il suo amico e sostenitore, il Cardinal Rouco Varela e il Vescovo di Bilbao, Ricardo Blazquez [NdR: che figura anche fra i 72, ed è uno dei "teologi" del Cammino]. L'altra condizione per assurgere all'onore degli altari è rendere immacolata la storia personale del futuro santo, riscrivere il passato e condizionare il racconto del presente puntando alla futura elevazione agli altari. Il meccanismo è noto ed è stato applicato alla lettera da tutti i movimenti con i rispettivi fondatori. E' ciò che fece l'Opus Dei con San Josemaria, ciò che sta facendo Comunione e Liberazione con Don Luigi Giussani, i Focolarini con Chiara Lubich o i Legionari con Marcial Maciel. Con quest'ultimo sarà ben più difficile, poiché il fondatore della Legione di Cristo è accusato di far uso di morfina e di abusi sessuali ai danni dei propri seminaristi [NdR: all'epoca dell'articolo era ancora regnante Giovanni Paolo II, il quale protesse Maciel, a causa dei potenti appoggi di godeva nelle persone di fiducia del Papa, fino alla sua morte: la riduzione allo stato laicale e il provvedimento di revisione dell'ordine furono voluti da Benedetto XVI, subito dopo l'elezione al Soglio di Pietro]. Anche Kiko ha un passato torbido e oscuro (è stato pittore, bohèmien e seguace di Sartre), per poi improvvisamente convertirsi e, in cambio, ha visti cancellati tutti i suoi peccati, adesso gli manca solo di prepararsi il futuro.

A ormai 65 anni (68, pare, secondo altre fonti) Kiko coltiva la propria immagine di laico-artista-mistico-fondatore [NdR: attualmente anche dottore h.c., esorcista, architetto, chef e compositore-poeta...]. Il tipo di santo che ha bisogno della Chiesa solo per ordinare i propri frati, preti e suore. E che edifica, già in questa vita, i futuri luoghi di pellegrinaggio dei propri seguaci. Uno nella terra di Gesù, la Domus Galileae, un impressionante complesso eretto nel Monte delle Beatitudini, di fronte al Lago di Tiberiade [NdR: per capire l'orrore di una opera del genere bisogna pensare che la totalità dei pellegrini del mondo che vogliono andare a visitare il luogo ora si trovano davanti un mostro di cemento che è proprietà privata di un movimento laico]. L'altro invece nell'Almudena, simbolo della conquista del potere ecclesiastico. Con i suoi affreschi, le vetrate, la cappella, Kiko sta trasformando il tempio (la chiesa del Vescovo, e, quindi, di tutti i membri della diocesi) nella cattedrale dei Kikos. Prova schiacciante che il cammino va avanti grazie alla benedizione della gerarchia mentre l'Almudena si converte nel suo futuro santuario.
Ciò avverrà, però, solo se sarà fatto santo. Kiko sa che nella Cattedrale madrilena c'è posto solo per la Regina Maria de Las Mercedes, gli arcivescovi di Madrid (ci sono già diversi sarcofagi preparati per loro) e per i santi. Lui intanto ha una cappella, del resto si occuperanno i suoi fedeli adepti.
Intanto il cofondatore del Cammino continua a estendere il proprio impero, che conta già 16.700 comunità in 5000 parrocchie di 800 diocesi di tutto il mondo. Solo a Madrid hanno già preso possesso di 50 parrocchie, e intere regioni come la Valle del Lozoya, gli appartengono. Il vicario della Zona, José Maria Bravo Navalpotro [NdR: scomparso nel 2012] membro attivo del Cammino e compagno di studi di Rouco a Monaco, ordina sacerdoti a fondo perduto e concede parrocchie a occhi chiusi. Finora, in epoca di inverno vocazionale, i kikos possono contare su ben 46 seminari diocesani missionari con oltre 1500 seminaristi [NdR: attualmente si favoleggia di 100 seminari, che contano però anche gruppi di 8 seminaristi privi di sede, ospiti di famiglie del Cammino].
In Spagna hanno tre seminari (Castellon, Cordoba e Madrid), quest'ultimo alloggiato temporaneamente presso i domemicani di Alcobendas. Però Rouco ha rinnovato loro l'offerta del suo predecessore di regalare al Cammino un enorme terreno su Monte Carmelo per edificare un nuovo centro Kiko-style. Già sono stati approvati i progetti e i lavori cominceranno il mese prossimo. Seguendo fedelmente l'estetica del fondatore. Perché come egli stesso ama dire, la funzione del Cammino è «salvare i peccatori dalle grinfie del Maligno» e mettere in atto la «nuova estetica che salverà la Chiesa!».
Kiko ha imposto questa sua nuova estetica a tutti i suoi seguaci, che la attuano senza fiatare. Ci sono in circolazione persino barzellette kikiane, il cui protagonista è sempre Kiko insieme a Carmen e Padre Mario, la trinità del Cammino, come li chiama qualcuno [NdR: in effetti ai tempi dell'affresco dell'Almudena andava per la maggiore quella di Kiko e del suo mausoleo che sarebbe servito solo per tre giorni]. Tutte le comunità posseggono una riproduzione dell'icona di Kiko della Vergine del Cammino, e tutti i suoi seguaci la collocano ben in vista nelle proprie case e se la portano dietro quando serve.
I modelli di Kiko si riproducono in tutte le sue comunità: icone, calici, patene, vesti, paramenti e la croce astile di bronzo. Tutti disegnati da lui. Non si cantano altri canti che quelli composti da Kiko, non si utilizzano immagini non disegnate da lui, né si edificano centri che non seguano la sua estetica, come quella che ora troviamo nell'Almudena, il suo futuro mausoleo».

lunedì 5 settembre 2016

La storica presunzione di un noto cefa(lo) neocat

Di seguito pubblichiamo una interessante lettera della quale siamo venuti a conoscenza grazie al blog Crux Sancta. E' scritta da uno dei 12 "cefa" di Kiko, il solito noto, riguardante la GMG di Denver del 1993. Esaminando il testo e le affermazioni che il nostro "Cefa", se ne deduce che la lettera fu scritta nel 1990 o 1991, quindi 25 anni fa, eppure, per quanto riguarda i toni usati, l'attualità di questo testo è davvero disarmante: in oltre due decenni l'atteggiamento dei neocat non è cambiato di una virgola, come evidenzieremo più oltre.
La lettera è indirizzata a un certo Padre Stanislaw, non meglio definito. La nostra ipotesi - basata sugli eventi che si succederanno dal 1991 in poi e per il ruolo che occupava all'epoca dello scritto - è che si tratti del solito Ryłko. Egli agiva allora in qualità di responsabile della Pastorale Giovanile Cattolica del Pontificio Consiglio per i Laici: in quella veste si occupò di organizzare le GMG di Santiago de Compostela nel 1989 e di Czestochowa nel 1991.



Notiamo, per cominciare, che già all'epoca il laico Gennarini ha degli informatori nella Curia, gente in alto, senza dubbio, perché scrive una lettera a Padre Stanislaw avendo ricevuto delle non meglio definite voci circa la destinazione della GMG del 1993. È sempre stata prassi delle GMG annunciare ufficialmente la sede della giornata successiva al termine di quella in corso, dunque poiché Gennarini non è sicuro della sede la giornata non doveva essersi ancora svolta.

Va inoltre evidenziata l'incredibile arroganza di un laico catechista, nominato da un altro laico autodefinitosi "iniziatore", che, in virtù del potere che possiede all'interno del movimento cui appartiene, si permette di apostrofare un certo personaggio di Curia "suggerendo" di modificare la sede di una Giornata Mondiale della Gioventù:
"Mi permetto di fare presente alcune difficoltà sulla scelta della città che, a mio avviso, snaturerebbero il senso di questa giornata soprattutto rispetto a quelle celebrate fino ad ora"
AbpRylko.jpgAlla fine degli anni '80 il cammino è ancora un movimento minuscolo, che rappresenta meno dello 0,05% dei cattolici; diffusi in Italia, Spagna e America Latina ma praticamente assenti altrove; il Cammino tuttavia può contare su alcuni potenti appoggi e quelli valgono più dei numeri. Al finire degli anni '60 furono sostenuti da Pedro Farnes e Casimiro Morcillo, che li presentarono agli amici giusti: Angelo Dell'Acqua e il potente Annibale Bugnini. Per tutti gli anni '70 consolidarono la loro ascesa, conquistando le parrocchie bene di Roma e facendosi nuovi potenti amici, fra cui il Cardinal Vicario Poletti, che permise loro di costruire il primo Seminario Redemptoris Mater nel 1988, cui seguirono in breve tutti gli altri.

Questo movimento minuscolo, nel 1990 è già potentissimo: ha le amicizie degli ambienti che contano nella Curia Romana e solo per questo motivo il laico Gennarini si permette di "cazziare" Padre Stanislw in merito alla GMG.

Ecco perché il laico Gennarini, con incredibile presunzione e protervia, crede di comprendere il senso della Giornata della Gioventù meglio di Giovanni Paolo II, che la concepì con l'intento di riavvicinare i giovani alla fede: i neocatecumenali sono più sapienti del Papa, più ispirati del Papa, del resto hanno ricevuto lo spirito di Kiko per imposizione delle mani di Kiko!
"Denver non ha alcun santuario, né alcuna importanza per la storia della Chiesa americana. Il suo unico vantaggio è quella di avere un vescovo eccellente e fedele a Roma"
Il laico Gennarini giudica l'importanza ecclesiastica di una diocesi, addirittura "nella storia della Chiesa", e comprende questa importanza meglio del Papa. Quindi passa a giudicare il cuore di un Vescovo: il laico Gennarini stabilisce chi sia "eccellente" e "fedele a Roma", lui comprende meglio del Papa chi gli sia fedele e chi no.

L' "eccellente Vescovo" cui si riferisce è James Francis Stafford, all'epoca Vescovo di Denver e futuro presidente del PCpL. Viene da pensare che i kikos fossero perfettamente a conoscenza del fatto che Stafford avrebbe fatto carriera...
Il laico di cui sopra liquida come "provinciale" un simile evento, se realizzato a Denver, "esclusivamente americano" e quindi si lancia in una delirante considerazione circa il rischio di "manifestazioni omosessuali" di contestazione, che rischierebbero di superare quanto a rumorosità e a numeri i giovani cattolici, i quali si troverebbero in minoranza a causa della difficoltà a raggiungere la città del Colorado.

Naturalmente a Denver non ci fu alcuna manifestazione di "Act Up" né di nessun altro movimento LGBT. I Neocatekikos mostravano già allora la loro paranoia, paura del mondo e demonizzazione dell'altro. Per capire la distanza abissale che esiste con i veri cattolici disprezzati da Kiko, consigliamo di fare una ricerca su Google circa le contestazioni degli "indignados" durante la GMG di Madrid del 2011. (Suggerimento: i cattolici in ginocchio che pregano il rosario davanti a quelli che li insultano, non sono neocat.)

In realtà al laico Gennarini non importa assolutamente nulla della riuscita della Giornata Mondiale della Gioventù, e vedremo dopo il perché.

A questo punto il Gennarini sfodera tutta la sua prepotenza e arroganza in una inaudita accusa a tutta la gerarchia ecclesiastica, al Papa, a Ryłko stesso, al PCpL:
"celebrare la prossima giornata mondiale in un centro di provincia relegherebbe questo evento (...) ad un evento di serie B (...) Sorge il sospetto che non sia proprio questa intenzione (...) a spingere a scegliere località che non hanno alcun significato per il mondo cattolico"
La gerarchia vorrebbe quindi boicottare la GMG, inoltre i cattolici di Denver sono meno cattolici degli altri: in due righe li ha definiti "privi di significato". Perché fare un'affermazione simile?All'epoca in cui la lettera fu scritta, la diocesi di Denver contava un 10-11% di cattolici: una minoranza ma non certo esigua, in un paese protestante appestato dalle sette! Ma al laico Gennarini la città di Denver non piace e quindi non se ne deve fare niente: se l'evento non è neocat, non conta nulla!


In verità in quella giornata (e io c'ero) giunsero da tutto il mondo più di 500.000 giovani, alla faccia di Gennarini che si augurava il fallimento dell'evento, mentre i neocatecumenali erano circa 30.000, più o meno il 5%. Il referente del 5% delle rappresentanze cattoliche si permette di comandare alla Curia Romana. Se erano così arroganti e potenti allora, si capisce cosa sono stati capaci di fare dopo: altro che Provvidenza dei miei stivali! Pressioni per l'approvazione dello Statuto, raduni oceanici, pressioni sulle Congregazioni, influenze sulla nomina di Vescovi, politica, fondazioni e gestione occulta del denaro... 
Il pistolotto gennariniano continua con la solita squallida esibizione di titoli: ai neocatecumenali non interessa la Verità Cattolica, la Fede, la Gloria di Dio ma solo la propria importanza e potenza:
"Sono negli Stati Uniti da quasi 20 anni e credo che i posti più adatti sarebbero New York, per la sua importanza storica (...) o Washington.(...) Una terza possibilità sarebbe quella delle missioni in California (...) A favore di New York vi sarebbe la presenza del Cardinale"
"Il seminario di Newark procede bene, attualmente ha 70 ragazzi, ma McCarrick ne vuole 120. Abbiamo deciso di ampliare il seminario per poter ospitare i ragazzi e il Signore ha provveduto aldilà delle nostre aspettative: la benefattrice ha donato 5 milioni di dollari (quasi 10 milioni attuali..., NdT)" 
Ecco che cominciano i numeroni. Gennarini mostra i muscoli: in un periodo di scarsità vocazionale, il Cammino vanta diversi seminari sparsi nel mondo, presenza in molte diocesi degli USA e centinaia di seminaristi. A che serve ricordarlo in una lettera che parla d'altro? Chiaramente sta dicendo a Ryłko: "Fai in modo che la GMG si svolga a New York, perché qui sulla costa orientale noi siamo forti, abbiamo molti soldi e portiamo vocazioni: ti conviene appoggiarci".

Il tono è precisamente quello della minaccia mafiosa. Se la GMG si svolge a Denver, il Cammino non può metterci il proprio marchio sopra; nella città del Colorado infatti le comunità sono pochissime, nonostante il generale favore ottenuto presso Stafford, e non ci sono seminari kikiani nel raggio di 1000 km. Si ricordi che ad ogni grande occasione Kiko, da sempre, ha invitato sul palco decine di Vescovi e Cardinali ai quali non ha mai mancato di far visitare i propri seminari e offrire lauti pranzi e cene: come esegeta non vale un fico secco ma quanto a marketing...

Infine nell'ultima parte della lettera non manca di denigrare la pastorale della Chiesa Cattolica come inadeguata e in declino e a proclamare se stesso e il Cammino come vera "chiesa" unica detentrice della "nueva evangelizzazione". Una rapida carrellata:
  • "...il morale del clero è basso e le secolarizzazioni (sic) procedono a ritmo accelerato..."
Sottinteso: il morale del clero non-neocatecumenale è basso e i preti sono secolarizzati.
  • "...molte chiese dovrebbero chiudere i battenti, questa situazione impedisce a molti preti di vedere la realtà della crisi ed il bisogno di evangelizzare..." 
Sottinteso: i preti che non accettano il Cammino sono ciechi e non capiscono niente di evangelizzazione, le loro chiese dovrebbero chiudere.
  • "...la religiosità naturale non resiste all'impatto con la cultura moderna o con le sette..."
Sottinteso: chiunque non sia del Cammino è un religioso naturale destinato a diventare preda dell'ateismo o delle sette.
  • "...gli appelli alla nuova evangelizzazione (...) sono finora rimasti in sordina qui negli Stati Uniti ed in Canada..."
Sottinteso: chi non accetta il Cammino Neocatecumenale è un nemico della nuova evangelizzazione.
  • "...vediamo la nostra incapacità davanti ad un lavoro così immenso e tante volte siamo tentati di abbandonare il campo..."
In questa asserzione va notato che non si fa menzione di Dio in nessun modo (peraltro il nome di Dio è assente in tutta la lettera, ad eccezione del passo in cui si parla dell'immancabile "provvidenza" monetaria...), ma si evidenzia solo la fatica, il "lavoro immenso", la tentazione di mollare tutto... poverini! Tutto Cammino-centrico. Dio non è contemplato. E per chiudere, se non si fosse capito il livello di zombificazione e kikizzazione del Gennarini, la consueta formuletta preconfezionata:
  • "...pregate per me che sono un peccatore"
Dopo decenni il Cammino è esattamente lo stesso. Neppure un passo avanti, un miglioramento. Non importa che nel frattempo i cosiddetti "direttori" sarebbero stati approvati, che lo Statuto sia stato approvato... non importa e non serve, è solo una decorazione cattolica a coprire una mentalità scismatica, protestante, anticattolica e una paurosa arroganza
Viene da chiedersi, dato l'evidente immobilismo, camminare per andare dove? E soprattutto siete sicuri di camminare davvero?


Nostre note a margine: La storia ci dice che le ridicole rimostranze del Gennarini furono ignorate dalla Santa Sede, ma negli anni successivi il Cammino ebbe il successo che desiderava il nostro signor G.G. Nella diocesi di Denver ora c'è un seminario kikiano con 22 seminaristi e molte comunità neocatecumenali. Stafford, prima di partire per ricoprire il ruolo di presidente del Pontificio Consiglio per i Laici spalancò loro le porte, acconsentendo a costruire il seminario nel 1995.
Nel frattempo Ryłko avrà un «futuro immenso»: nominato vescovo a dicembre 1995 e segretario del Pontificio Consiglio per i Laici, arcivescovo nel 2003 e presidente dello stesso PCpL, cardinale nel 2007.